Confagricoltura Cuneo a Roma per dire ‘no’ all’IMU agricola | Una rappresentanza dell’associazione ha preso parte alla protesta promossa da Agrinsieme

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Una rappresentanza di Confagricoltura Cuneo è scesa in piazza martedì 31 marzo a Roma per aderire alla giornata di mobilitazione nazionale organizzata da Agrinsieme.

Una manifestazione fortemente voluta dal coordinamento tra Confagricoltura, Cia e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, a cui hanno partecipato agricoltori provenienti da tutta la penisola con l’obiettivo comune di chiedere maggiore attenzione per il settore agricolo, valorizzandone adeguatamente il ruolo per la crescita e per l’occupazione del Paese.

 

Uno dei temi più importanti della manifestazione – spiegano Mario Viazzi e Adriano Rosso, tra i rappresentanti di Confagricoltura Cuneo presenti a Roma – è stata l’applicazione dell’Imu sui terreni agricoli, una tassa che, nonostante le misure tampone decise nelle ultime settimane, grava in maniera pesante sui fattori di produzione delle imprese, già sottoposte a un elevato livello di tassazione. Oltre tutto c’è stata una progressione che ha visto quasi triplicare il carico fiscale: la vecchia Ici era di 350 milioni di euro, oggi siamo a 900 milioni di euro. Ma soprattutto è stato sbagliato il modo con cui è stato fatto questo provvedimento, per questo occorre fermarsi subito”.

 

Sono stati tre i sit-in della protesta, localizzati nei punti nevralgici del “potere romano”: davanti alla Camera dei Deputati, al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ed al ministero dell’Economia e delle Finanze.
Al di là della questione Imu, Agrinsieme ha quindi evidenziato tutta una serie di “priorità”: accelerare l’applicazione della riforma della PAC superando alcune recenti decisioni negative e non in linea con le aspettative delle imprese e garantire massima flessibilità e tolleranza per il non rispetto del “greening”; approvare rapidamente i PSR e partire quanto prima con i bandi; intervenire sui gap strutturali che minano la redditività agricola, inferiore al 2005; definire rapidamente le forme dell’organizzazione economica (le organizzazioni di prodotto e l’interprofessione); applicare le normative ambientali e sanitarie tenendo conto delle esigenze delle imprese, dei processi produttivi e della competitività; spingere con convinzione sulla diversificazione ed in particolare sulla produzione di energia da fonti rinnovabili; puntare sul “lavoro vero” in agricoltura (con misure specifiche per il settore e riducendo il cuneo fiscale); incentivare l’attività agricola come strumento di gestione del territorio per evitare il dissesto.

 

Al termine della mobilitazione i rappresentanti di Agrinsieme hanno incontrato il ministro all’Agricoltura, Maurizio Martina, e diversi altri esponenti del Governo a cui è stato consegnato un documento con proposte e priorità del mondo agricolo.