Rosa fu un riferimento per il giovane Bergoglio

La figura di questa donna così importante nella vita del Santo Padre è stata approfondita in diversi libri che ne esaltano combattività e tenacia

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Tra i vari libri incentrati sulla figura di Rosa Mar­gherita Vassallo, che probabilmente sarebbe rimasta sconosciuta ai più se il nipote non fosse stato elevato al soglio pontificio, ricordiamo “Nonna Rosa. La roccia delle Langhe. Da Cor­te­mi­lia all’Argentina”, prima edizione del 2014, seconda edizione ampliata del 2016, di Orsola Ap­pendino, appassionata di storia locale che da anni tiene i legami tra Piemonte e Argentina dove si reca periodicamente e di Gian­carlo Libert, giornalista, che conduce ricerche sull’emigrazione pie­­montese e che già nel 2005 aveva pubblicato una biografia dell’allora cardinale Ber­goglio. Da se­gnalare che i proventi della vendita del libro sono destinati alla Fondazione Haciendo Lío presieduta da José Ignacio Bergoglio, nipote del Papa. L’ente, che si impegna per combattere la po­vertà e la diseguaglianza sociale attraverso programmi di istruzione e formazione, riprende l’esortazione del Pontefice rivolta ai giovani nel luglio 2013 a Rio de Janeiro durante la Giornata mondiale della gioventù, di farsi sentire, di far rumore, di “hacer lío” (“fare pasticcio”), avendo il coraggio di andare controcorrente, reclamando un proprio spazio nella società e nella Chiesa.
Anche Lucia Capuzzi, giornalista di Avvenire, per il quale si occupa principalmente di questioni latinoamericane, nel suo “Rosa dei due mondi” (San Paolo edizioni, 2014), ne traccia un’accurata biografia basata su documenti e testimonianze, in una sorta di omaggio all’operato di tante grandi donne “nascoste”.
Nasce, invece, come una conversazione con Jorge Bergoglio, tra ricordi del passato e sguardi al futuro, “Papa Francesco: il nuovo papa si racconta” (Sa­lani, 2013), dei giornalisti Sergio Rubin e Fran­cesca Ambrogetti. Tra i tanti ritratti emerge proprio quello di “nonna Rosa” sbarcata a Buenos Aires nel 1929, col cappotto dal collo di volpe, foderato di quei ri­sparmi che dovevano garantire la nuova vita oltreoceano. Marilù Si­m­o­ne­schi propone, infine, “Rosa la Luchadora” (Imprimatur, 2017), dalla cui copertina è tratta l’immagine a fianco, con le tappe di una “vita da romanzo” di questa “non­na” stimata e adorata, sottolineandone già dal titolo il carattere combattivo e tenace.

Articolo a cura di Ada Corneri