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Emilio Lombardi politico autentico vicino alle persone

È morto a 85 anni l’ex esponente della Democrazia Cristiana e dirigente di Coldiretti

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Politico di lungo corso della Demo­cra­zia Cristiana: questa le definizione che accompagna la figura di Emilio Lombardi. Politico di lungo corso nel senso di personaggio qualificato, capace di navigare nei mari spesso tempestosi del confronto politico e in quelli complessi delle istituzioni. Parliamo di uno dei massimi esponenti del partito nella provincia di Cuneo negli anni ’80 e ’90.
Il Piemonte e la provincia di Cuneo gli hanno detto addio. Lombardi, 85 anni, era nato a Lisio nel Monregalese. Dopo una lunga malattia, è morto la scorsa settimana all’ospedale di Savi­gliano. Lunedì si sono svolti i funerali nella Cat­tedrale di Saluzzo, con grande partecipazione di pubblico e personalità.
Lombardi, nato il 28 dicembre 1938 era rimasto legato a Lisio, in valle Mongia, il suo “posto del cuore”, essendo grande appassionato della coltivazione dei castagni e della ricerca di funghi. È stato un politico autentico, capace di intrecciare l’impegno nella “cosa pubblica” con quello in Coldiretti: segretario di zona a Saluzzo, ne era poi diventato dirigente.

Lombardi è stato consigliere regionale per quattro legislature e assessore all’Agricol­tura per due. Eletto per la prima volta in Consiglio regionale nel 1975, nella seconda legislatura, venne confermato nel 1980, diventando presidente della commissione Agricoltura. Rieletto nella terza legislatura (1985-1990), divenne assessore regionale all’Agricoltura nella prima e seconda Giunta Beltrami. Nella quinta legislatura (1990-1995) – ultima sua elezione in Consiglio regionale – fu nuovamente assessore all’Agricoltura pri­ma, alla Tutela dell’ambiente poi nella prima Giunta Brizio.
È stato anche vicepresidente della Provincia di Cuneo e ha altresì ricoperto diversi ruoli all’interno delle Fondazioni bancarie.

Insieme a Giovanni Quaglia, che di Lombardi è stato amico di una vita, aveva fondato l’associazione culturale Insieme di Cuneo, di cui era stato presidente fino al 2016, animando il dibattito politico sui temi di attualità e rivolgendosi a tutta la cittadinanza, non solo a chi fa parte del mondo amministrativo. «Lo ricordiamo – ha detto Quaglia – con tanto affetto e grande nostalgia, come amico, maestro e collaboratore prezioso. È stata una persona di grande intelligenza, leale, determinata e profondo conoscitore del mondo agricolo. È stato amministratore e politico capace di grandi visioni e profondamente legato alle comunità ed ai territori della Granda e del Piemonte, che ha servito per tanti anni con onestà, competenza e capacità di fare squadra. Ci mancherà».
«Una grande persona, e un grande amico – ha aggiunto Marcello Cavallo, attuale presidente di Insieme e del Miac di Cuneo, ex funzionario Coldiretti -. Nel periodo in Regione, dimostrò grande attenzione ai problemi della Granda, in particolare sui temi delle infrastrutture, dell’agricoltura, dello spopolamento della montagna, di ambiente e territorio. Tante iniziative per cambiare il modo di pensare dei consorzi irrigui e realizzare le opere, in particolare pozzi e strutture per la gestione della risorsa acqua».

Cordoglio anche da parte di Luca Robaldo presidente della Provincia: «Lo ricordo come amministratore attento e preparato e uomo dalle grandi capacità umane e relazionali. Con lui scompare un rappresentante della classe politica che ha fatto crescere negli anni questa nostra provincia».
Emilio Lombardi lascia la moglie Mariuccia, che l’ha seguito in questi anni di malattia, i figli Marcella (si occupa di commercio energia) e Davide (coltivatore diretto nel settore della castanicoltura a Lisio), quattro nipoti, il fratello Bruno (già dirigente dell’Ubi Banca), la sorella Elda (già consigliere della Fonda­zio­ne Cassa di Risparmio di Cuneo).
A ricordare il grande politico e al tempo stesso l’uomo è stato nei giorni scorsi anche Vincenzo Bezzone, sindaco di Ceva: «Emilio Lombardi è stato un esempio per tutti coloro che dopo di lui si sono impegnati in politica», ha affermato il sindaco omaggiando lo scomparso ex assessore regionale e vicepresidente della Provincia. Bezzone ha voluto sottolineare in particolare il forte attaccamento al suo territorio e alle sue vallate: «Anche se da molti anni viveva a Saluzzo, amava tornare a Lisio. Un uomo mite, sempre disponibile al dialogo, ha scritto un lungo pezzo di storia politica della nostra provincia, sia come esponente di spicco della Dc e sia della Coldiretti ma per chi lo incontrava, magari sotto i portici di Ceva, era soprattutto un uomo intelligente e preparato, sempre pronto a dare buoni consigli».

Il legame con gli agricoltori è sempre stato molto solido, Lombardi faceva parte di quella schiera di politici che erano in grado di rappresentare la coltivatori diretti all’interno della Democrazia Cristiana, sapeva portare le istanze delle persone che rappresentava all’attenzione della politica. Un lavoro al servizio delle persone di cui oggi si sente decisamente la mancanza. Lui e pochi altri erano capaci di portare avanti quel ruolo. Il suo percorso nelle istituzioni ne certifica l’affidabilità e le competenze, dall’assessorato provinciale e regionale per l’agricoltura agli altri ruoli ricoperti sempre all’interno delle istituzioni territoriali. Poi la sua esperienza era stata messa al servizio di Unicredit Banca. Ciò che emerge però è soprattutto la figura di un uomo sempre disponibile a raccogliere le esigenze dei cittadini e in primis dei coltivatori locali. Un politico davvero al servizio della gente. Non è un caso se in molti lo hanno ricordato per il suo animo gentile, l’aspetto della sua personalità che più resta vivo in questi giorni che fanno seguito al suo addio e che contribuiscono a renderne immortale la memoria, in un contesto sociale più complicato che mai e nei giorni in cui gli agricoltori chiedono più tutele.