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Moretta, bilancio di metà mandato per il sindaco Gatti: “Sono soddisfatto”

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Gianni Gatti, sindaco di Moretta

A metà mandato è tempo di un primo bilancio, anche se l’attività amministrativa ha dovuto fare i conti con l’emergenza sanitaria, esplosa improvvisamente nel febbraio 2020 e non ancora terminata.

Sindaco Gianni Gatti, iniziamo da qui?
«Il Covid ha appesantito la situazione, reso tutto più difficile e complicato. Ma non ci siamo mai nascosti, non abbiamo cercato alibi e abbiamo sempre cercato di portare a termine ogni obiettivo che ci siamo prefissi. Detto questo, è importante dare il giusto peso ad ogni cosa. L’emergenza sanitaria c’è, e abbiamo cercato di contrastare il virus in ogni modo. Abbiamo cercato supporto nella Protezione Civile e nella Croce Rossa, nell’Asl e nei medici di famiglia. Siamo stati tra i Comuni ad offrire più ristori alle aziende e alle famiglie in difficoltà, intervenendo direttamente con i fondi del municipio. E abbiamo cercato di predisporre una serie di tagli alle imposte comunali».

Quanto ha inciso l’emergenza sul vostro programma?
«Siamo in linea con quanto ci eravamo prefissi. Sono soddisfatto, perché il rapporto con l’amministrazione è molto buono. Trascorro più tempo in municipio di quanto mi ero immaginato, ma va bene così. Cerco di essere a disposizione, di ascoltare tutti e cerco di adottare una “politica del sì”: è nel mio carattere, se si può fare una cosa, si fa. Anche con la minoranza c’è, tutto sommato, un buon rapporto. C’è rispetto reciproco e apprezzo la loro attenzione e il loro lavoro».

In questi due anni e mezzo sono stati realizzate diverse migliorie in municipio. Si tratta di un caso?
«No, assolutamente. Chi lavora deve farlo nelle condizioni migliori, in un ambiente sano. Fornire agli impiegati comunali gli strumenti adatti significa spronarli a migliorare e ad avere cura e attenzione del patrimonio pubblico. Gli impiegati sono il motore dell’amministrazione. Nessuno di loro, in questi due anni, ha attivato la modalità dello smart working. È stato un bel segnale».

Parliamo di opere pubbliche?
«Volentieri, perché in questo periodo ci siamo dati molto da fare, sia sulle piccole che sulle grandi opere. Il nuovo campo sportivo è sotto gli occhi di tutti. Al cimitero abbiamo costruito un nuovo padiglione, abbiamo cambiato 250 punti luce, portato la fibra ottica in paese, rinnovato il parco giochi al santuario, posto attenzione alle frazioni e ai diversi quartieri del paese. Infine abbiamo riaperto il bar della bocciofila, non senza fatica».

Il futuro cosa ci riserva sul fronte delle opere pubbliche?
«Partiremo appena possibile con la riqualificazione del centro storico, tra via Bollati, via Roma e via Mogna. Ci piacerebbe inoltre dare avvio al progetto di pista ciclabile verso Torre San Giorgio e Saluazzo lungo l’ex ferrovia, che ben si coniugherebbe con l’apertura della foresteria nei locali del santuario, che deve diventare il centro turistico e culturale del paese. Nel 2022 tra l’altro arriverà a Moretta la tappa conclusiva del Giro d’Italia under 23, sarà una bella vetrina per lo sport. Sempre sul fronte dello sport abbiamo concesso l’area pubblica per il campo da Padel, accanto al tennis. Se parliamo di cultura è alle ultime fasi la realizzazione di un libro sulla storia di Moretta. Infine per quel che riguarda le associazioni, c’è l’ipotesi di una donazione al Comune di Casa Lardone. Potrebbe diventare la sede delle associazioni del paese».

Sul fronte scuole quali sono le novità?
«Alle scuole medie sono stati rifatti i bagni e riviste le metrature per l’emergenza Covid. Anche l’area esterna era stata sistemata per la chiusura del progetto Erasmus. All’infanzia abbiamo una serie di lavori già finanziati e stiamo per predisporre le “isole esterne” per il progetto della didattica outdoor. Entro l’anno infine interverremo con un cantiere da 650 mila euro (finanziati dal governo) alla primaria e alle medie per opere di messa in sicurezza e risparmio energetico».

Veniamo alle “spine nel fianco”, parliamo di casa di riposo.
«E’ un’incognita, purtroppo. Eravamo giunti ad un accordo con una coop per la riqualificazione della struttura e il passaggio di gestione alla stessa. Purtroppo l’emergenza sanitaria ha fatto saltare l’accordo e i nostri interlocutori si sono tirati indietro. Villa Loreto è una situazione su cui dobbiamo intervenire, vogliamo farlo prima della fine del mandato per dare un futuro alla casa di riposo. Si può esternalizzare, sarà importante scrivere bene la convenzione».

L’anno scorso ci sono state accesi dibattiti quando si è parlato dello spostamento del mercato. Com’è la situazione?
«Il mercato è il cuore del paese. Vogliamo valorizzarlo. Quando in campagna elettorale abbiamo parlato di riportarlo in piazza Umberto I c’erano stati apprezzamenti, invece quando ne abbiamo riparlato è sorta qualche polemica. Stiamo predisponendo uno studio, attendiamo i risultati. Personalmente resto convinto che la sua posizione sia in centro, vicino ai negozi, non nella piazza del castello, che è sostanzialmente un parcheggio».

Lo scorso anno è stato caratterizzato da una serie di manifestazioni che hanno mostrato una certa vivacità in questo ambito. A Moretta sembra però mancare un grande evento che possa richiamare l’attenzione a livello regionale, non le pare?
«Siamo state tra i pochi paesi a presentare, pur con tutte le attenzioni del caso in materia sanitaria, un ventaglio di appuntamenti nel corso dell’anno: dal maxischermo per le partite degli Europei a “Ven co ti”, alle serate di cabaret in piazza, fino agli appuntamenti culturali. Non abbiamo voluto fermarci perché la vita del paese va avanti, nonostante tutto. Il grande evento ce l’abbiamo nel cassetto, ma non è questo il momento di organizzarlo: quando la situazione sanitaria si sarà stabilizzata ne riparleremo».

Un’ultima battuta su Octavia, di cui Moretta fa parte, si aspettava di più dalle elezioni provinciali?
«Abbiamo perso un’occasione per eleggere un rappresentante del territorio in provincia e legittimare ancora di più questa associazione, ma non dobbiamo piangerci addosso. Non è facile far dialogare insieme 17 Comuni ed è per questo che, al di là delle difficoltà, resta un progetto da sostenere e valorizzare».

c.s.