I politici cuneesi uniti nel cordoglio per silvio berlusconi

La notizia arrivata lunedì ha generato un’onda di commozione anche in Granda: le reazioni

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Silvio Berlusconi è morto lunedì all’O­spe­­­dale San Raffa­ele di Milano dove era ricoverato da venerdì scorso. Il leader di Forza Italia aveva 86 anni. Molti episodi lo legano al Piemonte e alle Langhe. La prima volta fu il calcio a portare ufficialmente in regione il Cavaliere, la sua grande passione. Era il 1986 e prima di Juventus-Milan, negli spogliatoi, ci fu il confronto tra il neo presidente del Milan e l’Avvocato, che divenne epocale. Come presidente del Consiglio (eletto nel ’94, IDEA gli dedicò per l’occasione la copertina e un approfondimento) visitò le zone alluvionate del Cuneese e si fermò ad Alba, una delle città colpite sempre in quell’anno dove la piena del fiume Tanaro causò 9 morti. Tornò ad Alba, ancora come presidente del Consi­glio, per il funerale di Pietro Ferrero e successivamente per le esequie di Michele Ferrero (a testimonianza di un rapporto di stima). Durante le elezioni del 1995 fu a Torino per sostenere la candidatura di Enzo Ghigo alla Regione. E poi in molte altre occasioni di rilevanza politica.
«È sempre stato un papà per me. Trent’anni. Questo è»: sono le parole, pronunciate tra le lacrime, del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio che ha appreso la notizia mentre era sul lago Maggiore a Lesa, provincia di Novara. Al suo fianco il vicepremier Matteo Salvini, a due passi dalla Villa Campari di Silvio Berlusconi, proprio a Lesa, dove amava passare i weekend con Marta Fascina come fece una settimana dopo le “quasi nozze” a fine marzo 2022. Cirio si è aggrappato alla ringhiera lungolago, il telefono squillava, ma lui non rispondeva. E ha iniziato a piangere, mentre partiva il lungo applauso dei presenti.
«Un grande, enorme dolore. Lascia un vuoto perché è stato un grande. È finita un’epoca, si chiude un’era. Gli ho voluto molto bene. Addio Silvio», ha scritto il ministro della Difesa, Guido Crosetto. «Rimarrai sempre con noi, buon viaggio Presidente», il commosso saluto di Daniela Santanchè, ora ministro del Turismo, sui social. Nello stesso momento il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zan­grillo, a Genova per il convegno “Facciamo semplice l’Italia”, ha chiesto un minuto di raccoglimento appena ap­presa la notizia: «Grandissima perdita per il Paese».
Nel giorno dell’addio, colleghi di partito e “avversari” si sono allineati nel rispetto del cordoglio. Le parole di Chiara Gribaudo, vicepresidente Pd: «È stato un avversario politico che ha determinato gli scenari della seconda Repubblica. Ha plasmato la sua parte politica e anche la parte avversaria. Indimenticabile». L’opinione del sindaco di Cuneo, Patrizia Manassero: «Nono­stante la diversità di idee, non posso non essere dispiaciuta nel sapere della morte di Silvio Berlusconi. Con la sua dipartita si chiude un’era politica, editoriale e calcistica che ha inevitabilmente caratterizzato la storia del nostro Paese. Esprimo la mia vicinanza ai familiari e ai colleghi di Forza Italia».
