Disabilità e nuovi Lea, il Comitato Diritti umani patrocina convegno a Torino | Tavola rotonda con i consiglieri regionali

0
422

A pochi giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con i nuovi Livelli essenziali di assistenza, il Comitato Diritti Umani del Consiglio regionale del Piemonte presieduto da Mauro Laus patrocina il convegno sul tema: “Il durante e dopo di noi e i nuovi Lea. Dalle norme nazionali alle delibere regionali”.

L’incontro, organizzato dalla Fondazione promozione sociale onlus e dalle associazioni di tutela delle persone con disabilità intellettiva e autismo e limitata o nulla autonomia, si tiene giovedì 23 marzo dalle 9,30 alle 13,30 presso la Sala convegni di Intesa San Paolo (Torino, via Santa Teresa 1/g).

Dopo gli approfondimenti normativi, la seconda sessione del convegno è dedicata alle politiche regionali, con le richieste delle associazioni che si occupano di disabilità intellettiva e autismo in particolare rispetto alle cure domiciliari e ai servizi socio-sanitari diurni e residenziali.

Illustrano le iniziative del Consiglio regionale, in una tavola rotonda, i consiglieri Andrea Appiano (Pd), Stefania Batzella (Movimento 5 Stelle), Marco Grimaldi (Sel) e Daniela Ruffino (Forza Italia). All’incontro è stato invitato Antonio Saitta, assessore regionale alla Sanità.

Al termine della tavola rotonda si aprirà un dibattito, aperto ad amministratori locali, operatori della sanità pubblica e privata, organizzazioni sindacali, associazioni, familiari, volontari.

“L’iniziativa piemontese – sottolinea il presidente del Consiglio Mauro Laus-  che mi ha visto protagonista di un’audizione in Senato per conto della Conferenza delle assemblee regionali in cui si chiedeva il riconoscimento pieno del diritto all’assistenza tutelare nell’ambito delle cure domiciliari riservate ai malati cronici non autosufficienti, è stata totalmente ignorata.

La recente pubblicazione in Gazzetta dei nuovi Lea, non argina la responsabilità di doversi comunque fare carico dell’appello di migliaia di famiglie, un appello che non può cadere nel vuoto e che chiede che non venga meno il sostegno economico a tutti quei familiari che volontariamente e quotidianamente, 24 ore su 24, assicurano cure sanitarie ai loro cari malati cronici.

Una regione virtuosa come il Piemonte dovrà necessariamente trovare il modo di supplire a quanto non più garantito dal Servizio sanitario nazionale”.