Crisi idrica, Colombero (Uncem): positivi impegni del ministro Pichetto

Azione forte con enti locali, anche con il rinnovo delle concessioni idroelettriche

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«Ritengo come Uncem positivo il piano di investimenti presentato a Torino dal Ministro Pichetto con il Presidente Cirio e l’Assessore Carosso. Molti punti toccati e le proposte fatte, concrete, a fronte di stanziamenti economici, vanno nelle direzioni promosse e auspicate da Uncem, a livello nazionale e piemontese, negli ultimi mesi. È un bel segnale», afferma Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte.

E aggiunge: «Sinergie istituzionali e scientifiche preziose, da coltivare, da ribadire alla vigilia della Giornata della Terra. Investimenti sulle reti, con i gestori del Ciclo idrico ovviamente che fanno la loro parte, e su nuovi accumuli si possono unire a iniziative per migliorare gli invasi, i canali e le infrastrutture idriche nei Paesi. Così come chiediamo a Governo e Parlamento di prevedere bons e incentivi per dotare i nostri immobili, anche pubblici, di sistemi domestici di accumulo. Altri Paesi d’Europa lo hanno già fatto. Ulteriore piano sul quale concentrarsi è quello legato ai gettiti economici che potranno ottenersi in Piemonte e in altre Regioni dal rinnovo delle concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche, scadute o in scadenza. L’uso plurimo, idropotabile e idrolettrico in primis, dell’acqua di questi bacini è un punto fermo. Investimenti si potranno fare trasformando, con nuovi o vecchi gestori delle concessioni, le centrali in “pompaggi”, riutilizzando più volte la stessa acqua per produrre energia verde.

Daremo il nostro supporto alla Regione anche su questo ambito, come abbiamo fatto finora. Ieri ho avuto modo di parlare di questo e di altri temi con il Sindaco e gli Amministratori di Ceresole Reale. In tutta la Valle Orco e in tutte le Valli alpine possono convivere efficacemente usi diversi della risorsa idrica, senza conflitti e generando opportunità, anche turistiche e ambientali, per le comunità locali. Questo è un punto fermo, una valorizzazione piena dei servizi ecosistemici-ambientali che la Regione Piemonte insegna, ad esempio con il “Fondo Ato”, che fa scuola in Italia, consentendo tutela della risorsa idrica e impegno degli Enti montani sovracomunali per la tutela delle fonti e la difesa dei versanti. La crisi climatica impone lavoro intenso, ragionato, su basi di dati scientifiche, lontani dalle tifoserie contrapposte, nell’interesse congiunto di ambiente, ecosistemi, comunità».