In tanti sottolineano la forza intrinseca di un personaggio carismatico come Berlusconi. Marco Perosino, senatore di Forza Italia, è stato molto vicino all’ex premier, uno di quelli che spesso si confrontavano direttamente con lui: «Negli incontri personali ho sempre apprezzato la sua gentilezza estrema e il rispetto di tutte le opinioni. Combattente nato, autore della trasformazione della politica italiana, rappresentante degli italiani nei loro interessi veri, reali, quotidiani. Vittima di persecuzioni giudiziarie rivelatesi infondate cui ha opposto pazienza estrema e resistenza psicofisica non comune». Anche le parole di Franco Graglia, commissario provinciale di Forza Italia che avrebbe voluto portare tutti i coordinatori cittadini da Berlusconi, sono affettuose: «Grazie presidente per tutto quello che ci hai dato e per tutto quello che ci lasci: i tuoi valori di lealtà, generosità e coerenza. Berlusconi è stato per tutti noi una figura quasi paterna… I suoi sorrisi, le sue strette di mano erano forti e veri, proprio come lui. La sua vita, il suo modo di agire ha rivoluzionato il mondo della politica e per questo resterà nella storia». Giampiero Ca­ramello, coordinatore di Forza Italia Mondovì: «Sgomento e profonda tristezza. L’Italia ha perso un uomo dotato di grande carisma. Un “vincente”».
«Grazie Silvio per averci garantito in tutti questi anni il bene più prezioso: la libertà!», così Gianna Gancia, europarlamentare della Lega. L’asses­sore regionale Marco Gabusi va oltre: «Da Sempre dalla parte dei cittadini, famiglie, lavoratori ed imprese. Sei stato il mio esempio politico e cercherò di lavorare seguendo i tuoi insegnamenti». E l’asses­so­re regionale allo sviluppo attività produttive, Andrea Tronzano, aggiunge: «Grazie Presidente per quello che ha donato all’Italia. Grazie perché mi ha permesso ed ha permesso a tante persone come me di credere in un ideale e di esprimere le proprie idee nelle Istituzioni». Una giornata vissuta con profonda commozione anche da Carlo Bo, sindaco albese di Forza Italia.
Il pensiero di Monica Ciaburro di Fratelli d’Italia: «L’uomo che ha rivoluzionato la politica, la televisione, il calcio, che sapeva guardare lontano e che era prima di tutto un combattente, che amava profondamente la sua Nazione».
E ancora, il senatore Giorgio Bergesio: «Avrà per sempre un posto nella storia di questo Paese, prima come imprenditore e poi come uomo delle istituzioni». Questo invece il ritratto delineato da Paolo Bongio­anni, consigliere re­gionale: «L’uomo costruitosi dal nulla, prima l’ambasciatore della nuova capacità imprenditoriale italiana, quindi il grande manager sportivo, e poi colui che ha fermato la sinistra nel 1994 e sdoganato la destra dalla marginalizzazione».
Altre voci di opposizione. Ivano Martinetti, consigliere albese dei 5 Stelle: «Come ha affermato il presidente Giu­seppe Conte, esprimiamo un sincero e rispettoso cordoglio ai familiari. Berlusconi ha contribuito a creare una forte polarizzazione nel dibattito pubblico italiano, protagonista di una lunga stagione politica del nostro paese. Chi, come noi, lo ha affrontato da avversario politico dovrebbe riconoscere che non gli sono mancati coraggio, passione e tenacia». Marta Giovannini sindaco di Verduno (Italia Viva). «Finisce un’epoca, non una stagione politica. È Storia, da qualunque parte si sia stati nelle diverse battaglie. La morte invece è sempre uguale, è a’ livella». Enrico Costa, vice di Calenda in Azione, ha un’altra visione: «In tanti sostengono che è finita un’epoca. Non penso sia così, se gli eredi della tradizione liberale sapranno mantenerne un’identità, una presenza, una coerenza nell’affermarne principi e valori». Maurizio Marello, consigliere regionale ed ex sindaco di Alba, si è affidato al motto latino «De mortuis nihil nisi bonum» che tradotto suona «Dei morti nulla si dica se non il bene». Su Facebook ha scritto anche Paolo De­marchi, consigliere regionale della Lega: «Ha incarnato un carisma indiscusso». E a proposito dell’alluvione ad Alba, il senatore Tomaso Zanoletti ha un ricordo speciale: «L’alluvio­ne colpì Alba nella notte. Mi ero mosso personalmente con Roma e già il lunedì il Cavaliere, scegliendo tra tutti i comuni alluvionati, decise di venire ad Alba».