«Con i musicisti del “Ghedini” grande sintonia»

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Nei giorni scorsi, il Conservatorio di Cuneo ha ospitato una masterclass del maestro Sébastian Jacot, primo flauto dei Ber­liner Philharmoniker e tra i più brillanti talenti della sua generazione. Sono stati circa cinquanta, tra studenti del “Ghedini” e uditori esterni, gli iscritti alla lezione, che si è sviluppata per tutto l’arco della giornata. In mattinata, Jacot ha proposto una lezione-concerto eseguendo il “Concerto in sol maggiore K313” di Wolfgang Amadeus Mozart e dispensando suggerimenti e spiegazioni agli al­lievi. Il maestro ha poi continuato la lezione ascoltando le esibizioni degli studenti, proponendo loro migliorie di esecuzione, di postura, di atteggiamento sul palco in generale. Jacot, che si esprime in un italiano impeccabile, ha saputo proporre gli insegnamenti derivanti dal suo talento cristallino e dalla sua grande esperienza con un tono leggero e divertente, che a tratti ha suscitato negli allievi sorrisi e risate: un modo perfetto per interpretare la missione della didattica che è il compito principale di un’istituzione come il Conservatorio.
«Mi ha colpito l’atteggiamento degli studenti – ha sottolineato Jacot – che mi hanno dimostrato una meravigliosa voglia di imparare. Mi hanno accolto con disponibilità, ac­cettando le mie proposte con apertura. Mi rende felice sa­pere di avere qualcosa di utile da offrire loro e allo stesso tem­po potermi arricchire sem­pre di più grazie alle loro idee musicali e a questo scambio. Ho percepito l’attenzione e la partecipazione di tutti: giovani, adulti, e docenti provenienti da diverse realtà. È stato bello vederli seguire la masterclass con le loro partiture, prendendo appunti, ri­volgendomi domande spontanee e condividendo emozioni. Ci siamo divertiti davvero molto!».
Il presidente del Conserva­torio, Mattia Sismonda, ha espresso tutta la sua soddisfazione per l’evento: «L’orche­stra dei Berliner Philhar­mo­niker ha sempre rappresentato nel mio personale percorso musicale un punto di riferimento: li ritengo una tra le migliori formazioni al mon­do. La loro maestria e dedizione all’arte musicale sono una fonte inesauribile di ispirazione per tutti noi. L’opportunità di apprendere direttamente dal primo flauto dell’orchestra Filarmonica di Berlino è un’esperienza unica nella vita per i nostri studenti e un segno tangibile dell’eccellenza che cerchiamo di promuovere qui al Conservatorio “Ghedini”. Il Consiglio di Am­mi­nistrazione ha sostenuto e appoggiato con entusiasmo l’organizzazione di questa masterclass: crediamo fermamente che l’istruzione di alta qualità e le opportunità di apprendimento siano fondamentali per lo sviluppo artistico dei nostri studenti. Collaborare con musicisti di fama internazionale non solo arricchisce le loro conoscenze tecniche ma ispira anche la loro creatività e passione per la musica».
Dello stesso avviso anche il direttore Alberto Borello: «Il “Ghedini” si impegna costantemente per offrire eventi di alto livello qualitativo, per costruire una coscienza musicale diffusa e dare il giusto spazio alla meravigliosa ricchezza dei grandi capolavori. Talvolta siamo particolarmente fortunati e ci riescono dei “colpi speciali”: qualche mese fa abbiamo ospitato il grande violoncellista Mario Brunello e questa volta abbiamo avuto il privilegio di avere nella bellissima sala “Mosca” Jacot. Mi ha colpito la sua capacità di evidenziare l’essenziale di qualunque approccio alla musica: abbiamo a che fare con un discorso, un linguaggio; con trame narrative che mettono in gioco la soggettività e la relazione, anima e corpo. In tutto questo deve “comandare” il pensiero; la tecnica viene dopo e si mette al servizio dell’intelligenza, per diventare espressione e comunicazione».
La masterclass – che ha coinvolto anche la professoressa Clara Dutto in qualità di pianista accompagnatore – è stata organizzata dalla professoressa di flauto del “Ghedini”, Francesca Landoni. La stessa ha così concluso: «Siamo felici di essere riusciti a coinvolgere il maestro Jacot in questa esperienza formativa e arricchente non solo per gli allievi ma anche per i numerosi docenti, interni ed esterni al Conservatorio, presenti in sala. Fondamentale è stata la risposta da parte della filiera formativa del territorio (liceo e scuole medie a indirizzo musicale, associazioni culturali locali) che ha aderito all’evento con entusiasmo, accogliendo lo spirito di condivisione necessario per il consolidamento del rapporto tra le varie istituzioni. Grazie all’approccio didattico solare e accogliente del maestro, gli allievi sul palco hanno via via superato la comprensibile tensione riuscendo a esprimere sé stessi, mettendo in gioco le loro emozioni e le loro idee musicali».

Articolo a cura di Domenico Abbondandolo