«L’essenza della mia vita? Monviso, natura e rispetto»

Nella sua azienda agricola biologica a Pian della Regina, Elisa Tarasco si è specializzata nella coltivazione e trasformazione di erbe officinali

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A volte nella vita è im-portante seguire il cuore per lasciarsi guidare nelle scelte dall’istinto e dall’amore che conducono ciascuno lungo un viaggio infinito, naturale e non scontato, protratto alla ricerca dell’essenza dei propri sentimenti… Così è successo a Elisa Tarasco, chimico esperto in trasformazione e trattamenti di laboratorio, nata e vissuta a Torino, sino alla grande svolta che ha segnato l’avvio dell’azienda agricola Essenza Monviso (loc. Pian della Regina 34, Crissolo; tel. 347-4972110; www.essenzamonviso.it).

Una scelta maturata quando dottoressa Tarasco?
«Ho lavorato per anni con dottorati in università e con assegni di ricerca in laboratorio, per poi successivamente scegliere di operare in industria dedicandomi alle consulenze per laboratori privati, anche di ricerca, legati all’ambito ambientale e alle acque. E poi il grande colpo di fulmine. Conoscevo già la Valle Po che frequentavo sin da bambina, ma l’incontro con Gabriele che è diventato mio marito ed è il gestore dello storico Rifugio di famiglia di Pian della Regina aperto dal 1955, e la nascita di nostra figlia Chiara che oggi ha nove anni, mi hanno portata ad insediarmi stabilmente a Crissolo, dinnanzi al maestoso Monviso e a decidere di sospendere il lavoro da dipendente per concentrarmi sulle consulenze ambientali che ho da sempre curato per diverse realtà piemontesi e italiane…».

Però coltivava, la passione per le trasformazioni da laboratorio dei prodotti naturali…
«Si, è sempre stato un piacere personale che, unito alla possibilità di coltivare sui terreni di proprietà di mio marito erbe officinali, mi ha permesso di dar vita all’azienda agricola certificata biologica “Essenza Monviso” che ha il suo quartier generale in un ambiente puro ed incontaminato a 1.800 metri di altitudine, ai piedi del Re di Pietra, alle sorgenti del Po, nel territorio del Parco del Mon­viso».

La sua azienda agricola è specializzata nella coltivazione e trasformazione in laboratorio di erbe officinali. Quali in particolare?
«Produco stelle alpine, genepy, lavanda, menta, arnica, timo serpillo… insomma coltivo tutte quelle specie che non riesco a trovare in natura e che sono anche protette. E poi, per tutta un’altra parte di specie che qui crescono spontaneamente, ho un permesso che mi consente, in certi periodi dell’anno, di esplorare il territorio per raccolte spontanee».
Tutte le erbe provenienti dalle piantagioni dell’azienda danno origine a prodotti, vero?
«Assolutamente sì. E sono frutto di una trasformazione in laboratorio: l’essiccazione ad esempio di achillea, millefoglie, rosa canina, primula, viola tricolor, tarassaco, menta piperita, camomilla, malva e melissa, generano tisane, ideali per infusi e decotti. Altre erbe, come lavanda e menta, vengono invece trasformate in profumati oli essenziali puri al 100%, particolari in quanto estratti in corrente di vapore dai fiori e dalle foglie delle nostre coltivazioni. E poi ci sono gli oleoliti naturali, ottenuti per macerazione dei fiori in oli vegetali ideali per il massaggio corporeo. Qualche esempio? La calendula in olio extravergine di oliva, ricco di vitamine, minerali e beta-carotene; il tarassaco, perfetto per massaggi in caso di dolori muscolari e articolari; l’iperico che possiede proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti per le ferite; l’arnica da usare in caso di distorsioni, slogature, flebiti superficiali e la stella alpina perfetta per inibire l’azione dei radicali liberi e contrastare l’invecchiamento della pelle».

