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«Amo cucinare per il sorriso di chi assaggia»

La ventenne saluzzese Aurora Cavallo si racconta: «Il segreto? Grembiule rosso e immagine positiva»

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Quasi trecentosessantamila fol­­lowers su In­sta­­gram, un grem­­­biule rosso, una frangia da ragazzina e il piglio di chi in cucina fa sul serio. Lei è Aurora Cavallo, ventenne saluzzese che oltre ad essere una star sul social ha all’attivo un libro di ricette e un programma televisivo. Dice di non parlare bene il piemontese ma c’è un proverbio in dialetto sull’importanza di avere un’attitudine positiva che non dimentica mai. E a giudicare dai suoi video, lo mette anche in pratica.

Aurora, ci racconta come è nata la sua passione per la cucina? Alcuni trucchi li ha imparati delle sue nonne?
«Ho iniziato per un’esigenza pratica, i miei genitori tornavano tardi a casa dal lavoro e io volevo aiutarli con la cena, così che non dovessero pensare ogni giorno a cosa mettere in tavola. Alla fine, come nelle più belle storie d’amore, mi sono innamorata della cucina senza neanche accorgermene. I consigli delle mie nonne non sono stati molti perché nessuna delle due ama stare ai fornelli e soprattutto non preparano mai torte. Io ho iniziato proprio dai dolci per “colmare” questa mancanza».

Qual è il suo mantra in cucina?
«Provare e riprovare sempre, e soprattutto non arrendersi mai, perché la cucina è fatta di tentativi. Basti pensare che dietro ad ogni piatto dei ristoranti stellati ci sono mesi di studio e decine e decine di prove, non bisogna farsi scoraggiare perché ad ogni prova si nota un dettaglio diverso. E la cucina è fatta proprio di piccoli dettagli».

Dai canali social alla tv il passo è stato breve. Che sapore ha avuto la sua esperienza nel programma “Chef in progress” in onda sul canale Food Network?
«È stata molto emozionante soprattutto perché il mio percorso è stato relativamente veloce: nel giro di due anni si sono presentate opportunità che la me di qualche anno fa non si sarebbe nemmeno immaginata, anzi non aveva neanche ipotizzato come sogni, perché i sogni sono desideri che speri con tutto il cuore di realizzare e un programma tv tutto mio era qualcosa che non mi sfiorava neanche la mente. Sono stata fortunata ad avere una troupe fantastica con cui ho instaurato un rapporto di stima e di reciproca forte intesa, oltre che professionale».

Nel frattempo, ha trovato il tempo anche di scrivere il suo primo libro di ricette “La cucina scaldacuore”. In un periodo in cui si parla così tanto e ovunque di cucina, come si fa rendere il proprio lavoro sui social e fuori interessante e appetitoso?
«Proprio perché l’offerta di contenuti relativi alla cucina oggi è molto ampia e varia credo sia fondamentale trovare un proprio filone ovvero identificarsi con determinate caratteristiche. A livello visivo, nel mio caso, quello che mi caratterizza è il grembiule rosso, la frangetta e il sorriso, a livello comunicativo invece il mio tono è sempre piuttosto dolce e rilassato. Il mio intento è evocare quel senso di sicurezza che ti dà dedicarsi a preparare il cibo a casa, circondata dalla famiglia, dagli amici, perché la cucina per me è esattamente questo: condividere con chi amo. Ed è questa sensazione che ho voluto trasmettere non solo online ma anche nel mio libro».

Lei è piemontese, c’è un piatto della nostra tradizione che ha rivisitato?
«Io adoro la cucina piemontese, a partire dalla più classica e semplice come pane burro e salame con il burro fatto in casa, che è la ricetta per eccellenza delle gite in montagna dei piemontesi, fino alle famose acciughe al verde che su Tik Tok hanno raggiunto il milione di visualizzazioni. Sono rimasta scioccata da questo risultato perché ho pensato “Le anciuè al verd, figùrati…”. E invece sono state un successo! Una specie di rivisitazione sono state invece le polpette di mia nonna Teresa che ho proposto nel programma trasformandole in un risotto con la salsiccia di Bra e riduzione di aceto balsamico».

C’è un proverbio in dialetto legato al cibo che la fa sorridere?
«Il piemontese lo capisco molto bene ma lo pronuncio molto male… in ogni caso c’è una frase che mi viene detta molto spesso dai miei nonni ed è “A-i-è niente ‘d pi bel che ‘na facia cuntenta”, ed è vero, non c’è niente di meglio di una faccia felice. Ed è questo uno dei motivi per cui adoro cucinare: vedere il sorriso che il cibo reca in chi lo assaggia».

Lei è amatissima da un pubblico assolutamente trasversale. Senza modestia, qual è il suo ingrediente segreto (non solo in cucina)?
«Penso sia sinceramente il mio trasmettere un’immaginE positiva. Questa caratteristica non è necessariamente legata alla mia persona in senso stretto anzi, io a volte ho la tendenza a buttarmi un po’ giù. Penso però che i social debbano essere un luogo dove le persone possono distrarsi e rilassarsi, anche solo per pochi minuti grazie ad un video divertente o ad una ricetta che ricorda loro qualcosa di quando si era piccoli. Sui social cerchiamo una pausa dai problemi, il cosiddetto “intrattenimento”, e se i trenta secondi di un mio video possono regalare un momento sereno di svago, per me è un grandissimo traguardo».

Esiste un piatto che non le riesce mai?
«Un piatto che non mi riesce mai, incredibilmente, è la peperonata. So che è assurdo perché mi è riuscito il panettone, il pandoro, i croissant ma la peperonata non mi viene proprio mai bene. Probabilmente perché non metto i litri d’olio che usa di solito mia nonna e quindi li brucio…».

Dalla Madeline di Proust al film Ratatouille, ci sono cibi che ci catapultano nella nostra infanzia appena li assaggiamo. Qual è il suo?
«Il pomodoro, senza dubbio. Lo adoro. Potrei vivere di pasta al pomodoro, pizza al pomodoro e così via. In più mia nonna Teresa, e già prima sua mam­ma, non dice ti voglio bene ma “ti amo e ti adoro come la salsa del pomodoro”. Anche questo è l’ingrediente che ho più a cuore, da sempre».

BaNNER
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