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Sentenza Tar condanna il Comune di Moretta, il sindaco Gianni Gatti ripercorre le tappe della vicenda

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Continua a far discutere, a Moretta, la notizia della sentenza di condanna del Tar del Piemonte nei confronti del Comune per la vicenda legata ai giardini di Villa Salina (oggi piazza Europa).

A darne comunicazione, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, è stato il sindaco Gianni Gatti. Il Comune dovrà risarcire alla ditta Fravema Srl (ora Vema Srl) i 287 mila euro (più gli interessi) che la ditta stessa aveva versato al Comune nel 2009 per la realizzazione dei giardini di Villa Salina, inseriti nell’ampio progetto di riqualificazione dell’area, iniziata nel 2003.

 

Sindaco, è difficile sintetizzare in poche righe una vicenda che abbraccia oltre 20 anni di arco temporale…

«In sintesi – spiega Gatti –, oltre 20 anni fa, durante le amministrazioni Piovano e Prat, si iniziò a lavorare sul recupero di questo ampio spazio, che comprendeva Villa Salina e le cascine del complesso. Grazie alla volontà di privati e ad uno stretto lavoro sinergico con le amministrazioni di allora, si arrivò ad un progetto completo nel suo complesso, che comprendeva il recupero della storica villa, la costruzione di due complessi residenziali, il collegamento tra piazza Castello e i giardini di villa Salina, e i giardini stessi, oggi oggetto della sentenza».

Qual è stato l’oggetto del contendere?

«Sono andato a consultare le carte e ho avuto confronti con i dirigenti del Comune per risalire alla vicenda, che in sintesi si può ricostruire così: il piano prevedeva la realizzazione di una piazza interna alla parte edificata e ritenuta dall’amministrazione allora in carica di particolare rilevanza; proprio in considerazione di ciò era stata inserita nella convenzione una deroga che demandava all’amministrazione comunale la realizzazione diretta dell’intervento a fronte del versamento da parte della ditta del corrispettivo di 287 mila euro. L’importo è stato versato in due rate nel 2009. Per la realizzazione della piazza l’amministrazione di allora ha coinvolto l’Università di Torino, che ha elaborato una serie di idee progettuali. L’ufficio tecnico comunale aveva poi predisposto un progetto preliminare di 390 mila euro, sulle indicazioni emerse dalle idee progettuali, approvato nel 2011, cui hanno fatto seguito i progetti definitivo ed esecutivo, anch’essi regolarmente approvati nel 2012 ma mai né appaltati né realizzati».

Dunque i progetti c’erano?

«Nel 2013 vennero avviati e realizzati alcuni interventi sull’area ma difformi dal progetto originario e dall’idea iniziale che prevedeva, tra le altre cose, un porticato di collegamento tra i due fabbricati. Nel 2016, con la precedente amministrazione in carica, lo spazio venne inaugurato con il nome di piazza Europa. La ditta vema ha però contestato quei lavori, che non corrispondevano la progetto e, soprattutto, avevano comportato un investimento inferiore alla cifra da questi versata al Comune. Si arrivò, insomma, al muro contro muro tra ditta e Comune, allora guidato dalla giunta Banchio».

Avete dunque ereditato una situazione già compromessa? In questi 5 anni non si è potuto fare nulla?

«Esatto. L’iter giudiziario era ormai avviato e, a differenza di altri contenziosi che siamo riusciti a risolvere nel corso della nostra amministrazione, qui non si è potuto intervenire. Il 12 aprile la sentenza del Tar è stata di condanna nei confronti di quella scelta: ha quantificato i lavori eseguiti dal Comune in 100 mila euro, dunque molto inferiori alla cifra versata dalla ditta, e sentenziato la risoluzione della convenzione per inadempimento del Comune, oltre alla restituzione della somma a suo tempo versata, con tanto di interessi».

Cosa succederà ora?

«Ereditiamo, da scelte che si sono rivelate errate da parte della passata amministrazione, una situazione pesante, non solo per le casse comunali, ma per l’intera cittadinanza, che si ritroverà un ente comunale con un debito importante da versare. Stiamo valutando il ricorso in appello al Consiglio di stato, ma occorre approfondire la questione con il nostro studio legale. Non è la prima volta che l’attuale amministrazione si ritrova a dover dirimere situazioni pesanti e scelte sbagliate dell’amministrazione precedente. Situazioni che, inevitabilmente, pesano sul regolare funzionamento della macchina comunale. È giusto che i cittadini siano informati di cosa accade e delle difficoltà cui il paese andrà incontro a causa di errori del passato».

BaNNER
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