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La Granda guarda al nuovo terminal di Vado Ligure

Attivo entro il 2019, offrirà un’occasione irripetibile alla provincia di Cuneo, in particolare al monregalese

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Tutti concordi: lo scalo di Vado Ligure è destinato a cambiare le gerarchie portuali d’Europa, portando con sé tante nuove opportunità che la Granda non deve lasciarsi scappare.
Il convegno organizzato dalla Camera di commercio di Cu­neo ha fatto centro non solo a livello di partecipazione (sala gremita in ogni posto), ma an­che nelle certezze che i relatori intervenuti hanno trasmesso ai presenti, i quali hanno compreso la portata dell’opera che sta prendendo forma a due passi da casa nostra.
Dopo l’introduzione di Fer­ruccio Dardanello, presidente dell’Ente camerale, è stato Rino Canavese del Comitato di ge­stione del porto di Genova-Savona a prendere la parola: «Il mondo vive grandi cambiamenti che sono davanti ai nostri occhi. Le scelte che si fanno in questi momenti sono decisive: ti possono portare a crescere, ma anche a farti escludere, perché il mondo non ti aspetta. Il porto di Vado è l’unico in Italia che risponde a determinati requisiti: è stato un percorso lungo e difficile che non è ancora terminato, ma ora co­minciamo finalmente a vedere i primi risultati».
Risultati che “Apm Terminals”, l’azienda che sta costruendo l’infrastruttura, vuole raggiungere puntando molto sul trasporto intermodale mare-ferrovia: l’obiettivo è arrivare al 40% del traffico totale movimentato su treno, sfruttando le linee già esistenti con treni lunghi 450 metri che collegheranno la nuova piattaforma con gli interporti dell’Italia settentrionale. «Il sistema portuale italiano deve superare la sua connotazione nazionale», ha spiegato Osvaldo Bagnasco, responsabile del trasporto Intermodale di “Mercitalia”, la società del gruppo “Ferrovie dello Stato” che gestisce il trasporto merci e la logistica. «I nostri porti han­no troppe carenze, troppo spesso sono inefficienti e inadeguati. è necessario accelerare il processo di europeizzazione, altrimenti i volumi veri continueranno a farli gli altri. Per fare questo è fondamentale ot­timizzare il trasporto intermodale, il quale porta vantaggi in termini ambientali, di sicurezza, di velocità e di risparmio energetico. Dobbiamo cambiare passo e capire dove vogliamo andare davvero. Questa parte di territorio ha a disposizione un mezzo per essere credibile e competitiva».
La provincia di Cuneo in questo contesto può ritagliarsi un ruolo da protagonista.
In particolare l’occasione è per Mon­dovì che può diventare un polo logistico strategicamente molto rilevante, il retroporto dello scalo ligure.
L’area individuata è quella dell’ex “Cobra”, di proprietà di Valter Lannutti, imprenditore cuneese la cui azienda è “leader” nel settore dei trasporti.
A questo proposito, nel corso del convegno c’è stato anche l’intervento dell’assessore
re­gionale ai trasporti, Francesco Balocco: «Mondovì polo logistico? Dipende dal territorio, che ci dirà se c’è questa possibilità. L’operazione può ovviamente portare vantaggi e ricadute importanti, anche in termini occupazionali, non solo numerici, ma anche di qualità degli impieghi. Lo sviluppo delle rete ferroviaria sarà de­terminante: è un tema molto importante che, come Regio­ne, stiamo seguendo da vicino. Vogliamo ragionare anche sul­lo sviluppo dei treni merci, che vorremmo più moderni rispetto a quelli che utilizzati oggi. Bisogna rafforzare la linea ferroviaria e non va però trascurata quella viaria. In quest’ottica vogliamo concludere quelle opere che da tempo sono in­compiute, come l’autostrada Asti-Cuneo».
Al tavolo dei relatori sedeva anche Luca Remmert, presidente di “Finpiemonte partecipazioni”, il quale ha sottolineato l’importanza della logistica: «Si tratta di un settore strategico. La globalizzazione ha cambiato il sistema della domanda e dell’offerta. La logistica si basa su una rete che dev’essere efficiente, sicura, economica, ri­spettosa dell’ambiente e ben organizzata: noi cerchiamo di lavorare perché non ci sia nessun anello debole».
Remmert ha concluso parlando del progetto di “Finpiemonte Partecipazioni” che vuole sviluppare una “subholding” della logistica, uno strumento operativo nel quale riunire insieme soggetti interessati, ragionando sulle strategie in comune da mettere in campo.
Al momento ne fanno parte le tre società partecipate piemontesi del settore: “Terminal
Eu­ropa” di Rivalta, “Sito” di Or­bas­sano e “Cim” di Novara.
L’obiettivo è aggiungere Mon­dovì: «Ci stiamo lavorando, è una strada lunga che abbiamo intrapreso da tempo e siamo fiduciosi che la cosa si possa concretizzare presto. Stiamo percorrendo il miglio finale, il mercato ha dimostrato interesse per questo progetto».