E poi c’è l’uso cosmetico?
«Si, infatti in laboratorio preparo diversi semilavorati con i quali produco cosmetici, saponi e creme, venduti direttamente nel punto vendita di Pian della Regina, dove sono acquistabili anche alcune bontà tipiche della Valle, come i formaggi affinati con le mie erbe, il miele, l’olio ligure di nostra produzione.
Tutti i nostri prodotti, somministrati presso il Rifugio al Pian della Regina, si trovano anche in vendita sullo shop presente sul sito internet e in qualche negozio della Valle. La linea cosmetica alla Stella Alpina, punto di forza dell’azienda, è formulata senza l’uso di oli minerali, paraffine o derivati del petrolio, senza saponi aggressivi per la pelle, senza profumi né colorazioni artificiali. Si tratta di una linea completa composta da sapone naturale, doccia shampoo, crema corpo, balsamo labbra e crema solare SPF30».

Il valore aggiunto di Essenza Monviso è la sua certificazione biologica…
«Verissimo. La conformità delle produzioni ottenute con metodo biologico in tutte le fasi della filiera di produzione, dal campo sino all’ingresso in commercio del prodotto, ri­chie­dono attenzioni e gesti rivolti a favorire la biodiversità. E mi riferisco al diserbo manuale e alla coltivazione che segue i ritmi della natura, senza utilizzare prodotti chimici. Perseguire questa strada è stata una scelta che ha richiesto e richiede, in stagione l’aiuto di collaboratori che mi affiancano nei campi per tutte le operazioni manuali, ma anche nella vendita. Inolte, il campo principale al Pian della Regina, ha uno scopo agricolo, ma anche una finalità didattica grazie ad una spettacolare aula a cielo aperto, nella quale ospitiamo le scuole. Questa attività si è ampliata nel tempo e nel corso del 2023 ha permesso di dar vita, in sinergia con le scuole, ad esempio la primaria di Paesana, a progetti in aula durante l’inverno che si sono conclusi con la gita in campo direttamente qui ai piedi del Monviso. Invece, con la scuola di Lombriasco, in seguito ad un progetto di alternanza scuola-lavoro, abbiamo ospitato per 15 giorni due studenti. La nostra azienda agricola dispone poi, di una seconda area di coltivazione, a quota più bassa, circa 1.000 metri, dove attualmente sono in produzione circa un migliaio di piante di lavanda».

Coltivazioni a filiera corta e biologica: cultura attrattiva per giovani e non solo…
«La compatibilità ambientale così come la sostenibilità sono temi significativi ed importanti che ormai trasversalmente han­no modificato le abitudini di tutti. E nei più giovani poi c’è voglia di una nuova cultura che appartiene anche a una rinnovata sensibilità individuale. E questo lascia ben sperare per il futuro».

Al di fuori del suo lavoro, dottoressa, cosa le piace?
«Adoro la montagna, in particolare quella invernale per via della mia passione per lo sci che pratico da quando avevo 4 anni. Crescendo mi sono avvicinata allo sci alpinismo e poi al telemark, una tecnica che combina elementi dello sci alpino con elementi dello sci nordico. Prevede una particolare andatura sugli sci: il tallone, infatti, è libero, mentre la punta è legata alla parte anteriore dello sci tramite alcuni attacchi particolari… Sono diventata “bravina”, ma da quando è arrivata mia figlia Chiara ho meno tempo per allenarmi… Questa Valle però è attrattiva anche d’estate perché offre grandi scenari da vivere all’aria aperta che molte persone hanno scoperto, turisticamente parlando, dopo il Covid. Acqua, aria, ambiente sono sempre state il centro del mio lavoro e anche della mia vita. Oggi vivere in montagna significa essere consapevoli delle responsabilità nei confronti dell’ambiente ma soprattutto rappresenta un’opportunità per creare quella nuova cultura della natura, attenta alla biodiversità. Penso, che l’edu­cazione ambientale solo così possa diventare “cultura del paesaggio”, o meglio, parte integrante della formazione più profonda di ciascun individuo. In fondo, e di questo sono fermamente convinta, è l’unica possibilità per un futuro migliore».