Intesa Sanpaolo: i risultati di bilancio al 30 giugno

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Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato la relazione consolidata al 30 giugno 2021.

I risultati del primo semestre 2021 confermano la capacità di Intesa Sanpaolo di affrontare efficacemente la complessità del contesto conseguente all’epidemia da COVID-19 e sono pienamente in linea con il conseguimento di 4 miliardi di euro di utile netto minimo per l’anno.

I risultati riflettono la redditività sostenibile, che deriva dalla solidità della base patrimoniale e della posizione di liquidità, dal modello di business resiliente e ben diversificato, dalla flessibilità strategica nella gestione dei costi operativi e dalla qualità dell’attivo di Intesa Sanpaolo, caratteristiche che hanno permesso di mitigare efficacemente l’impatto nello scenario avverso dello stress test EBA/BCE 2021 e che si traducono in un basso profilo di rischio a presidio del supporto del Gruppo all’Italia, anche con l’impegno a diventare un punto di riferimento in termini di sostenibilità e responsabilità sociale e culturale.

La generazione di valore per tutti gli stakeholder verrà accresciuta dalle sinergie previste per oltre un miliardo di euro derivanti dalla fusione di UBI Banca realizzata con successo senza costi sociali dagli oltre 6 miliardi di euro nel 2020 e oltre 300 milioni di euro nel primo semestre 2021, a valere sull’utile ante imposte, che il Gruppo ha destinato all’ulteriore rafforzamento della sostenibilità dei risultati.

Le tendenze del nuovo contesto trovano Intesa Sanpaolo preparata grazie ai vantaggi competitivi del Gruppo:
–   aumento della domanda di protezione della salute, del risparmio e delle attività economiche delle aziende: leadership di Intesa Sanpaolo nel Wealth Management & Protection e rafforzamento nel settore salute con l’acquisizione di RBM;
–   maggior grado di rischioefficace gestione proattiva del credito (Pulse) e partnership strategiche del Gruppo con primari operatori industriali attivi nella gestione dei crediti deteriorati; per il secondo anno consecutivo, primo posto tra le grandi aziende italiane nella competizione “Cyber Resilience amid a Global Pandemic”, organizzata da AIPSA (Associazione Italiana Professionisti Security Aziendale);
–   digitalizzazione della clientelaposizionamento ai vertici in Europa per funzionalità di mobile app e forte proposta digitale del Gruppo, con circa 12,1 milioni di clienti multicanale e circa 7,5 milioni di clienti che usano l’App di Intesa Sanpaolo, e partnership strategica con Nexi nei sistemi di pagamento (partecipazione nel capitale di Nexi);
–   digitalizzazione dell’operatività della Banca: circa 79.000 persone del Gruppo in smartworking e implementata con successo l’evoluzione verso un modello distributivo “light, con ampio spazio per un’ulteriore riduzione del numero di filiali a seguito dell’acquisizione di UBI Banca, della partnership strategica Banca 5 – SisalPay (Mooney) e del cambiamento indotto da COVID-19 nei comportamenti dei clienti, la maggioranza dei quali continuerà a essere servita dal Gruppo tramite i canali alternativi di elevata qualità;

–  crescente importanza della sostenibilità e della responsabilità sociale (ESG): Intesa Sanpaolo è l’unica banca italiana inclusa nei Dow Jones Sustainability Indices e nel 2021 “Global 100 Most Sustainable Corporations in the World Index” di Corporate Knights, si classifica prima tra le banche europee in due delle principali valutazioni internazionali ESGMSCI e Bloomberg ESG Disclosure Score; inoltre, Intesa Sanpaolo è inserita nell’indice riguardante la parità di genere Bloomberg Gender-Equality Index (GEI), registrando per il 2021 un punteggio ampiamente superiore alla media del settore finanziario a livello mondiale e delle società italiane, e – unica banca italiana – nel Diversity & Inclusion Index di Refinitiv, che seleziona le 100 migliori aziende quotate a livello mondiale per diversità e inclusione.

Nel primo semestre del 2021, per il Gruppo si registra:

●  utile netto pari a 3.023 milioni di euro, in crescita del 17,8% rispetto a 2.566 milioni del primo semestre 2020;

●  risultato corrente lordo in aumento dell’1,6%, rispetto al primo semestre 2020;

●  risultato della gestione operativa in crescita del 5,9% rispetto al primo semestre 2020;

●  proventi operativi netti in aumento dell’ 1,7% rispetto al primo semestre 2020, con commissioni nette salite del 13,2%;

●  costi operativi in diminuzione del 2,3% rispetto al primo semestre 2020;

●  elevata efficienza, con un cost/income al 49,2% nel primo semestre 2021, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;

