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Piazza Michele Ferrero, un simbolo per il futuro

Inaugurata nella capitale delle Langhe, davanti a un pubblico numerosissimo, la rinnovata piazza dedicata al grande imprenditore. Protagonista la scultura “Alba” di Valerio Berruti, dono della famiglia Ferrero alla città

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La nuova scultura-simbolo della capitale delle Langhe è realtà: “Alba” – l’opera di Valerio Ber­ruti donata dalla famiglia Ferrero alla città – è stata inaugurata nel giorno di San Mi­chele, assieme a piazza Fer­rero rinnovata e alla nuova fontana, con un evento partecipatissimo dall’intera co­munità e dai suoi rappresentanti. La serata – a cui ha preso parte la famiglia Ferrero, applauditissima, con la signora Maria Franca, il figlio Giovanni con la moglie Paola e i figli, e la moglie di Pietro, Luisa, con i figli – è stata un susseguirsi di emozioni. Do­po il caloroso e coinvolgente benvenuto dato dall’assessore co­munale al Tu­ri­smo Ema­nuele Bolla, è intervenuto il sindaco di Alba, Carlo Bo, sottolineando come «il prezioso dono» contribuirà a rinnovare «il legame tra la Ferrero e la città». Ha preso poi la parola il presidente della Regione, Alberto Cirio che, dopo aver ricordato Michele e Pietro Ferrero, ha evidenziato il valore della piazza, «simbolo dell’ingegno e del lavoro e trionfo del capitale umano che ha reso grande la città e il territorio». «Una serata – ha ag­giunto il Go­vernatore – che ci darà forza e vi­gore». «E – ha concluso ri­vol­gen­dosi alle nuove generazioni della famiglia Ferrero – ricordate che questa sarà sempre la vo­stra ca­sa». Un messaggio accolto con piacere da Giovanni Ferrero, pre­­sidente esecutivo del Grup­­po, che ha ricambiato con un discorso pieno di affetto e riconoscenza. Prima dello scoprimento della scultura, sono intervenuti anche l’autore, l’artista albese Va­le­rio Berruti, e il direttore generale del­la Fonda­zione Palazzo Strozzi a Firenze Arturo Ga­lan­sino. Poi, la presentazione della nuova stele che ricorda Michele Ferrero, raffigurato come un bambino che guarda «al nuovo e al possibile». Un messaggio di spe­ranza richiamato da “Alba”: presentata con le note del pianista Emiliano Blan­gero, ha fatto subito pensare a un territorio e una comunità sempre più coesi e proiettati nel futuro.