Trasformare le alluvioni da catastrofi in risorse: nel Cebano occorrono quasi 11 mila euro

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(foto d'archivio)

Quasi 11 milioni di euro: è questa la stima dei costi per sostenere i lavori di messa in sicurezza dei fiumi Tanaro e Cevetta, grandi risorse per il territorio, ai quali però deve essere data un’attenzione costante e professionale, al fine di non trasformare il loro grande valore per le comunità, in una furia devastante durante gli eventi alluvionali che, purtroppo, non sono sempre più numerosi e anche più potenti.
A stabilire importo ed opere è stato lo studio commissionato oltre un anno fa dall’Unione Montana Valli Mongia Cevetta Langa Cebana Alta Valle Bormida, allo studio dell’ingegner Pasquale Cosco che – attraverso sopralluoghi, perizie e verifiche – ha realizzato una documentazione dettagliata su come mettere in sicurezza il territorio del Cebano dalle piene dei fiumi e consentire, allo stesso tempo, di creare bacini idrici utili per combattere i periodi di siccità e fornire energia elettrica.

L’analisi è stata realizzata grazie al contributo straordinario erogato da Fondazione CRC di Cuneo, per il tramite di LVIA Servizio di Pace, per un valore di 75mila euro. Combinazione il progetto è stato presentato proprio nel giorno in cui nella Fondazione cuneese sono stati rinnovati i vertici ma all’incontro non ha voluto mancare, per portare il saluto di Fondazione CRC, sottolineando l’importanza del progetto, il consigliere cebano uscente Davide Merlino. “Lasciamo una Fondazione in ottima salute, con un bilancio che è il migliore di sempre – ha detto Merlino – e che permette al nuovo consiglio di guardare al futuro con serenità per nuovi progetti utili al territorio”.

Il presidente dell’Unione montana Vincenzo Bezzone, sindaco di Ceva, ha iniziato il suo intervento ringraziando per il lavoro svolto e l’attenzione verso il Cebano dei due consiglieri uscenti della CRC: Davide Merlino e Massimo Gula. A loro la platea di amministratori e funzionari ha decretato un lungo applauso.
“Lo studio idrogeologico della Valle Tanaro costituisce un progetto molto importante – ha spiegato Bezzone – perché è il primo tassello di un percorso articolato ma fondamentale per trovare le migliori soluzioni tecniche e le risorse necessarie per la realizzazione di opere che il nostro territorio attende da molto tempo, indispensabili per la sicurezza. Il progetto preliminare – ha precisato Bezzone – prima dovrà essere valutato e approvato da tutti i sindaci dei comuni dell’Unione Montana”.

L’ingegner Cosco, con una relazione breve ma molto incisiva, ha illustrato la situazione del Cebano, ripercorrendone la storia, la morfologia e i tre maggiori eventi calamitosi che l’hanno colpita, ossia le alluvioni del 1994, del 2016 e del 2020. Il progetto – ritenuto la sintesi delle migliori soluzioni per la messa in sicurezza senza gravare eccessivamente sui costi, non modificare strade e viabilità ed avere un impatto ambientale limitato – prevede la creazione di una o più vasche di laminazione da collocarsi a monte del territorio, in grado di attutire l’onda di piena e quindi contenere la portata dell’acqua. Inoltre queste vasche sarebbero utilissime per immagazzinare l’acqua che potrebbe venire utilizzata nei periodi di siccità e usata in agricoltura, senza dispersioni inutili e dannose.

“Da queste vasche di protezione – ha proseguito il presidente Bezzone – si potrebbe anche ricavare un sistema per produrre energia elettrica e trasformare così una criticità come sono gli eventi alluvionali, in una grande risorsa del territorio. Per ora non è possibile stabilire il numero e quindi il costo delle vasche di contenimento necessarie – ha sottolineato il presidente dell’Unione Montana del Cebano – perché è fondamentale la condivisione da parte dei Comuni limitrofi. Un conto – ha spiegato – è costruire una vasca a Priola, un altro è realizzarla a Ceva perché durante l’evento alluvionale, è a monte che bisogna metter in sicurezza il territorio, affinché la piena di acqua non arrivi a valle”.
Lo studio dell’ingegner Cosco ha riprodotto gli eventuali pericoli in caso di piena e quindi le opere di messa in sicurezza delle zone vicine a Tanaro e Cevetta. Per “blindare” la città di Ceva, tra lavori sugli argini di rifacimento e consolidamento, possibili nuovi attraversamento stradali e la realizzazione di una vasca di espansione, la spesa è di 10 milioni 530 mila euro.

“Una cifra importante – ha concluso il presidente dell’Unione Montana del Cebano, sindaco di Ceva Bezzone – ma niente in confronto soprattutto alla perdita di vite umane e poi alla distruzione di immobili e infrastrutture. Si tratta di un’opera indispensabile per mettere in sicurezza l’intera vallata, il cui progetto potrà modificarsi a seconda di quanti e quali Comuni vorranno partecipare alla realizzazione di un sistema idrogeologico sicuro per la Valle Tanaro”.

cs