Il futuro va in scena al “Magda Olivero”

Elio Germano in “Segnali d’allarme”, uno dei primi esperimenti mondiali di teatro in realtà virtuale sabato 18 aprirà la seconda parte della rassegna nella città del Marchesato

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Al via, dopo la pausa estiva, la seconda parte della rassegna teatrale organizzata dal Comune di Saluzzo e dalla Fondazione Piemonte dal Vivo, sul palcoscenico del Cinema Teatro Magda Olivero di Saluzzo. Dopo le suggestive performance che hanno animato le date di giugno e luglio che hanno visto la partecipazione di attori come Moni Ovadia, Bebo Storti, Stefano Masciarelli e Alessio Boni, con la preziosa collaborazione della Fondazione Amleto Ber­toni, toccherà a uno spettacolo interamente in realtà virtuale che vedrà come protagonista Elio Germano. Lo spettatore assisterà alla rappresentazione attraverso l’utilizzo di occhiali immersivi e cuffie che daranno l’illusione di vivere l’esperienza dalla prima fila. Il pluripremiato attore sarà im­merso in un monologo continuo, sempre più serrato, sui va­lori che al giorno d’oggi continuano ad essere labili: la meritocrazia, la sicurezza, la xenofobia, la purezza della razza. Con la regia di Elio Germano e Omar Rashid, il progetto è tratto dallo spettacolo teatrale “La mia battaglia”, diretto e interpretato da Elio Germano. Lo spettacolo “Segnale d’allarme” è programmato per sabato 18 settembre alle 17 e in replica alle 21, al costo di 12 euro.
A seguito di questo esperimento, che è uno dei primi a livello mondiale di teatro in realtà virtuale, ci saranno ancora due appuntamenti in cartellone nel mese di ottobre. Due appuntamenti estremamente diversi tra di loro. “First love” andrà in scena nella serata di venerdì primo ottobre alle 21. È la storia di un ragazzino degli anni ’90 al quale non piaceva il calcio ma che era appassionato di sci di fondo e danza, inghiottito dal verde perenne di una provincia del Nord Italia. Quel ragazzo ora cresciuto ha incontrato il suo mito di bambino, la campionessa olimpica Stefania Belmondo, ed è tornato sui passi della montagna, in un grido che dice al mondo che quel primo amore aveva davvero ragione d’esistere. Il progetto è di (e con) Marco D’A­go­stin, con la consulenza scientifica di Stefania Belmondo e Tommaso Custo­dero e la consulenza drammaturgica di Chiara Bersani.
Un grande classico concluderà la stagione venerdì 15 ottobre. In cartellone dal Teatro Bre­sci/Teatro Stabile del Veneto, un adattamento, a cura di Andrea Pennacchi, de “La bisbetica domata” di William Shakespeare, con Anna Trin­gali, Giacomo Rossetto, Mas­similiano Mastroeni, per la regia di Silvia Paoli. Una critica a una società in cui i protagonisti non si riconoscono, la società patriarcale, dell’uomo attivo e della donna passiva. È ambientato negli anni ’90, un decennio che segna uno “spartiacque” tra passato e presente: sono gli anni dell’ascesa di Berlusconi, dell’inizio della crisi economica, delle top mo­del, dei jeans, dell’anoressia, delle telefonate con il fisso. In “La bisbetica domata” tutto questo non manca ed è immerso nella provincia italiana di Padova, del lavoro in fabbrica. In questo spettacolo non ci sono bisbetiche, ma crisi d’identità.
Spettacoli in abbonamento; costo singolo: 18 euro (fatta eccezione per “Segnale d’allarme”, 12 euro). Per maggiori info, consultare il sito: www. cinemateatromagdaolivero.it.