Deimpermeabilizzazione, amministrazione “impermeabile”

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Abbiamo avuto modo di assistere in streaming al Consiglio Comunale del 18 dicembre scorso. Ecco le nostre considerazioni in riferimento alla mozione presentata e illustrata dal consigliere Claudio Bongiovanni di “Cuneo MIA” sul tema “deimpermeabilizzazione”, alla relativa discussione e all’esito della medesima.

La deimpermeabilizzazione (parola complicata, ma concetto chiaro) é un tema legato al consumo di suolo, che combattiamo ormai da molto tempo anche localmente, ed è una proposta che abbiamo portato all’attenzione e sensibilità del consigliere che ne ha fatto una mozione, da noi totalmente condivisibile. In sintesi la mozione voleva impegnare l’amministrazione comunale a partecipare ad eventi su questo importante e indilazionabile tema (webinar, misure di comunicazione e attività formative) organizzati su scala europea a partire dal prossimo anno dalla CIPRA (Commissione Internazionale Protezione Regioni Alpine), nell’ambito del progetto triennale “Ground:breaking -Miglioramento del suolo, del clima e della biodiversità attraverso interventi di deimpermeabilizzazione nelle aree urbane e periurbane delle Alpi”. Progetto finanziato dal Ministero federale tedesco per l’Ambiente e dal Ministero francese della Transizione ecologica e della Coesione territoriale. Con la deimpermeabilizzazione si possono ripristinare a lungo termine le funzioni naturali del suolo. Queste sono un prerequisito per l’adattamento alla crisi climatica e per la salvaguardia del bilancio idrico e della produzione alimentare.

“Protezione del suolo significa fissare dei limiti, ma anche smantellare le superfici impermeabilizzate e recuperare il suolo sottostante”, spiega Marion Ebster, responsabile del progetto presso la CIPRA International.

Il progetto ha lo scopo di seguire quattro Comuni pilota in Slovenia, Italia, Germania e Austria nella preparazione e nell’attuazione delle misure di deimpermeabilizzazione previste. Il fulcro del progetto è un concorso a livello alpino per misure di deimpermeabilizzazione e protezione del suolo che promuovano la biodiversità.

Il 18 dicembre abbiamo assistito ad un dibattito del tipo “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”; ci riferiamo all’unico intervento di maggioranza del consigliere Vincenzo Pellegrino che ha affossato la proposta sostenendo che il Comune di Cuneo già pratica la deimpermeabilizzazione con il PRG in vigore (che, sosteniamo noi, consuma suolo, per cui chiediamo sia rivisto) che prevede interventi e prescrizioni varie per riportare acqua nel sottosuolo. Questo è vero, ma vale, oltreché per le ristrutturazioni, anche per le nuove costruzioni che, in realtà, consumano suolo! Qui sta la sordità, oltreché il tono di sfida quasi arrogante usato da Pellegrino, del tipo “cosa venite a insegnarci?”. Avesse letto attentamente la mozione, avrebbe capito che deimpermeabilizzare non significa solo drenare acqua nel sottosuolo, ma recuperare e riqualificare il suolo, quello vero, quello che non ci stanchiamo mai di indicare come portatore di numerosi, unici e essenziali servizi ecosistemici (capacità dei processi e dei componenti naturali di fornire beni e servizi che soddisfino, direttamente o indirettamente, le necessità dell’uomo e garantiscano la vita di tutte le specie). Recuperare significa intervenire laddove il danno è stato fatto anni addietro, anche nel Comune di Cuneo, al centro come nelle periferie.

Ecco alcuni esempi di aree dove potrebbe essere messa in pratica la deimpermeabilizzazione:

aree parcheggio, con possibilità di ripristinare/potenziare spazi di verde, meglio se con alberi e arbusti, e ovviamente interventi di ricarica delle falde acquifere; cortili delle scuole, dei condomini e altri dove possibile; aree artigianali/industriali/commerciali con le loro spianate di cemento/asfalto in parte recuperabili a verde e interventi di ricarica delle falde; aree completamente dismesse/abbandonate con interventi di ricostituzione del suolo e rinaturalizzazione.

Tutto questo mitigherebbe anche le sempre più frequenti ondate di calore i cui picchi sono localizzati proprio nelle zone costruite e cementificate.

Recuperare suolo significa anche recuperare/ripristinare la biodiversità a diversi livelli, compiti e temi ai quali richiama l’Europa con il Green Deal, la strategia europea per la biodiversità 2030, con la legge per il ripristino della natura, con la strategia europea per il suolo per il 2030 e con la recentissima proposta di direttiva europea per il monitoraggio e la resilienza del suolo.

Ci siamo illusi che un tema importante come questo potesse aprire un dibattito ampio e proficuo. Nulla di questo; un solo intervento, come si diceva, da parte della maggioranza, di netta stroncatura (mozione respinta all’unanimità dalla maggioranza) per una proposta assolutamente positiva per l’ambiente e per i cittadini. Crediamo che i più non abbiano assolutamente compreso e valutato il senso della proposta e si siano accodati allo stroncatore di turno. Per dirla con le parole della responsabile del progetto CIPRA: “gli strumenti e le strategie a tale scopo sono disponibili; spesso mancano tuttavia la comprensione di tali strategie e la volontà di metterle in atto”.

Ci auguriamo che la maggioranza che regge il Comune di Cuneo riveda la decisione assunta e aderisca all’iniziativa che sarebbe per la nostra città non solo importante, ma soprattutto molto qualificante a livello nazionale ed europeo.

 

Bruno Piacenza, presidente Legambiente Cuneo

Domenico Sanino, presidente Pro Natura Cuneo

Patrizia Rossi, presidente Lipu Cuneo

Albino Gosmar, presidente Cuneo Birding

Alberto Collidà, presidente Italia Nostra Cuneo