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Rural & Glam, la chiave comunicativa del Moscato d’Asti

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Il Consorzio, che ha rinnovato il suo logo, in occasione di Collisioni
a Barolo, prima del concerto di Eddie Vedder ha servito un calice
di Asti Docg a oltre diecimila “wine lover”

Per il Consorzio dell’Asti Docg nuovità in vista e un’estate ricca di appuntamenti promozionali di grande richiamo. Il primo è certamente un San Secondo tutto nuovo che campeggia nel nuovo logo dell’Asti Docg, nato per evidenziare il legame del Consorzio con il Moscato e il suo territorio. Chiaro nel nuovo logo il riferimento all’uva Moscato, i cui acini sono rappresentati da piccoli raggi che uniti formano un grappolo, in una sovrapposizione volta a sottolineare il ruolo del sole nello sviluppo dell’inconfondibile bouquet aromatico dell’Asti e del Moscato d’Asti.

La linea che circonda l’immagine senza chiudere il cerchio, nel simboleggiare il confine tra l’Asti Docg e il mondo circostante, esprime l’apertura della Denominazione verso l’esterno. Una sorta di invito a visitare le nostre colline, rivolto a tutti i “wine lover” italiani e stranieri.
E infine la novità più attesa e importante è costituita dall’inserimento del nome Moscato d’Asti nel logo. Un riconoscimento dell’attuale ruolo del Moscato a tappo raso, affermatosi sul mercato nazionale ed internazionale al punto da far parlare di una vera e propria “moscato mania”

«Se è vero che il logo di un Consorzio deve essere la sintesi visiva di una Denominazione, allora non possiamo che essere contenti del lavoro svolto», sostiene Romano Dogliotti, presidente del Consorzio di tutela dell’Asti Docg. «Nella nuova immagine c’è tutto quello che il Consorzio simboleggia. Partendo dalla sua uva di riferimento si giunge fino al patrimonio storico e culturale che il nostro territorio è in grado di esprimere. È infine importante lo spazio dato al Moscato d’Asti, prodotto sempre più rilevante per l’economia territoriale che, assieme alle versioni secco e dolce dell’Asti Docg, completa l’offerta di vini di alta qualità da noi tutelati».

Un prodotto che migliaia di “wine lover” e amanti della buona musica accorsi a Barolo, per assistere alla performance di Eddie Vedder, leader dello storico gruppo di Seattle hanno potuto degustare. È stata davvero una grande serata di apertura per il festival Collisioni, impreziosita dalla presenza del Consorzio dell’Asti Docg, le cui bollicine hanno permesso agli spettatori di brindare all’estate accompagnata da buona, anzi ottima musica.

Prima che l’artista americano si esibisse in alcuni dei pezzi che hanno fatto la storia della musica, il Consorzio ha accolto i partecipanti con un calice di Asti Docg: ben 10.000 sono state le degustazioni offerte al pubblico.

È così che, sulle note dei suoi successi, i fan provenienti da tutta Italia hanno potuto assaporare l’Asti Docg e il Moscato d’Asti Docg in una cornice unica.

Gli spazi circostanti il piccolo borgo delle Langhe sono infatti la scenografia perfetta per raccontare il Moscato. Un vitigno la cui storia è legata indissolubilmente a queste colline, dal 2014 ri­co­nosciute patrimonio Unesco. Luoghi ricchi di cultura e tradizioni, reinterpretate in chiave moderna da vini perfettamente in grado di sposarsi con tutte le cucine internazionali, pur mantenendo intatta la loro vocazione per i momenti di festa e condivisione.

Il segreto della Denominazione è lo spirito “Rural & Glam” che contraddistingue le tre tipologie, punto di incontro tra la storia millenaria e la vocazione fashion del Moscato, che si esprime in ogni sorso di Asti Docg e di Moscato d’Asti Docg.

«Questo concerto identifica appieno l’anima “Rural & Glam” del Moscato», ribadisce il direttore del Consorzio, Giorgio Bosticco. «Eddie Vedder che si esibisce in mezzo ai vigneti, circondato da appassionati e “wine lover” che brindano con l’Asti Docg. Quando c’è festa e divertimento l’Asti Docg c’è; icona dell’italian lifestyle, dove cultura, bellezza e sapori si fondono in un calice di Asti Docg o di Moscato d’Asti Docg».

BaNNER