Posto di lavoro a rischio per 87 dipendenti della Giordano Vini (VIDEO)

Una conferenza con gli ordini sindacali, sul destino dei 41 impiegati della sede di Valle Talloria e dei 46 colleghi operanti nella sede torinese

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Stamane nella sede della CGIL ad Alba, i sindacati, nelle figure del segretario generale provinciale CGIL Davide Masera, del segretario provinciale della SLC CGIL Walter Biancotto, del referente della FISTEL CISL Sergio De Salve e della RSU CGIL Paola Bocconi, hanno condotto una conferenza, per discutere il triste caso delle 41 impiegate, (39 donne e 2 uomini) che, dalla sede di Valle Talloria, operano al Servizio Clienti della Giordano Vini, gestendo tutto ciò che è post vendita per i consumatori in Italia e nei paesi esteri dove l’azienda vende i vini, imbottigliati nelle cantine di Diano d’Alba e poi distribuiti tramite il polo logistico di Marene.
Alle 41 dipendenti ex Giordano Vini, che nel 2016 vengono riassunte in un passaggio d’azienda dalla Koinè, ora viene proposto un trasferimento ad Ivrea, dove verrebbero spostati gli uffici in cui operano, con un disagio enorme che comporterebbe loro ben 300 Km di viaggio quotidiani.
La stessa sorte toccherà ad altre altre 46 persone impiegate nella sede di Torino, le quali già 2 anni e mezzo prima, sono passate anch’esse alle dipendenze della Koinè.
In totale sono quindi ben 87 dipendenti tra la sede di Valle Talloria e quella di Torino che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro, per effetto del nuovo affidamento di commessa prevista a partire dal 1° di aprile, al colosso internazionale del telemarketing Comdata, che ha accettato di assumere le maestranze solo nel caso in cui queste accolgano di buon grado di spostarsi negli uffici di Ivrea.

La Comdata, con ben 25 sedi in tutta Italia, tra le quali una dislocata ad Asti e ben più consona alle esigenze delle lavoratrici coinvolte, pone quindi un forte condizionamento, offrendo loro disponibile come unica sede lavorativa quella a 150 km, impegnando le lavoratrici su 3 turni, con rinuncia del “superminimo, riconosciuto nel precedente contratto con la Koinè, e con un cambio contrattuale dal settore alimentare a quello delle telecomunicazioni, dove non è inoltre prevista la quattordicesima.
Le lavoratrici si schierano in opposizione, definendo la proposta un “licenziamento mascherato” a tutti gli effetti, e supportate dai sindacalisti di rappresentanza presenti all’incontro, esprimono a gran voce tutto il loro disagio. Palesato quanto possa essere impraticabile una proposta come quella di Comdata, è emerso durante l’incontro, come percorrere ogni giorno 300 Km, oltre a gravare fortemente a livello economico, possa creare gravi problemi sulla gestione delle singole famiglie dei lavoratori, che verrebbero inevitabilmente e fortemente condizionati da una programmazione lavorativa su 3 turni, gestiti lontano da casa .
Le rappresentanze sindacali definiscono la proposta “una scelta aziendale che va contro i principi della responsabilità d’impresa, sempre evocata dalla stessa Confindustria” e che “equivale a trattare i lavoratori come merci”, evidenziando inoltre, che l’ipotetico trasferimento delle lavoratrici ad Ivrea è un totale azzardo per la Comdata, che in quella sede stessa, ha in corso una procedura di licenziamento per 200 persone, che per altro, ormai da diverso tempo, stanno lavorando con contratti di solidarietà.

Paola Bocconi dichiara – “In questi due anni e mezzo sotto Koinè abbiamo proseguito a fare lo stesso identico lavoro presso la Giordano Vini, occupando gli stessi uffici, arrivandoci dagli stessi corridoi” – e sottolinea –“la novità ci è stata comunicata con una lettera, senza nemmeno la decenza di dircelo in faccia, ed è deprimente vedere persone trattate in questo modo, e nel mio caso specifico, dopo 20 anni di servizio”.

Walter Biancotto interviene sottolineando i confronti con i dipendenti negati dalla Giordano e palesando come questa fosse una “decisione già presa da tempo, infatti non si comprende quali difficoltà ci sarebbero a mantenere il lavoro negli attuali uffici di Valle Talloria, così come fatto da Koinè”.

Interviene poi Giancarlo Tocchi, degli alimentaristi FLAI CGIL, denunciando come “preoccupante e schizofrenica” la gestione del personale organizzata negli ultimi anni dalla Giordano: “Questa azienda – spiega – ricorrendo all’immagine di un “spezzatino al vino rosso”, nel 2014 aveva un totale di 450 dipendenti. Cinque anni dopo in Valle Talloria ce ne sono ancora 140. Ottantasette addette sono passate a Koiné e ora si vogliono mandare a Ivrea, mentre anche il polo logistico di Marene, coi suoi 80-100 addetti, è stato terziarizzato: nel 2016 alla Geodies, lo scorso anno nuovamente, questa volta a un’azienda della provincia di Cuneo. Nel mezzo, giugno 2017, abbiamo assistito a una procedura di licenziamento che ha interessato 39 dipendenti di vari uffici. Di questo passo non ci stupiremmo se un domani vedessimo un tentativo di mettere fuori dal perimetro aziendale anche i 35 lavoratori delle cantine”.

Conclude il referente della FISTEL CISL Sergio De Salve – “A Giordano chiediamo di essere responsabile e di non togliersi un problema solo per guardare al massimo profitto possibile”.

I prossimi aggiornamenti sulla vicenda vengono rimandati a venerdì 15 marzo in Valle Talloria, nel corso della giornata è infatti prevista una mobilitazione dei dipendenti, che si riuniranno in presidio di fronte ai cancelli della Giordano Vini dalle 10 alle 12, dalle 13 alle 15 e dalle 16 alle 18.
Per martedì 19 marzo è in programma un confronto con Giovanna Pentenero, Assessore Regionale al Lavoro.

Alcuni momenti dell’incontro di oggi presso la sede CGIL di Alba e la video-intervista a Paola Bocconi RSU CGIL, nelle immagini di Alice Ferrero Image per Ideawebtv.it