Biella: finto agriturismo evade quasi 400.000 euro di ricavi

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Recentemente, una verifica fiscale, eseguita dalla Sezione Operativa della Compagnia di Biella, nei confronti di un agriturismo del biellese, ha consentito di portare alla luce un’evasione fiscale costituita da quasi 400.000,00 € di ricavi non dichiarati e non registrati e da circa 30.000,00 € di IVA non versata all’Erario.

 

 

Sono i numeri dell’attività ispettiva, di natura tributaria, recentemente conclusa, che ha, tra l’altro, portato al deferimento dell’imprenditore agricolo alla locale Autorità Giudiziaria, per dichiarazione fraudolenta tramite l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Nello specifico, l’azienda agricola verificata aveva deciso di intraprendere, parallelamente alla coltivazione del fondo, anche l’attività ricettiva di ristorazione, usufruendo – alla luce dei fatti indebitamente – delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa tributaria, per gli operatori del settore.

 

Infatti, è consentito che le imposte vengano calcolate solo sul 25% dei ricavi conseguiti e che l’IVA possa essere versata solo per il 50% di quella dovuta; ovviamente, per applicare legittimamente le allettanti agevolazioni è necessario che l’attività agricola rimanga, comunque, quella principale, che i pasti vengano confezionati utilizzando, prevalentemente, materie prime alimentari provenienti dall’attività agricola e che la capacità ricettiva non superi un determinato numero di posti che, nell’ambito della Regione Piemonte, la normativa locale ha quantificato in 60 coperti.

 

E’ stato appurato che l’imprenditore agricolo disponeva del triplo dei posti consentiti, tanto da mettere a disposizione la propria cascina per lo svolgimento di matrimoni, cresime e comunioni. Inoltre, al fine di dimostrare la provenienza interna della maggioranza delle materie prime alimentari impiegate nella ristorazione, ha provveduto ad emettere svariate fatture, dall’azienda agricola verso l’agriturismo, per un quantitativo che in realtà il proprio fondo non aveva la capacità di produrre e ciò al solo scopo di dimostrare che almeno il 51% degli acquisti proveniva dalla coltivazione del terreno agricolo. E’ apparso, quindi, chiaro ai Finanzieri operanti, che l’azienda agricola altro non era che una facciata dietro la quale celare una vera e propria attività commerciale di ristorazione, con la conseguenza che il 75% dei ricavi dichiarati nel corso degli anni, dal 2011 al 2015, non è stato assoggettato a tassazione e che il 50% dell’IVA, prima decurtato, dovrà essere versata allo Stato, il tutto unitamente alle sanzioni ed agli interessi previsti dalla normativa tributaria.

 

I servizi della specie vengono sviluppati a garanzia e tutela di tutti gli operatori del settore ricettivo, che scelgono di non ricorrere ad artifici per usufruire indebitamente di agevolazioni e per coloro che operano nel settore agrituristico, dando lustro alla loro azienda, esaltando i prodotti derivanti da particolari lavorazioni e produzioni agroalimentari.

 

c.s.