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Giovanni Panzera: le Alpi attraversate pedalando

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è cominciato un viaggio (due mesi) di 2.360 chilometri, di cui 1.130 in salita, con 52 passi alpini da superare e 65.000 metri di dislivello

Martedì 9 luglio il cuneese Gio­vanni Panzera, con l’assistenza del fratello Teresio, ha iniziato da Trieste, dopo averla presentata, il giorno prima, presso la sede della “Merlo” a San De­fendente di Cervasca, quella che è un’autentica, non comune impresa spor­tiva che in circa due mesi lo porterà fino al Prin­cipato di Mona­co, una pedalata dopo l’altra.

La sua traversata delle Alpi in bicicletta sarà lunga di 2.360 chilometri, di cui 1.130, il salita, scalando 52 passi alpini e superando oltre 65 mila metri di dislivello.
«L’obiettivo», spiega il protagonista della sfida in corso che ha anche l’appoggio della rivista “IDEA” per quanto riguarda la copertura mediatica, «è un viaggio in autonomia trasportando il materiale strettamente necessario (tenda, altra attrezzatura da campeggio, abbigliamento, strumenti videofotografici) su un carrello per poter affrontare il tutto con la massima libertà, al fine di valorizzare al massimo il percorso e l’ambiente dove le cime fanno da cornice alle storie dei popoli di montagna a pie­no contatto con la natura».

A sostenere l’impresa è l’azienda “Merlo” e inoltre collaborano “Punto ciclo Conte”, “Thor” (tagliatronchi e spaccalegna) e An­cos (Associazione nazionale comunità sociali e sportive, articolazione autonoma senza finalità di lucro nel sistema Con­fartigianato).

«Una straordinaria traversatami porterà sulle più belle strade delle Alpi: dall’Adriatico al mar Mediterraneo, dai confini con la Slovenia, alle Alpi Orientali, alle Prealpi venete, all’aria rarefatta dei meravigliosi passi do­lomitici, agli imperdibili percorsi d’alta quota della Sviz­ze­ra, della Valle d’Aosta e della Francia, lungo le strade più alte d’Europa, per terminare con gli storici valichi delle Alpi del Me­diterraneo tra il Piemonte e la Li­guria. Questo viaggio attraverserà e riattraverserà frontiere che un tempo hanno diviso i popoli e che oggi li avvicinano: frontiere naturali, frontiere po­litiche e frontiere vissute; luoghi di scambio, di passaggio e di passi alpini».

Le montagne più spettacolari d’Europa sono solcate da strade che percorrono valli, passi, col­li, costeggiano fiumi e laghi, attraversano borghi e città, in­credibili crocevia di storia, na­tura, arte e tradizioni e, grazie a una grande diversità di pae­saggi, di lingue, di culture e di tradizioni millenarie, ben die­ci delle zone nelle quali pe­dalerà Giovanni Panzera so­no ri­co­no­sciute dall’Unesco pa­tri­monio mondiale dell’umanità oppure riserve della biosfera.

«Inoltre», precisa il documentarista viaggiatore, «la maggior parte del territorio alpino è protetto da parchi nazionali, parchi Regionali e aree protette che sal­vaguardano le biodiversità a­nimali e vegetali. Le Alpi, infatti, sono la regione europea più ricca di fauna, un incredibile mu­seo vivente a cielo aperto».

Attraverso le emozioni e la semplicità dei gesti dettati da ritmi lenti, la lunga e impegnativa traversata sarà effettuata in autonomia trasportando tutto il materiale necessario nel carrello collegato alla bicicletta.

L’impresa di Giovanni Panzera verrà immortalata, sotto l’a­spet­to sportivo, naturalistico e storico, con un documentario realizzato in modo professionale, la presentazione del documentario in proiezioni pubbliche e film festival, vari servizi e “reportage” televisivi sia locali che nazionali, servizi fotografico per le varie riviste cartacee e web, una cartolina commemorativa-pubblicitaria e, infine, un libro che racconterà tutti gli a­spetti dell’avventura e lo splen­dido territorio alpino.

Anche “IDEA” affianca il protagonista di una sfida avventurosa, sostenuta  da “Merlo”, che in pochi davvero possono permettersi di affrontare

Fra le tappe, figura la doverosa sosta all’imponente sacrario di Re­dipuglia il cui toponimo deriva dallo sloveno “sredij polije” ovvero “terra di mezzo”.

è il più grande e maestoso sa­crario italiano dedicato ai caduti della grande guerra.
Detto anche “sacrario dei centomila”, custodisce i resti di 100.187 soldati nostri connazionali caduti durante le tragiche battaglie che hanno avuto luogo su quelle terre.
Il lungo viaggio terminerà, co­me detto, nel Principato di Mo­naco dove le Alpi si gettano nel mare della Costa Azzurra.

Il Principato di Monaco è un posto mitico, in grado di offrire momenti a cavallo tra sogno e realtà. Si tratta di una sorta di parco dei divertimenti per l’“é­lite” europea, un centro culturale caratterizzato dalla presenza di molti musei, oltre ad alcuni degli alberghi e dei ristoranti più eleganti e famosi.

Malgrado le piccole dimensioni, il Principato, è un concentrato del bel mondo, una realtà da vedere almeno una volta, an­che se solo per curiosità, per contemplare il suo fascino che sa ancora di “belle époque”.