Legge sulle case popolari, premialità per i residenti da più di 15 anni e single con figli

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Approvata a maggioranza dal Consiglio regionale la nuova legge sulle case popolari proposta dall’assessore alle Politiche sociali Chiara Caucino.
Il provvedimento, composto da sei articoli, si fonda su alcuni punti chiave: cambiano i criteri legati agli anni di residenza in Piemonte necessari per poter accedere alle graduatorie per l’assegnazione dell’alloggio popolare (15, 20 o 25 anni); aumenta il punteggio per i nuclei famigliari monogenitoriali con figli minori a carico; prevede che alcuni appartamenti siano assegnati alle forze dell’ordine (anche in vista della tutela dell’ordine pubblico all’interno del condominio); introduce per gli assegnatari un controllo sull’eventuale proprietà di beni mobili di lusso e impedisce per un certo periodo l’assegnazione a chi ha occupato abusivamente una casa popolare. Infine, è stato approvato un emendamento, a firma dell’assessore Maurizio Marrone, che istituisce per tre anni (2024-2026) un fondo di 500mila euro per aiutare gli assegnatari delle case Atc a far fronte alle bollette di conguaglio delle utenze particolarmente onerose, recapitate nelle ultime settimane.

L’assessore Caucino ha assicurato che “daremo giudizi ponderati nei vari casi che si presenteranno. Questa legge non è fine a sé stessa – ha dichiarato – ma rientra in un quadro d’azione più complesso portato avanti da questa Giunta: non è giusto dire che non c’è stata attenzione agli ultimi e ai più fragili. Abbiamo aumentano per la prima volta il fondo sociale, dal 2020 sono stati riqualificati migliaia di alloggi di risulta per poter essere assegnati. La natura sociale della politica abitativa per noi è fondamentale”. “Il nostro obiettivo – ha concluso Caucino – è quello di mettere al centro alcuni principi reali e concreti: affermiamo la legalità e facciamo la lotta ai furbetti e alle occupazioni abusive, tuteliamo la famiglia, vogliamo l’equità sociale e la sicurezza anche nelle case popolari”.
La consigliera Alessandra Biletta (Fi) ha espresso il parere favorevole del suo gruppo: “Dobbiamo garantire un alloggio dignitoso a chi si trova in condizioni di vulnerabilità sociale, famiglie che non sono in grado di accedere al mercato immobiliare ordinario. Diversi emendamenti della Giunta hanno contribuito a rendere più eque le politiche per l’assegnazione. Questa legge è adatta all’evolversi dei tempi in cui viviamo”.

Critici gli interventi di numerosi consiglieri di opposizione (Diego Sarno, Domenico Rossi, Raffaele Gallo del Pd, Sarah Disabato Movimento 5 stelle, Francesca Frediani Movimento 4 Ottobre – Unione Popolare, Giorgio Bertola Europa Verde, Silvana Accossato Luv): “Di questa legge verrà riconosciuta l’incostituzionalità, come già accaduto in altre Regioni. È soltanto una piccola legge di bandiera, fatta in vista delle elezioni, che non assicura il diritto costituzionale ad avere una casa e non tiene conto delle reali condizioni di bisogno delle famiglie. Il requisito della residenza in Piemonte per un periodo così lungo va contro gli interessi di tutti i potenziali assegnatari, sia stranieri che italiani trasferiti da altre regioni. La riserva di alloggi in favore delle forze dell’ordine toglierà disponibilità e potrebbe indurre i poliziotti a essere costantemente in servizio, anche quando avrebbero diritto al riposo”.

Al termine della discussione è stato approvato a maggioranza l’Ordine del giorno presentato dal consigliere di Fratelli d’Italia Carlo Riva Vercellotti che chiede di discutere in Commissione Urbanistica il riordino delle attuali tre Atc del Piemonte.