Gli allievi 2007 del Caraglio alle finali regionali, Gazzera: “Lavoro e competenza restando con i piedi per terra”

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Dopo una stagione esaltante e ricca di soddisfazioni per tutto il Caraglio Calcio culminata con la qualificazione alle finali regionali per la categoria allievi 2007, facciamo 4 chiacchiere con Gianluca Gazzera, responsabile del settore giovanile dei biancoverdi.

Quest’anno sicuramente ha rapito l’occhio di tutti l’impresa dei 2007 biancoverdi, che dopo un campionato esaltante sono approdati alle fasi finali per il titolo regionale. Come commenta il loro percorso e quali margini di crescita può ancora avere questo gruppo?

Sicuramente è stata una stagione esaltante, per certi versi anche inaspettata, in quanto se è vero che ero perfettamente consapevole della forza di questo gruppo, è altrettanto vero che eravamo inseriti in un girone in cui certamente non mancavano formazioni e società che strutturalmente sono superiori alla nostra, ma la compattezza dei nostri ragazzi unità all’impegno di tutto lo staff ha fatto sì che abbiamo centrato un obiettivo storico per la società e per Caraglio stessa in quanto per la prima volta nella storia una nostra formazione parteciperà alle finali per la conquista di un titolo regionale.

Consapevoli della forza degli avversari, proveremo fino all’ultimo ad andare il più avanti possibile nelle fasi finali orgogliosi in ogni caso dei nostri ragazzi per i risultati raggiunti fino ad oggi. Per quanto riguarda i margini di crescita ritengo possano essere molto ampi con elementi che già oggi sono nel mirino della nostra prima squadra e penso che la cosa più importante sarà mantenere la rosa attuale il prossimo anno, inserendo pochi innesti in ruoli chiave che andremo ad individuare insieme al mister per essere ancora più competitivi.

Per fare un campionato così importante, la mentalità e la preparazione sono tutto. Quanto è importante avere un allenatore competente e organizzato come Raina a disposizione?

Senza paura di essere smentito posso dire che mister Raina ha avuto un ruolo fondamentale nella crescita di tutto il gruppo. Oltre ad essere molto preparato, lui vive di calcio, studia le formazioni avversarie ed è riuscito nell’arco della stagione ad adattare la nostra formazione anche in funzione della squadra da affrontare al sabato. Vorrei però sottolineare il lavoro svolto dai suoi collaboratori, in particolare Michele e Andrea, sempre presenti e disponibili sia durante gli allenamenti sia durante le partite di campionato.

Secondo me ha vinto il gruppo, sia che si parli dei 20 giocatori, sia che si parli degli allenatori e collaboratori. Non posso poi dimenticare di ringraziare il lavoro fatto dal dirigente accompagnatore Umberto: anche lui sempre disponibile a risolvere le problematiche incontrate durante tutto la stagione.

Ovviamente vedendo i 2007 del Caraglio competere con potenze regionali come Chisola, Bra, Pinerolo, la domanda che sorge spontanea è quanto e come ci si può avvicinare a queste grandi squadre?

La risposta che mi viene spontanea è molto semplice: lavoro e competenza restando saldamente con i piedi per terra. Sono consapevole della forza di queste società però in stagione abbiamo dimostrato che al nostro gruppo 2007 non manca nulla per poter competere con loro, infatti in campionato, all’andata o al ritorno, e in alcuni casi in entrambi in entrambe, siamo riusciti a batterli. Questo dimostra che nessuno è invincibile a priori.

Semmai ora il passo successivo è estendere quanto fatto con questa annata alle altre categorie agonistiche e il lavoro da fare è parecchio, partendo però dalle buone basi che abbiamo. La mia idea di crescita, sposata in toto dalla società, è riuscire ad instaurare una collaborazione con le molte società limitrofe a Caraglio sul settore giovanile anche per ovviare alla diminuzione costante delle nascite e di conseguenza al numero di iscritti nelle società più piccole. Solo unendo le forze potremo competere. Sicuramente dovremo crescere sulla qualità del nostro parco allenatori, inserendo delle nuove figure competenti e preparate.

Come dico sempre per avere un settore agonistico competitivo bisogna avere un’attività di base altrettanto preparata, pertanto il lavoro principale sarà da fare sui più piccoli per ritrovarci poi ragazzi preparati nei vari campionati successivi. Fermo restando che una società come il Caraglio ha anche una funzione sociale, pertanto non possiamo tralasciare l’aspetto ludico ed educativo dei bambini.

Il Caraglio 2007 è una favola che con il lavoro dei ragazzi, degli allenatori e di una società seria è potuta diventare realtà. Pensa che sarà possibile replicare una stagione così, magari anche con altre annate?

Penso che l’obiettivo della società debba essere questo, però voglio andare per gradi.

Attualmente l’obiettivo principale deve essere quello di iscrivere tutte le annate agonistiche ai prossimi campionati regionali. Attualmente abbiamo i 2008 che dovranno disputare i playout, quindi dovranno guadagnarsi il posto sul campo. I 2009 si sono già qualificati matematicamente per i playoff essendo terzi nel loro campionato provinciale e anche per loro la qualificazione andrà conquistata. Stiamo già lavorando su entrambe le annate in modo da riuscire a rinforzare le rose fiduciosi che una società come il Caraglio possa e debba avere il suo posto per tutte le categorie ai campionati regionali.

Da parte della società c’è unione di intenti e obiettivi condivisi con disponibilità di investimenti sul settore giovanile impegnativi per una società come la nostra, basti pensare che dal prossimo anno sono stati messi a disposizione 2 pulmini, che forniranno il servizio di trasporto sia all’andata che al ritorno degli allenamenti per agevolare le famiglie nel caso avessero problemi per impegni lavorativi dei genitori. Sicuramente questo servizio agevolerà la formazione di rose maggiormente competitive per tutte le annate. Discorso a parte varrà per i 2010, le cui competizioni regionali andranno acquisite tramite un girone di qualificazione, ma anche con questa annata abbiamo già intavolato diversi discorsi con giocatori di altre società nella speranza di riuscire a costruire una formazione competitiva partendo comunque dai ragazzi che già abbiamo.