Cia Cuneo: i corsi formativi per i nuovi dipendenti e per chi vuole diventare responsabile di settore

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L’incontro dei dipendenti della Cia provinciale di Cuneo, organizzato a Savigliano, è stato il primo degli appuntamenti previsti dai nuovi percorsi formativi riservati al personale dell’organizzazione agricola, che si svolgeranno a partire dalle prossime settimane. Il primo, obbligatorio, è dedicato ai dipendenti che sono entrati a far parte della Cia negli ultimi periodi. Si articola in 5 giornate – inizio il 18 dicembre 2023, conclusione il 17 gennaio 2024 – e intende trasmettere alle persone la storia e la cultura che stanno alla base dell’Associazione. Ma non solo. Si vuole inoltre fornire gli elementi capaci di migliorare il rapporto con gli associati e i colleghi di lavoro mettendo in campo la gestione delle relazioni e dei metodi comunicativi. Spiega il direttore provinciale di Cia Cuneo, Igor Varrone: “L’obiettivo del corso di ingresso è quello di trasmettere ai nuovi dipendenti i valori sui quali è stata costruita la storia dell’organizzazione agricola. Valori che sono, poi, alla base dell’approccio propositivo con cui occorre rapportarsi nei confronti di quanti arrivano nei nostri uffici per affrontare al meglio le loro richieste e attivarsi per dare risposte. Un rispetto e un’attenzione da attuare anche rispetto ai colleghi. In modo da formare una squadra che si impegna con tutte le forze per risolvere i problemi”.

Il secondo percorso, facoltativo, è destinato a quanti in Cia già ci lavorano, ma nei mesi passati, attraverso un sondaggio, avevano manifestato alla Direzione l’interesse di crescere all’interno della struttura come professionalità e responsabilità. Si svolge in 11 giornate, con inizio il 19 febbraio, conclusione il 27 settembre 2024 e un’appendice a gennaio 2025. Seguirlo, acquisire le competenze trasmesse e superarlo costituisce il requisito fondamentale per, in seguito, diventare referente o responsabile di settore. “La partecipazione – dice ancora Varrone – è una condizione necessaria, ma non sufficiente per assumere ruoli di responsabilità. Toccherà agli organi direttivi valutare caso per caso le situazioni di necessità che si presenteranno. Però c’è già il fondamentale percorso di preparazione e chi l’ha seguito ha tutte le carte in regola per poter svolgere al meglio il proprio lavoro. Governare un settore, infatti, significa avere una visione d’insieme e le capacità di programmazione futura delle scelte operative”.