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Caramelle in dialetto

L’idea di Daniela Salzotto: inventare un prodotto capace di strappare sorrisi. da qui il successo delle scatolette “Dillo con dolcezza”. La nuova sede è a Bene Vagienna

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Il mattino del 21 giugno ho assistito a Incipit, il concerto del Solstizio d’Estate che ha avuto luogo in Villa Tornaforte Ara­gno a Madonna dell’Olmo di Cuneo. Tornando verso casa mi sono fermata a prendere un caffè e quando mi sono trovata alla cassa un po’ assonnata data la levataccia, il barista prende un pacchetto di caramelle e me lo porge dicendomi: «Direi che avresti bisogno di queste». Sulla scatoletta di cartone blu una scritta in bianco: «Dui caramele…’fan veni sviciu». Due caramelle ti fanno diventare sveglio, o meglio… «furbo». Ridiamo insieme mentre guardo una ad una le scatole che fanno bella mostra sullo scaffale. Una diversa dall’altra con tanti modi di dire piemontesi, quelli con cui molti di noi sono cresciuti e che ogni tanto ripetiamo: da «Gnun sens» (senza senso) a «Desvitte Betè» (svegliati sciocco… o giù di lì).
Quando esclamo «Ma io conosco chi fa queste scatole», raccolgo una raccomandazione. «Allora falle i complimenti da parte mia». Ubbidisco e pertanto mi appresto a eseguire a modo mio, raccontando la storia di Daniela Salzotto che undici anni fa, dopo alcune esperienze nel mondo agroalimentare, sceglie di mettersi in proprio e dedicarsi alle caramelle con l’idea di inventare un prodotto che facesse sorridere. E già le caramelle, se sono buone, si adattano a questo scopo, pertanto Daniela seleziona caramelle gommose di alta qualità con i gusti tradizionali quali i sucai, alla frutta e alla menta forte. Quelle di una volta, insomma. Ma è il contenitore a fare la differenza: un astuccio di cartoncino che recita frasi e modi di dire divertenti, benauguranti e motivazionali. In un attimo è il successo e le scatolette di “Dillo con Dolcezza”, questo il marchio del prodotto, vengono soprannominate dai clienti le Caramelle della felicità.
Qualche anno dopo arriva il colpo di genio: compaiono le frasi in piemontese. Intercalari, modi di dire che spopolano. Le scatolette, tutte diverse, sono acquistate e collezionate, tanto da far pensare a Daniela di dedicarsi anche ad altri dialetti.
«Le più gettonate sono quelle in veneto e in piemontese perché dal punto di vista culturale siamo abbastanza vicini, ancora legati ai nostri dialetti che rimangono parte della vita anche per le nuove generazioni», racconta.
Poco alla volta, i dialetti ligure, mantovano, bergamasco arrivano sulle confezioni di caramelle di “Dillo con Dolcezza”, fino a coprire quasi tutti gli idiomi del Nord Italia. «Per molti anni ho girato queste regioni come venditrice, costruendo amicizie dai rapporti commerciali ed è a questi amici che adesso chiedo suggerimenti per trovare gli intercalari giusti da utilizzare» continua a raccontare Daniela che nel frattempo ha spostato la sede dell’azienda da Fossano a Bene Vagienna, dove ha acquisito Albalanga, una ditta che si occupa di frutta e funghi secchi, a dimostrazione che, se la vita si affronta con allegria e dolcezza, si può fare tanta strada.

Articolo a cura di Paola Gula

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