Anche il viceministro Andrea Olivero al vertice Ocse di Parigi

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Il 7 e 8 aprile la sede di Parigi dell’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha ospitato la riunione ministeriale sull’agricoltura.

L’Italia era rappresentata dal viceministro, il cuneese Andrea Olivero. I delegati dei 34 Paesi membri, quelli di altre nazioni che non ne fanno parte, gli esponenti degli organismi internazionali e della società civile per due giorni hanno discusso delle migliori politiche per costruire un sistema agroalimentare globale, produttivo, sostenibile e resiliente.

 

Il tutto con l’obiettivo di affrontare le numerose sfide proposte dal pianeta, come il nutrire una popolazione mondiale in crescita, gestire le risorse naturali in modo sostenibile e misurarsi sul problema dei cambiamenti climatici per non compromettere la vita delle generazioni future. Il confronto ha permesso di riaffermare il ruolo centrale dell’agricoltura per il raggiungimento della sicurezza alimentare. Inoltre, è emersa la criticità legata alla volatilità dei prezzi e alle modifiche del clima: per questa ragione è stato posto l’accento sull’esigenza di aumentare la capacità degli agricoltori di adattarsi alle crisi legate all’economia e ai rischi metereologici.

 

“Abbiamo avuto l’occasione – sottolinea Olivero – di evidenziare le linee strategiche che bisognerebbe seguire e le priorità necessarie per affrontare la sfida della sicurezza alimentare e dei cambiamenti climatici in continuità con i principi e i valori diffusi da Expo. Come il rafforzamento delle aziende agricole piccole e quelle gestite dai giovani, gli investimenti nell’innovazione e nella difesa dei territori, con la valorizzazione delle produzioni locali e delle indicazioni geografiche”.

 

Ci sono delle ricette concrete? “La cooperazione internazionale è una strada per favorire l’apertura dei mercati mondiali e va perseguita come una grande opportunità per tutti gli agricoltori che, in essa, potrebbero trovare adeguati sbocchi per le loro produzioni. In questo contesto l’Ocse, nel suo programma di lavoro, può accompagnare i Paesi per esaminare le strategie in corso, compararle e verificarne l’efficacia”.
Al termine dell’incontro i ministri e i delegati delle nazioni hanno approvato una dichiarazione comune che fissa gli obiettivi, i principi e le priorità per le politiche da portare avanti in futuro.