●  costo del rischio del primo semestre 2021 annualizzato sceso a 43 centesimi di punto, con rettifiche di valore nette su crediti prudenzialmente ancora basate sullo scenario macroeconomico di dicembre 2020 e che non tengono quindi conto del miglioramento dello scenario del primo semestre 2021, rispetto ai 48 dell’intero anno 2020 escludendo l’impatto delle rettifiche per i futuri impatti di COVID-19 (pari a 49 centesimi di punto);

●  miglioramento della qualità del credito:
–   riduzione dei crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, di circa 46 miliardi dal picco di settembre 2015 e di circa 33 miliardi dal dicembre 2017 superando in anticipo, per circa 7 miliardi, l’obiettivo di riduzione pari a circa 26 miliardi previsto per l’intero quadriennio del Piano di Impresa 2018-2021;
–   lo stock di crediti deteriorati scende a giugno 2021rispetto a dicembre 2020, del 7,6% al lordo delle rettifiche di valore e del 9,6% al netto;
–   l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a giugno 2021 è stata pari al 4,1% al lordo delle rettifiche di valore e al 2,1% al netto (°). Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati è risultata pari al 3,1% al lordo delle rettifiche di valore e all’ 1,6% al netto;

●  elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
–   livello di copertura specifica dei crediti deteriorati al 49,7% a fine giugno 2021, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 60,3%;
–   robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,6% a fine giugno 2021;

●  patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 30 giugno 2021, deducendo dal capitale 2.116 milioni di euro di dividendi maturati nel primo semestre, il Common Equity Tier 1 ratio calcolato applicando i criteri transitori in vigore per il 2021 è risultato pari al 14,9% (8) (9), il Common Equity Tier 1 ratio a regime al 14,4% (8) (10) e il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime al 15,7% (8) (*)livello top tra le maggiori  banche europee, rispetto a un requisito SREP da rispettare nel 2021 – comprensivo  di  Capital Conservation  Buffer,  O-SII  Buffer  e  Countercyclical  Capital  Buffer (**) – pari all’ 8,63% (***). Nello scenario avverso dello stress test EBA/BCE 2021, al 2023 il Common Equity Tier1 ratio fully loaded – calcolato sulla base dei dati di bilancio al 31 dicembre 2020 – è risultato pari al 9,38%. Il ratio sarebbe risultato 9,97% ripristinando la neutralità che si registra in realtà per i capital ratios in relazione al Piano di Incentivazione a Lungo Termine 2018-2021 LECOIP 2.0 basato su strumenti finanziari (non colta dall’assunzione di bilancio statico dello stress test) e considerando le operazioni di cessione di rami di attività – connesse all’acquisizione di UBI Banca nel 2020 – perfezionate nel primo semestre 2021, a parità di altre condizioni; sarebbe risultato 11,5% calcolato su base pro-forma (°);

●  elevata liquidità e forte capacità di fundinga fine giugno 2021, attività liquide per 323 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 181 miliardiampiamente rispettati i requisiti di liquidità Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio di Basilea 3. Le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari al 30 giugno 2021 a circa 130 miliardi di euro, interamente costituite da TLTRO III.

DATI DI SINTESI:
PROVENTI OPERATIVI

NETTI:

2° TRIM. 2021

1° SEM. 2021

-5,6%

+1,7%

A € 5.184 MLN DA € 5.490 MLN DEL 1° TRIM. 2021

A € 10.674 MLN DA € 10.494 MLN DEL 1° SEM. 2020

COSTI

OPERATIVI:

2° TRIM. 2021

1° SEM. 2021

+3,1%

-2,3%

A € 2.668 MLN DA € 2.587 MLN DEL 1° TRIM. 2021

A € 5.255 MLN DA € 5.379 MLN DEL 1° SEM 2020

RISULTATO GESTIONE

OPERATIVA:

2° TRIM. 2021

1° SEM. 2021

-13,3%

+5,9%

A € 2.516 MLN DA € 2.903 MLN DEL 1° TRIM. 2021

A € 5.419 MLN DA € 5.115 MLN DEL 1° SEM. 2020

RISULTATO CORRENTE

LORDO:

2° TRIM. 2021

1° SEM. 2021

€ 1.700 MLN

€ 4.313 MLN

DA € 2.613 MLN DEL 1° TRIM. 2021

DA € 4.246 MLN DEL 1° SEM. 2020

RISULTATO NETTO: 2° TRIM. 2021

1° SEM. 2021

€ 1.507 MLN

€ 3.023 MLN

DA € 1.516 MLN DEL 1° TRIM. 2021

DA € 2.566 MLN DEL 1° SEM. 2020

COEFFICIENTI COMMON EQUITY TIER 1 RATIO POST DIVIDENDI MATURATI NEL 1° SEM. 2021:
PATRIMONIALI: 14,9%

14,4%

15,7%

SECONDO I CRITERI TRANSITORI PER IL 2021(4) (5)

A REGIME (4) (6)

PRO-FORMA A REGIME (4) (*)

 

cs