“Porro di Cervere: la produzione è scesa del 30% rispetto agli ultimi anni, ma la qualità è più alta”

A dirlo è Silvio Monasterolo, presidente Cia della zona di Fossano, nonché, come tutti i soci, consigliere del Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione della prelibata coltura di eccellenza del territorio cuneese

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Il porro di Cervere è una prelibata eccellenza del territorio cuneese. A contraddistinguerlo sono il profumo e il sapore dolce, gradevole al palato e di facile digeribilità: caratteristiche dovute al terreno e al microclima dell’area in cui viene coltivato. Per tutelarlo e valorizzarlo, nel 1996 è nato il Consorzio. Dal 12 al 27 novembre, a Cervere è in programma la Fiera durante la quale l’ortaggio sale in passerella.

Come è andata la stagione produttiva 2022? Ce lo racconta Silvio Monasterolo, presidente Cia della zona di Fossano, nonché, come tutti i soci, consigliere del Consorzio. Monasterolo coltiva il porro nell’azienda agricola in frazione Tagliata di cui è titolare la moglie Bianca Rosa Garelli. Dice: “A causa della siccità e soprattutto del grande caldo, i quantitativi prodotti sono scesi del 30% rispetto agli ultimi anni. Ma la qualità è eccellente, anzi migliore, perché è aumentata la parte zuccherina, conferendo alla coltura un sapore ancora più dolce”.

Silvio Monasterolo e Bianca Rosa Garelli

I problemi nella coltivazione? “Oltre a siccità e caldo, il notevole rincaro dei costi di produzione dovuti a energia, gasolio e a qualsiasi materiale impiegato nelle lavorazioni”.
Condizioni climatiche e spese che hanno inciso sul prezzo di vendita? “Il prezzo è stato stabilito dal Consorzio in una riunione con il direttivo e tutti i soci. C’è stato un piccolo ritocco verso l’alto: minimo 8 euro al mazzo che pesa mediamente 2 chili e mezzo. Ma è stato inevitabile, tenendo conto dei problemi con i quali ci siamo dovuti confrontare. In ogni caso, però, c’è un’ottima richiesta sia da parte della grande distribuzione che dei consumatori nella vendita diretta in azienda o ai mercati e nelle fiere. Anche perché, su quest’ultimo fronte, dopo due anni di emergenza sanitaria per il Covid le persone sono tornate a comprare con molto entusiasmo”.

Quindi le prospettive per la stagione 2022 sono buone? “La raccolta, cominciata a inizio ottobre, di solito terminava a fine anno. Quest’anno, a causa della minore produzione, si concluderà sicuramente prima. Ma nel complesso siamo soddisfatti. Grazie al Consorzio di Tutela e Valorizzazione, il porro di Cervere è ormai conosciuto, consumato e apprezzato in tutta Italia e anche all’estero”.

c.s.