“Un buon piano di welfare aziendale è realizzabile anche da parte delle Pmi”| È il chiaro messaggio che è emerso dal convegno del Club HR che si è svolto a Cuneo

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La tematica del welfare è sempre più sentita anche tra le aziende cuneesi, quindi abbiamo deciso di affrontarla con esperti del settore e attraverso i contributi di due aziende del calibro di Ferrero e Fiera Milano, per comprendere come, quando si parla di progetto di welfare, si indichi qualcosa di realizzabile anche da parte delle piccole e medie imprese. Non conta tanto la dimensione aziendale, infatti, quanto la volontà di applicare alcune buone prassi nella gestione delle risorse umane”.

Con questa riflessione Loredana Sardo, presidente del Club HR di Confindustria Cuneo, ha concluso il convegno “Welfare aziendale: una leva d’eccellenza per la gestione delle persone”, che si è svolto venerdì 17 aprile presso la sede dell’associazione degli industriali cuneesi, con la collaborazione di Od&M Consulting e Intoo.

 

Di fronte a una folta platea di aziende, il seminario si è aperto con l’intervento di Miriam Quarti, Senior Consultant Od&M Consulting, che ha spiegato come contestualizzare il welfare in azienda e ne ha dato una precisa definizione: è il sistema integrato di tutte le iniziative e i servizi che un’impresa mette in atto per venire incontro, sotto diversi aspetti, alle esigenze dei lavoratori e dei loro familiari.

 

Quattro sono le fasi necessarie per riuscire a realizzare un buon piano di welfare: si parte da un’analisi sociodemografica, fiscale e di fattibilità della situazione, per poi passare alla progettazione del piano sulla base dei risultati emersi e del budget a disposizione. Le iniziative vengono così implementate, comunicate e, infine, monitorate nella loro effettiva efficacia.

 

In generale si è notato che più i servizi proposti ai dipendenti sono differenziati e flessibili, maggior è il grado di soddisfazione del personale che lavora in azienda. A Diego Paciello, commercialista ed esperto fiscale, è toccato, poi, analizzare i costi, i benefici e i diversi strumenti a disposizione delle aziende, mettendo in luce  gli effetti della defiscalizzazione di alcuni servizi legati ai seguenti ambiti: istruzione, mutui e finanziamenti, attività sociali, ricreative, culturali ed educative o sistemi di assistenza sanitaria e previdenziale.

 

A seguire la parola è passata a Ezio Siccardi, Direttore Relazioni Industriali di Ferrero, che ha analizzato il sistema “Le persone in Ferrero” impiegato dal ‘colosso’ dolciario di Alba e basato su tre tipologie di welfare differenti: quello previsto dal contratto integrativo aziendale Ferrero, le iniziative rivolte ai dipendenti e il welfare sociale per gli ex dipendenti. A chiudere gli interventi è stata Monica Pera, direttore Risorse Umane Fiera Milano, che a sua volta ha illustrato il progetto di welfare adottato da uno dei più importanti operatori fieristici e congressuali italiano e del mondo.

 

 

Per anni ci si è concentrati esclusivamente sui benefit economici – ha concluso Loredana Sardo –, ma da tempo ormai i lavoratori ricercano sempre più riconoscimenti diversi dai premi in denaro, prediligendo forme di sostegno che superano il mero valore economico, ma aiutano a migliorare sensibilmente lo stile di vita”.