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Quando il caso ci mette lo zampino è “Serendipity”!

Oscar Farinetti ha presentato il nuovo libro in cui dialoga su 50 eccellenze create cercando altro

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Cosa hanno in comune Shakespeare, Newton e Farinetti (Oscar)? Lo ha rivelato a IDEA qualche settimana fa in un’intervista il terzo dei citati, nonché l’unico dei tre in grado di rendere pubblica di­chiazione. Il fondatore di Ea­taly, scherzando, ha sottolineato, che lui, come gli altri due, si era lascito ispirare in tempo di emergenza saniaria. Sotto pandemia, Shakespeare scrisse “Re Lear” e Newton scoprì la gravità. Farinetti, invece, ha approfittato dell’isolamento forzato per portare a termine il suo nuovo libro. Con “Slow food editore” ha infatti dato alle stampe “Serendipity. 50 storie di successi nati per caso”.
L’imprenditore, piuttosto av­vezzo alla pubblicazione di libri, visto che ha già una bibliografia nutrita e quanto mai va­riegata, torna a occuparsi di enogastronomia scritta, a sette an­ni di distanza da “Storie di co­raggio” (Mon­dadori, 2013) in cui raccontava dodici grandi famiglie del vino. La distribuzione in libreria del volume è partita ieri, mercoledì 13 maggio e in occasione dell’uscita lo stesso Farinetti ha presentato il libro sulla pagina Instagram di Eataly (@ eatalygram).
Scrive l’autore, in apertura di libro: «La parola “serendipity” nasce per definire importanti scoperte avvenute per caso, mentre si stava cercando altro. Capitano circostanze in cui prendi una direzione per raggiungere un determinato obiettivo e ti imbatti in un altro, magari anche migliore, che non ti aspettavi. Nel tempo l’applicazione del concetto si è allargata anche per indicare più in generale cose belle e buone scoperte in modo complicato, con storie intriganti dovute a fatalità. E si usa non solo per descrivere invenzioni: esistono “se­ren­dipity” in amore (perdi il treno, prendi quello successivo e trovi la donna della tua vita); in letteratura (“Quando si scrive una poesia è frequente la serendipità: miri a conquistare le Indie e raggiungi l’America”, Andrea Zanzotto); in storie cinematografiche (pensate a “Sliding doors”)».
«In questo libro», aggiunge l’autore, «racconto le grandi “serendipity” che riguardano il mio me­stiere: quello del cibo. Sono ormai quasi vent’anni che mi occupo, professionalmente, di enogastronomia, ma da amatore il tempo è più che doppio. Studiando le storie dei cibi mi sono imbattuto in “serendipity” straordinarie».
«Per ognuna di queste 50 storie», conclude Oscar Farinetti, ho scelto di dialogare con persone che ne sanno ben più di me riguardo alle singole invenzioni. Pro­duttori, gastronomi, cuochi, pasticcieri, artisti, scienziati: una varia umanità che, secondo me, fornisce un valore aggiunto determinante a questo umile libro».
Le cinquanta storie di successi nati per caso, riportati nel libro in ordine alfabetico, partono dall’acciuga del mar Can­tabrico, in dialogo con José Marino, per proseguire con l’aceto balsamico tradizionale di Modena, con Mas­simo Bot­tura; L’Amarone, con Ma­rilisa Allegrini; il babà napoletano, con Gennaro Esposito; il Barolo, con Carlo Petrini; i bro­wnies, con Katia Delogu; la “ce­sar salad”, con Viviana Varese; il caffè, con Francesca Lavazza; lo Champagne, con Bruno Pail­lard; la Chartreuse, con Mar­celo Barberis; la Coca-cola, con Muhtar Kent; il cono per il gelato, con Arnaldo Mi­netti; i “corn flakes” Kel­logg’s, con i fratelli Kellogg; la cotoletta napoletana, con E­doardo Ben­nato; la crêpe Su­zette e la Tarte tatin, con Gino Fabbri; la farinata, con Elio Bot­tero; la finocchiona, con Ser­­gio Fa­la­schi; il Gallo nero del Chianti, con Mar­co Pallan­ti; la ganache al cioccolato, con Gio­vanni Bat­tista Man­telli; il ghiacciolo e il Pinguino, con Alberto Man­gian­tini; il gianduiotto con Guido Gobino; il gorgonzola, con Renato In­vernizzi; il grano arso con Peppe Zullo; l’uomo, con Tel­mo Pio­vani; il grissino, con Mario e Giovanni Fon­go; la Guinnes, con Teo Musso, l’Ice wi­ne/ Eiswein, con Otto Geisel; l’insalata russa, con Carlo Crac­co; il Marsala, con Renato De Bartoli; il Negroni sbagliato con Davide Pinto; la Nutella, con Giovanni Ferrero; il panettone, con Alberto Baloc­co; le patatine fritte, con An­tonia Klugmann; i pop corn, con Fabio Costa; il peperoncino, con Sergio Fessia; le raviole al plin, con Piero e Ugo Alciati e con Piercarlo Grimaldi; il risotto alla milanese con Davide Oldani; il rum, con Luca Gargano; la salsa Worcester, con Joe Bastianich; il sandwich, con Antonio Ci­vita; il Sau­ter­nes, con Angelo Gaja; gli spaghetti alla bolognese, con Bru­no Barbieri; il tartufo bianco, con Bruno Urbani; il tofu, con Shigeru Hayashi; la torta caprese, con Antonino Can­na­vac­ciuolo; lo yogurt, con Ana Roš; il sigaro toscano, con Roberto Vecchioni; il verderame con Attilio Scienza e, per finire, il Viagra, con Vittorio Sgarbi.

BaNNER
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