I 10 ANNI DI MARCO ROSSO AL CUNEO – CAPITOLO III – L’illusione, poi il crollo: la retrocessione del 2012-2013 | In Prima Divisione l’ottimo avvio, poi la flessione e la discussa retrocessione ai playout contro la Reggiana

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Nell’estate del 2012 Marco Rosso tocca quello che è probabilmente l’apice della sua “parabola” come presidente del Cuneo. Dopo la storica promozione in Prima Divisione a Cuneo si respira entusiasmo, c’è voglia di ritagliarsi uno spazio da protagonisti anche in terza serie. Saluta Massimo Bava, al suo posto c’è Luca Padovano, nuovo ds biancorosso. In panchina c’è il confermatissimo Ezio Rossi, in campo è confermata gran parte della rosa che ha conquistato la promozione. L’unica partenza “eccellente” è quella di Massimiliano Varricchio, che saluta e si accasa alla Giacomense. In entrata il “colpo da copertina” ha il volto di Marco Martini, attaccante prelevato dalla Pro Vercelli.

 

La partenza è promettente, alla prima giornata il Cuneo espugna Treviso (2-1, segnano Ferrario e Carretto) e per tutto il primo scorcio di stagione tiene a distanza di sicurezza la “zona rossa”. Da ricordare, per la città, la sfida interna al Lecce reduce da due retrocessioni consecutive: il 9 settembre 2012 i giallorossi di Giacomazzi e di Franco Lerda espugnano il “Paschiero” vincendo 2-1, ai biancorossi non basta Fantini. La prima parte di stagione, tuttavia, è come detto ottima, la salvezza sembra ampiamente a portata di mano. Poi si “rompe” qualcosa. A gennaio lasciano due senatori come Sentinelli e Fantini, entrambi in direzione Savona, arrivano Simone Loria, Ciro De Franco e Omar Torri, ma il contributo dei nuovi è inferiore alle aspettative. Il Cuneo crolla: la sconfitta per 3-1 sul campo della Feralpi Salò all’ultima giornata condanna i biancorossi ai playout.

 

L’avversaria è la Reggiana: all’andata, al “Giglio”, finisce 1-1, segna Marco Cristini, il verdetto è rimandato alla sfida di ritorno. Il match del “Paschiero” giocato il 2 giugno 2013 è una delle pagine più discusse della storia biancorossa.

 

L’episodio che condanna il Cuneo e scatena la rabbia al 40′ del primo tempo, quando l’arbitro Olivieri di Palermo prima ammonisce Iraci, attaccante reggiano, per simulazione, poi torna sui suoi passi e concede il calcio di rigore. Dal dischetto Alessi batte Rossi, è la rete che manderà all’inferno il Cuneo. Il secondo tempo è da psicodramma: prima Olivieri sorvola sulla trattenuta su Marco Cristini in piena area, poi la traversa della Reggiana trema per due volte, colpita prima da Longhi e poi da Ferrario. Il Cuneo sbatte contro i legni, contro un arbitraggio discutibile e fa ritorno in Seconda Divisione: nel finale è assedio, ma non basta. Cuneo che va giù, la ferita di quel pomeriggio di giugno del 2013, a distanza di cinque anni, ancora brucia nei ricordi dei tifosi biancorossi.