Con Abatantuono non ridere a “Lol” diventa un’impresa

Arriva la nuova edizione del reality comico condotto da Fedez: l’attore milanese grande protagonista

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Non era facile per “Lol” trovare un nuovo cast del livello delle scorse stagioni, ma anche nella quarta edizione non mancano i personaggi pronti a sfidarsi a base di scherzi e provocazioni.
Fra i big della comicità c’è anche Diego Abatantuono con il suo stile molto personale, sornione e ammiccante, pronto a esplodere in situazioni imprevedibili. Il programma prodotto da Endemol Shine Italy per Amazon Studios, prevede 6 episodi e sarà visibile su Amazon Prime dal giorno 1° aprile (la data non è un caso), quando usciranno i primi 4 episodi. Gli ultimi 2 episodi si potranno vedere dall’8 aprile.
Ha detto ironicamente Aba­tan­­­tuono: «Non sapevo se avevo detto una cosa che faceva ridere e loro facevano finta di non ridere perché si erano messi d’accordo oppure se non ridevano proprio di loro. Invece loro sapevano che io non ridevo proprio perché non mi facevano ridere».
Con Abatantuono si vede in gara Angela Finocchiaro (i due hanno anche recitato insieme al cinema), con l’aggiunta di Giorgio Panariello. Poi comici affermati come Maurizio Lastrico, Edoardo Ferrario (conosciuto soprattutto per “Quelli che il calcio”), Aurora Leone (dei The Jackal), Lucia Ocone (diverse collaborazioni nei programmi condotti dalla Gialappa’s).
Curiosa la scelta di alcune figure di outsider come l’attore Claudio Santamaria e il musicista Rocco Tanica, tastierista e autore degli Elio e Le Storie Tese. In più Loris Lunanzio Fabiani, il vincitore di “Lol Talent Show: Chi fa ridere è dentro”.
A condurre c’è ancora il trio composto da Fedez, Frank Matano e Lillo. Il padrone di casa è Fedez che si muove da conduttore principale e da arbitro questa volta in campo, mentre Lillo si cimenta nei panni del coach che aiuta i concorrenti e Matano nel ruolo di co-host e battitore libero che gli riesce benissimo.
Abatantuono ha detto di se stesso: «Salvatores mi dà del pigro e dice che potrei fare di più? Sì, ne sono consapevole. Ho cercato di dare il meglio che potevo divertendomi, a differenza di colleghi che si sono incupiti. Ma capisco Gabriele: chiunque potrebbe fare di più e così io. Solo che non ho voluto, io voglio vivere». Concetti che racchiudono rapidamente un po’ tutto lo stile dell’attore milanese, uno di quelli arrivati dal Derby, il locale che negli anni ’70 diede voce a tantissimi comici di alto lignaggio che poi hanno scritto un pezzo di storia del cinema, della musica e della televisione italiana.
In precedenza Abatantuono aveva parlato della sua amicizia con l’ex campione di tennis Adriano Panatta, altro sornione dal ritmo compassato e dai colpi a sorpresa: «Ci accomuna il senso dell’umorismo, è una condizione per arrivare all’intelligenza. E credo una filosofia di vita abbastanza simile per molto tempo e anche oggi. Abbiamo giocato a tennis in­sieme, abbiamo riso. Abbiamo fatto il nostro lavoro con molta professionalità, divertendoci molto e tentando di diventare vecchi con una bella famiglia».
La carriera cinematografica ha seguito strade inesplorate tra umorismo e parti drammatiche, si è sviluppata toccando vette molto alte. Abatantuono è diventato un interprete tra i più stimati pur non disdegnando apparizioni in film “commerciali”, dichiaratamente sen­za pretese autoriali. Un doppio binario che alla fine gli ha portato fortuna: «Il mio percorso da attore non è stato facile, ma è stato molto legato al destino e alla fortuna. Bisogna capire i tempi. Mi ricordo quando era stato utilizzato tantissimo il personaggio del terroncello, che era molto divertente e aveva anche un peso, non era così leggero».
In particolare, ha legato il suo successo ad alcuni registi di personalità forte come la sua. E sono nate alleanze solide e durature: «Dopo Pupi Avati, Salvatores era praticamente un semi-esordiente, abbiamo convinto noi il produttore a fargli fare “Marrakech”. È stata la scelta anche di lavorare con delle persone di qualità, ma la qualità non è che si vede subito. Devi frequentarli un po’, capire come sono fatti, avere fiducia tu in loro e loro in te. E alla fine si va avanti bene insieme e si ottengono anche risultati».
E ormai il suo personaggio si adatta a ogni situazione, anche a quella di “Lol” dove il suo istinto comico ha la meglio su tutto e gli restituisce il protagonismo di cui in fondo ha bisogno.

 

Lady Gaga compie 38 anni, domani sono 85 per Terence Hill

Oggi, giovedì, vi segnaliamo un solo compleanno vip: è quello di Lady Gaga, la cantante e attrice statunitense che nel giorno di uscita di IDEA compie 38 anni. Auguri! Ieri invece, hanno festeggiato i loro genetliaci il regista Quentin Tarantino (per lui 61 anni) e il cantante Cesare Cremonini, che di anni ne ha fatti 44. Se invece diamo un’occhiata ai compleanni di domani, auguri speciali a un attore di grande successo e lunghissima carriera come Terence Hill che venerdì appunto compie 85 anni.