In Marocco un orto che parlerà braidese

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Destinati ad un piccolo villaggio vicino a Marrakech, i soldi raccolti dalla Condotta Slow Food di Bra

Sabato 29 novembre 2014 – 11.00

Realizzare 10.000 orti buoni, puliti e giusti nelle scuole e nei villaggi africani significa garantire alle comunità cibo fresco e sano, ma anche formare una rete di leader consapevoli del valore della propria terra e della propria cultura; protagonisti del cambiamento e del futuro di questo continente.

 

E secondo questo spirito, la Condotta Slow Food di Bra, secondo la sua mission contribuirà in questi cinque anni a realizzare “Orti in Africa”. Dopo la cena del “Bagne nt’oeli” dello scorso 30 luglio si erano raccolti 900 euro che si volevano destinare alla realizzazione di un orto in Africa. E il primo sarà realizzato in un villaggio che si chiama Ait Boucili, a 40 km a sud di Marrakesh, dove due fratelli Aziz e Mohamed, hanno fondato una cooperativa con lo scopo di aiutare la gente del loro villaggio, a preservare le tradizioni rurali e al sostentamento e alla creazione tra i giovani di sensibilità all’agricoltura con l’obiettivo in primo luogo di creare un allevamento di capre per la produzione di formaggi di capra.

 

Non sono mancati i contributi da Bra per la buona realizzazione del sopralluogo dove sorgerà il nuovo orto, come quello fornito dal consigliere comunale e dipendente Slow Food, Abderrahmane Amajou e lo studente dell’Università di Pollenzo, John Wajnu. Ora nelle prossime settimane dovrebbe partire l’iter per far iniziare nel villaggio l’orto: uno dei 10.000 orti in Africa parla braidese.