Oggi tutti runner, ma… come eravamo prima del Coronavirus?

Una breve analisi dei dati sulla pratica sportiva in Italia prima dell'esplosione del CoVid-19

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Premessa: non siamo qui a decidere se correre all’aperto, nei parchi e in solitudine fosse più o meno corretto, sia da un punto di vista etico che, soprattutto, sanitario.

Usiamo il congiuntivo, perchè ci ha pensato il Governo a risolvere ogni dubbio in merito: praticare attività sportiva all’aperto, dal 20 marzo scorso, è consentito solo ed esclusivamente “in prossimità” della propria abitazione, ovvero in un raggio non superiore ai 200 metri.

Quello che vogliamo fare in queste poche righe, semmai, è riportare la nostra mente allo stato dell’arte del prima. Ovvero: quanto erano sportivi gli italiani prima del Coronavirus CoVid-19 e delle annesse discussioni sulla possibilità o meno di farsi la corsetta “per mantenere la forma”?

Risposta: poco. O meglio, poco ma in crescita. Gli ultimi dati disponibili, raccolti dall’Istat in una ricerca conclusa e pubblicata a fine 2017, davano questo scenario: poco più di un terzo degli italiani pratica un’attività sportiva (34,3%) e meno di un italiano su quattro lo fa con regolarità a continuità (24,4%).

Insomma, italiani popolo più da divano che da parco o da pista d’atletica, benchè il dato fosse in crescita ed evidenziasse un notevole miglioramento con le nuove generazioni, più propense a mettere in modo il proprio corpo per evitare il sovrappeso.

Già, il sovrappeso. Un’altra ricerca, sempre dell’Istat, pubblicata però pochi mesi fa (fine 2019, dati relativi al biennio 2017/18), presentava uno scenario comunque drastico per i nostri giovani: più di un bambino o adolescente su quattro (25,2%) risulta sovrappeso e più di uno su cinque (22,7%) non pratica alcuna attività sportiva.

Certo, guardando l’altra faccia della medaglia, i dati non sono comunque così drammatici, con una maggioranza della popolazione giovanile che lo sport lo pratica (talvolta “obbligato” perchè inserito nell’offerta scolastica).

Ma si era e si è lontani anche oggi dal poter considerare l’Italia virtuosa sul tema dei runner e dell’attività sportiva. Insomma, scappa quasi un sorriso in un momento così drammatico a pensare alla centralità assunta negli ultimi giorni dal grande dilemma “corro sì o corro no?”. 

Non vogliamo immaginare cosa potrebbe scatenare un eventuale stop alle serie tv o ai programmi televisivi per qualche settimana, quelli sì, guardati da nove italiani su dieci… (dati Toluna 2019).