La resistenza e la persistenza della memoria: Alba ricorda i suoi “23 giorni” (VIDEO)

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Scrisse Sarte che ogni accadimento, per il solo fatto di essere narrato, acquisisce un’aura di maestosità tale da vedersi assicurato un posto nella memoria. Ma ci sono alcuni eventi che per se stessi e per un senso di dovere morale meritano di essere raccontati e ricordati. Tra questi vi sono senz’altro quelli che intercorsero tra il 10 ottobre del 1944 e il 2 novembre dello stesso anno, quando “Alba la presero in duemila […] e la persero in duecento“.

I ventitré giorni della città di Alba non furono che uno dei tanti momenti in cui semplici uomini desiderosi di libertà, ex soldati e balordi in cerca di fortuna seppero guardare oltre le rispettive ragioni e bandiere politiche per trovare coesione nella lotta di liberazione dal dominio fascista. Gli eventi di quei giorni, oltre all’essere narrati, devono diventare storia, per rimanere indelebili nella memoria delle generazioni future.

A questo contribuisce  da un lato la prosa laconica dei racconti di Beppe Fenoglio con cui sono state condensate in rapide sequenze le immagini di quei giorni, dall’altro la Medaglia d’Oro al Valore Militare che l’allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi appuntò sul gonfalone della città d’Alba nell’ottobre del 1949. Quando i legami che ci tengono uniti al passato si estendono lungo un lasso temporale abbastanza breve, sembra difficile, quasi impossibile ambire a un’ideale obiettività dello sguardo, con cui osservare e indagare quello che è stato. Se vi aggiungiamo che oggi è quanto mai difficoltoso trovare uno spazio politico in cui rispecchiarsi pienamente, voltiamo al passato alla ricerca di un appiglio, nella profonda dicotomia italiana che ha spaccato il paese nel dopo guerra, ricercando suggestioni e ispirazioni.

Così molti oscillano tra un’eco antifascista e una malinconia fascista senza prestare attenzione ai protagonisti e ai valori che dominarono quegli anni, incapaci di cogliere in quei fatti gli elementi che permetterebbero di riempire quel bagaglio necessario a diventare cittadini migliori. E nel momento in cui i diretti testimoni costituiscono una cerchia sempre più esigua, si impone la necessità di coinvolgere i più giovani affinché sia mantenuta viva la memoria e i più “attempati” affinché i ricordi non svaniscano col tempo, così che questi eventi passino come un testimone giorno dopo giorno da persona a persona.

E a distanza di 75 anni, tra accuse di ritardi e di scarso interesse, l’attuale organizzazione comunale albese cerca di mantenere vivo il ricordo con un ricco calendario di eventi per celebrare il 75° anniversario della Libera Repubblica d’Alba e il 70° anniversario del conferimento della Medaglia d’Oro al Valore Militare. In occasione della presentazione delle celebrazioni, Roberto Cerrato, da poco incaricato dal sindaco Carlo Bo al coordinamento degli eventi istituzionali, sia ordinari che straordinari, della città ha affermato:  “la mia intenzione è solamente quella di esprimere l’attenzione  dell’amministrazione comunale che rappresento per gli eventi di quei giorni, perpetuandone la memoria, stimolandone lo studio e l’approfondimento promuovendo ogni iniziativa intesa a mantenere vivo l’interesse e l’attenzione, non per vana retorica ma per un proficua insegnamento ai giovani e alle future  generazioni”.

L’assessore ai servizi culturali Carlotta Boffa ha sottolineato l’appartenenza del ricordo di quei giorni e dei valori incarnati dalla resistenza a ogni cittadino affermando che: “proprio perché quel momento etico e drammatico appartiene a tutti gli albesi, è giusto salvaguardarlo da ogni appropriazione politica, d’altronde la resistenza ebbe tante anime proprio perché esprimeva nelle diverse forme nelle quali si concretizzo non solo la lotta armata, ma il desiderio della maggioranza degli italiani di uscire dalla guerra e chiudere un’esperienza tragica e fallimentare, per aprirsi ad un futuro che sarebbe stato senz’altro difficile ma che avrebbe dischiuso nuovi obiettivi e nuove speranze“.

Le celebrazioni, iniziate a settembre con la Maratona Fenogliana, proseguiranno nei mesi di novembre e di dicembre.

Fino al 17 novembre, dal martedì al venerdi, dalle 14:30 alle 18:30 e il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 18:00 la Chiesa di San Giuseppe ospiterà l’esposizione fotografica “Testimoni di pace”, dove sarò possibile vedere scatti che ritraggono San Giovanni Paolo II in visita nei campi di sterminio e la vita del Beato Giuseppe Ciriotti, distintosi per la generosità rivolta agli internati del campo di sterminio bavarese.

Venerdì 1 novembre, alle ore 15:00 presso il cimitero monumentale, l’Amministrazione comunale parteciperà alla Messa officiata dal Vescovo di Alba, il monsignor Marco Brunetti. Alla liturgia seguirà la lettura di alcuni passaggi dal libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

Domenica 3 novembre, alle ore 10:00, presso il Monumento dell’Alpino, nel Parco della Divisione cuneense Alba, avrà luogo la Commemorazione del 4 novembre presso il monumento dell’Alpino per l’onore ai Caduti.

Martedì 12 novembre, presso il palazzo comunale avverrà l’esposizione e la premiazione del bando di concorso per la commemorazione dei “23 giorni della Città di Alba 1949-2019”, dove sarà possibile vedere i manifesti realizzati dagli studenti del Liceo Artistico “Pinot Gallizio” di Alba.

Domencia 17 novembre alle ore 16:00 in Sala del consiglio “Teodoro Bubbio” del Palazzo comunale si terrà la cerimonia ufficiale per il 70o anniversario del conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla città di Alba. Alle ore 18:00 presso la Cattedrale di Alba si celebrerà la messa in suffragio delle vittime che subirono rappresaglie dopo la caduta di Alba nel novembre 1944.

Per sei giovedì consecutivi, dal 7 novembre al 12 dicembre, si terrà, al cinema Moretti, la rassegna cinematografica “Resistenze di ieri e di oggi”. Saranno proiettati sei film che mettano in risalto il fenomeno della resistenza, non solo in Italia, ma nel mondo intero.

Per tutta la durata delle celebrazioni sarà possibile consegnare un proprio pensiero, un ricordo, in segno di partecipazione, alle pagine bianche del “libro della memoria”, messo a disposizione presso il Palazzo comunale, così da dare la possibilità di partecipare anche a coloro che non potessero intervenire direttamente.