Mobilità su ebike il modello local e quello europeo

Ad Alba una delegazione del Comitato europeo delle regioni per un confronto “sostenibile”

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Il benvenuto di Alberto Cirio, presidente della regione Piemonte, e quello di Emanuele Bolla, assessore al Turismo di Alba, hanno avviato una giornata interamente dedicata alla mobilità sostenibile. Con una prospettiva europea.

Alba nei giorni scorsi ha ospitato una delegazione del Co­mitato europeo delle Regioni (la Commissione per la Po­litica di Coesione Terri­toriale e Bilancio dell’Ue), con i rappresentanti di diversi paesi, dalla Danimarca all’Esto­­nia, per approfondire il tema della mobilità sostenibile. Si tratta di un argomento condiviso e condivisibile, dove indiscutibilmente l’Italia ha ancora molta strada da fare sotto ogni punto di vista. Ma l’occasione è servita per presentare agli ospiti europei i progetti avviati sul territorio regionale (il Piano per la mobilità ciclistica su cui si sta lavorando già da qualche anno), oltre al modello più locale, sul territorio di Langhe, Mon­ferrato e Roero: le piste ciclabili delle colline Unesco, un esempio di mobilità green in un contesto rurale. In particolare il percorso della BarToBar, l’anello in sette tappe che poi è stato in parte percorso dalla stessa comitiva degli ospiti prima di fare sosta a Torino per approfondire – questa volta in un contesto urbano – l’iniziativa della piattaforma digitale per la mobilità sostenibile sviluppata proprio dalla Regione Piemonte. Grazie alla cooperazione tra paesi europei, c’è l’opportunità di sviluppare una strategia su misura, applicando le “best practices”, le esperienze vissute su territori dove l’integrazione dei sistemi di mobilità è più avanzata, alla realtà piemontese.

Durante l’incontro, nella sala del Consiglio comunale di Alba, sono emersi alcuni dati significativi. Dal punto della mobilità sostenibile, il territorio del Cuneese e delle Langhe in particolare, da un lato ha l’esigenza di migliorare gli spostamenti di chi abita questi luoghi, dall’altro quella di favorire i viaggi dei turisti che sono in costante aumento – soprattutto dall’estero, anche se dopo la pandemia c’è stato un significativo incremento di visite dall’Italia – e che comunque hanno cominciato a scoprire la bellezza di queste zone oltre il vino e i tartufi. Tra connessione delle comunità rurali e promozione del turismo locale. Dal 2014 (da quando le colline sono diventate patrimonio Unesco), la diffusione più consistente delle ebike, ha favorito il turismo allargando il periodo oltre quello autunnale durante il quale, da sempre, Langhe, Monferrato e Roero hanno accolto i visitatori. Ora anche d’estate c’è un grande flusso di turisti attratti dalla prospettiva di immergersi nei panorami delle vigne e delle colline girando sulle due ruote a pedalata assistita.

Come detto, non manca il lavoro da fare. Prima di tutto a livello culturale, perché tra i possibili utenti non c’è ancora la consapevolezza necessaria. Attual­mente gli spostamenti su due ruote rappresentano il 3,5% della mobilità complessiva. L’obiettivo dichiarato della Regione è di arrivare ad un ambizioso 17% entro il 2050, come ha spiegato Paolo Ruf­fino, relatore e mobility manager che trae ispirazione dall’esperienza vincente di Am­sterdam. Ovviamente le motivazioni sono intuibili e pienamente condivisibili: si tratta di incidere sul numero degli incidenti mortali sulle strade (quelle del Cu­neese pagano un prezzo molto alto) oltre che diversi altri fattori, dalla sostenibilità alla salute. Nelle Langhe e dintorni, gli spostamenti tra un centro all’altro sono sempre entro i 5 chilometri, mentre la media cittadina è compresa in 1,2 chilometri. Percorrenze adatte alle biciclette.