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In attesa di verità tra confessioni e nuove tecniche

Biagio Fabrizio Carillo ci guida alla riscoperta di personaggi e delitti ancora controversi

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LA ASCOMPARSA DI MANUELA

Il fatto
Manuela Teverini sparì il 5 aprile del 2000, a 31 anni, lasciando a casa la figlia di quattro anni. Il marito, dal quale si stava separando, raccontò di essersi addormentato al fianco della bambina e di non aver più trovato, al suo risveglio, la moglie. Poche ore dopo la Fiat Uno della donna veniva ritrovata vicino alla stazione di Cesena

I protagonisti
Il marito di Manuela è Costante Alessandri e finisce al centro delle indagini. Due anni dopo è arrestato con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Nel 2016 la trasmissione “Chi l’ha visto?” manda in onda l’audio della confessione dell’uomo alla prostituta diventata sua amante: «Sono stato io, l’ho uccisa»

La conclusione
Inizialmente Alessandri aveva scontato un solo mese di carcere, ma la battaglia delle sorelle di Manuela e della figlia Lisa portò in seguito alla riapertura delle indagini fino al rinvio a giudizio e alla condanna dell’imputato, oggi 64enne. La cassazione ha confermato la condanna a venti anni di reclusione

IL COMMENTO DEL CRIMINOLOGO
La confessione a “Chi l’ha visto?” che ha incastrato il marito
Un’indagine che ha trovato nella caparbietà investigativa la soluzione. La dichiarazione fatta alla prostituta è stata un’evidente imprudenza del marito. Senza quella registrazione, unita ai successivi riscontri, sarebbe stato impossibile ricostruire il delitto tenendo conto che le immediate attività degli inquirenti non erano state risolutive. Ma poi fortunatamente è arrivata la svolta

LE TRE VITTIME DI PRATI

Il fatto
Due donne asiatiche sulla quarantina, cittadine cinesi, e una colombiana di 65 anni vengono trovate morte in due edifici a poche centinaia di metri di distanza l’uno dall’altro. Tutte e tre lavoravano come prostitute: sono state accoltellate in zona Prati a Roma. È cronaca recente, si riferisce allo scorso mese di novembre

I protagonisti
Le due donne cinesi sono identificate dopo le prime indagini come Li Yanrong e Yang Yun Xiu, la colombiana si chiamava invece Marta Castano. Pochi giorni dopo ecco l’arresto di Giandavide De Pau, 51 anni, già noto alle cronache romane come scagnozzo dei boss della mala romana (e del camorrista Senese) con l’ossessione per le escort

La conclusione
L’uomo è incastrato da due video raccapiccianti sul suo telefonino, che documentano i momenti dell’omicidio delle cinesi. Le immagini smentiscono le dichiarazioni del killer che si era difeso denunciando la presenza, sul luogo del delitto, di un presunto uomo armato che avrebbe aggredito le due donne e minacciato lui con una pistola

IL COMMENTO DEL CRIMINOLOGO
Un video raccapricciante ora va approfondito il movente
Un caso di serialità delittuosa che si è sviluppata in un contesto di prostitute. La prova raccapricciante è stata trovata sul telefono dell’autore dei delitti. Diventa
interessante, a questo punto dell’indagine, approfondire il movente che ha fatto maturare gli istinti omicidi e il grado di imputabilità che l’uomo aveva al momento dei delitti efferati di cui si è reso responsabile

GOLINUCCI E BOLOGNESI

Il fatto
Cristina Golinucci, 21 anni, scompare il 1° settembre 1992 davanti al convento dei Frati Cappuccini di Cesena. Due mesi dopo, il 31 ottobre 1992 il corpo di Chiara Bolognesi, 18 anni, scomparsa da alcune settimane, viene ritrovato nel fiume Savio, sempre a Cesena. Questa vicenda è inizialmente archiviata come suicidio

I protagonisti
Cristina aveva un appuntamento con Don Lino, nella chiesa dei Cappuccini a Cesena, per confessarsi. Aveva lasciato la sua auto davanti al convento e non è più tornata a casa. Chiara invece aveva studiato da una amica a Ponte Abbadesse, prima di far perdere le sue tracce fino al tragico ritrovamento del corpo nel fiume

La conclusione
La procura forlivese è tornata sulle indagini con la riesumazione del cadavere della Bolognesi, per condurre accertamenti con tecniche moderne. Inoltre a “Chi l’ha visto?” una donna ha raccontato di essere stata seguita ed aggredita dallo stesso uomo. Oggi è sotto la lente di ingrandimento degli investigatori

IL COMMENTO DEL CRIMINOLOGO
Ricostruzione criminogenetica per arrivare alla soluzione
Sarà fondamentale la ricostruzione criminogenetica e dinamica dei delitti
avvenuti a distanza di pochi mesi uno dall’altro. Qui l’analisi del Dna e le tecniche più sofisticate oggi rispetto ad allora, potrebbero dare una chiave di lettura. Bisogna però (e sarà fondamentale) comprendere il nesso che esiste fra i due omicidi e la matrice criminologica che ha portato alla commissione degli stessi

BaNNER
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