Elezioni 2019 – Sanfrè, il sindaco Racca: “Chiunque indosserà la fascia, mi auguro che viva per la politica”

"Diciotto mesi prima della fine del mandato, ho dovuto interrompere anticipatamente il mio ruolo amministrativo. Una situazione spiacevole, che mi ha portato via del tempo prezioso per finire il mio lavoro"

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Gianmario Racca, sindaco di Sanfrè

Sanfrè, Comune del Roero di oltre 3000 abitanti, si dirige verso l’appuntamento elettorale amministrativo in programma nel mese di maggio.

Primo cittadino sanfredese è Gianmario Racca, già vice-sindaco, eletto nel 2014 con la lista civica “Insieme per Sanfrè” con il 38,50% (702 voti), davanti a Domenico Bellè (“Sanfrè Domani” con 500 voti e il 27,42%), Ernesto Gianolio (“Unione Sanfredese” con 415 voti e il 22,76%) e Gianpiero Racca (“Rinnoviamo Sanfrè Insieme” con 206 voti e l’11,30%).

Abbiamo raggiunto, telefonicamente, Gianmario Racca: “Sono stati anni molto duri, dove ho e abbiamo lavorato moltissimo. Penso al Patto di stabilità e ai pensionamenti. Abbiamo realizzato e sistemato grandi opere pubbliche come fognature, asfaltature, marciapiedi, Casa della Rocca, la Locanda dell’Utopia nel vecchio asilo, una struttura che funziona benissimo, a fronte di una spesa contenuta. Un progetto sociale nel quale ho sempre creduto. Mi dispiace, ad esempio, di non essere riuscito ad avere un educatore professionale a tempo pieno, per il nostro Comune.

Abbiamo messo in piedi manifestazione come Sport in Piazza, la sfilata di carnevale con i carretti, il concerto al Castello. Progetti che mi auguro abbiano un seguito e abbiano continuità. Con grande soddisfazione, abbiamo raggiunto il 76% di raccolta differenziata in un anno, una cosa grandiosa se pensiamo che non viene differenziato l’umido. Sono umanamente contento per aver conosciuto i sindaci del Roero, persone oneste e squisite.
Tanto di cappello a una maggioranza, in Consiglio comunale, costruttiva e che ha saputo crescere. Soprattutto, in uno spirito di collaborazione piena e proficua. Con la minoranza, invece, non sono riuscito a trovare un dialogo.

Diciamo che sono sanguigno e, a volte, poco diplomatico e questo può avermi attirato delle antipatie. Ma è una questione di carattere. Però, mi ha portato a raggiungere dei risultati importanti, grazie alla mia determinazione. Il sindaco non ha tanti anni per fare il lavoro necessario, ma deve correre per poter fare. Agli occhi di molti, realizzi sempre poco o non è mai abbastanza. Devi sempre fare e non devi mai fermarti, ma accontentare tutti è difficile. Credo che si debba provare l’esperienza di fare il sindaco, è umanamente arricchente.

Diciotto mesi prima della fine del mio mandato, invece, ho dovuto interrompere anticipatamente il mio ruolo amministrativo. Una situazione spiacevole, che mi ha portato via del tempo prezioso per finire il mio lavoro. Sono contento del fatto che i sanfredesi abbiano capito che io non ho rubato, ma che sono stato condannato per altri motivi. Una sentenza che ritengo totalmente sbagliata. Il tutto è nato da una questione legata alle telecamere dei semafori che io ritengo, ancora oggi, necessarie. La questione è poi degenerata in un caso penale, a seguito di un articolo pubblicato su un settimanale locale. Sono stato condannato per abuso d’ufficio, per aver revocato un incarico al vigile del Comune di Sanfrè. Dal 7 febbraio 2018 è subentrato il mio vice, e già sindaco per due mandati, Bruno Petiti; come primo cittadino facente funzione fino al maggio 2019 e la mia sospensione finirà nell’agosto 2019.

Al momento, non ho intenzione di dichiarare nulla a riguardo delle prossime elezioni amministrative. Magari, nei prossimi mesi potrebbe cambiare qualcosa che potrebbe modificare i miei programmi. Con la prospettiva di candidarmi, oppure di non candidarmi. Chiunque indosserà la fascia tricolore mi auguro che viva per la politica e non di politica, come diceva Max Weber“.