“Villa Augusta ex Chantal: ecco cosa la giunta bridese non dice”

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Riceviamo e pubblichiamo

A seguito del comunicato della Giunta comunale braidese sul parco di Villa Augusta (cd.
Chantal) anche Italia Nostra e Legambiente ritengono “… importante e necessario fare chiarezza affinché la realtà dei fatti venga presentata in modo aderente e coerente agli atti ufficiali che sono stati assunti. Di seguito e in sintesi i termini della questione che potranno essere utili ai cittadini per una completa informazione “.

Innanzitutto va precisato che la trasformazione prevista dalla Variante di un’”area
residenziale” in “area a servizi pubblici” in realtà trasforma due aree, una a “verde privato” e l’altra “residenziale”, in “area a servizi pubblici”, per una struttura socio-sanitaria, anche mediante intervento di operatori privati: questa modifica rompe lo stretto rapporto tra parco e edificio storico stravolgendo la norma specifica e la prospettiva del PRGC senza valide giustificazioni urbanistiche se non quelle del richiedente privato.

Sul fatto che sia l’edificio che il parco storico siano in degrado precisiamo che:

A) se l’edificio è in degrado, la responsabilità è totalmente dei proprietari che pure a suo tempo avevano ottenuto la trasformazione di parte dell’area da servizi sanitari privati (ex Istituto Chantal) a residenziale (cioè abitazioni) con una generosa concessione di maggiore cubatura rispetto alla situazione precedente (si veda note successive)

B) se vi è degrado del parco storico, la responsabilità è sia dei proprietari sia del Comune che, in base alle Norme Tecniche del Piano Regolatore, doveva vigilare che:
“…Nelle aree Verde Privato, la cui fruizione è e resta esclusivamente privata, sono consentiti unicamente:
– l’allestimento a verde, attrezzato o meno. Non è consentito, l’abbattimento e l’indebolimento di alberi ad alto fusto o comunque di particolare valore ambientale e paesaggistico se non per questioni di sicurezza. E’ inoltre sempre ammessa la rinaturalizzazione delle stesse aree attraverso la piantumazione di essenze autoctone. In presenza di giardini di impianto storico (con particolare riferimento alla zona I.U.A.) si impone il mantenimento degli stessi ed il loro ripristino;” (art. 37 – comma 3)
Quindi se in questi ultimi anni ciò non è avvenuto si potrebbe anche configurare l’omissione di atti d’ufficio da parte degli organismi comunali preposti alla sorveglianza.
La Giunta poi dice che: ”* Quanto al parco, l’attuale previsione del progetto preliminare non apporta stravolgimenti alla sua consistenza e integrità, anzi lo salvaguarda consentendone la parziale fruibilità (oggi del tutto assente) da parte della collettività, nella piena consapevolezza dell’importanza dello stesso quale polmone verde sia per il quartiere che per la città e del rilevante patrimonio arboreo e naturalistico che lo interessa, censito e mappato ai fini della tutela.*”

Vediamo come stanno le cose:
L’Area destinata a VP (Verde Privato come da art. 37 N.T.A.) di 3.784 mq. possiede attualmente i seguenti requisiti:
– Indice fondiario: (non edificabile)
– Rapporto copertura: non edificabile (ammessa solo costruzione strutture per il gioco, lo sport e il tempo libero che non comportino la realizzazione di edifici accessori eccedenti i 12 mq.)
– Altezza: non edificabile

Inoltre, per le aree a Verde Privato, l’art. 37 delle N.T.A ai commi 1e 2 testualmente prescrive:
“1. Le aree che il P.R.G.C. individua come verde privato VP poste in ambito urbano sono
individuate cartograficamente negli elaborati di progetto (Tavv. P2.4) con apposita simbologia grafica. Costituiscono aree con valenza ambientali in un contesto densamente costruito che il Piano intende mantenere. …”
“2. Le aree VP risultano non edificabili ai fini di un uso diretto per l’insediamento di nuovi edifici. …”
La nuova variante, togliendo l’attuale vincolo di area a Verde Privato, fa decadere per legge e quindi di fatto tutte le restrizioni sopra specificate su tutti i 3.784 mq., salvo la piccola striscia ceduta al Comune.

Su questa cessione la Giunta scrive “Quanto al parco, l’attuale previsione del progetto
preliminare non apporta stravolgimenti alla sua consistenza e integrità, anzi lo salvaguarda consentendone la parziale fruibilità (oggi del tutto assente) da parte della collettività, nella piena consapevolezza dell’importanza dello stesso quale polmone verde sia per il quartiere che per la città e del rilevante patrimonio arboreo e naturalistico che lo interessa, censito e mappato ai fini della tutela. *La prevista cessione dell’area verde al Comune con destinazione a giardino pubblico ricade su una fascia importante di circa 1400 mq (poco meno della metà dell’intero parco), nella
quale sono peraltro concentrati la maggior parte degli alberi ad alto fusto”
Ben venga il riconoscimento del parco storico come “polmone verde” di un quartiere
massacrato col cemento in questi anni (che fine ha fatto la “Conca d’Oro”?). Nella Variante però, oltre a non esserci alcuna mappatura né censimento del patrimonio arboreo e naturalistico, c’è solo scritto in modo generico:
“La restante area libera a parco sul lato nord deve essere salvaguardata a parco alberato; essa deve essere in parte ceduta gratuitamente al Comune per una fascia profonda circa m. 20 su tutta la lunghezza di Via Cacciorna, mentre nella parte rimanente devono essere ricavati posti auto interrati ed a raso al servizio della struttura.
Peccato che il “… circa (??) m. 20..” sia un po’ generico e che “tutta la lunghezza della via” non venga precisata nella Variante: quindi di quanti mq. effettivamente sarà la cessione (1300? 1400? 1500?) nella Variante, nero su bianco, non è scritto.
Comunque, ribadiamo: ora l’area a verde tutelata a Parco storico è di 3.784 mq.
Se la matematica non è un’opinione, pur ammettendo i 1400 mq. siamo molto al disotto
della metà (37%) e comunque, già si parla di ridurre la parte arborea per fare parcheggi su via Cacciorna

La Giunta poi scrive che “la restante parte dell’area verde in continuità è prevista quale
giardino a servizio della struttura e dei pazienti fatta salva una parte spoglia di alberi, a ridosso della villa, ove in conformità con l’attuale Piano Regolatore Generale Comunale verrà realizzata un’area a parcheggi a servizio della struttura.”
Nella Variante non è scritto questo: è invece precisato che “… nella parte rimanente
devono essere ricavati posti auto (quanti? dove?) interrati (quindi ovviamente senza alberi) ed a raso (quanti? dove?) a servizio della struttura.”
Con la Variante sono quindi utilizzabili buona parte dei restanti circa 2.400 mq. del
parco storico, e già si parla di fare su questi qui parcheggi sotterranei!!!
Contestiamo inoltre che vi sia una parte spoglia di alberi: basta vedere su Google maps e/o le foto da noi pubblicate sul sito facebook di Italia Nostra Braidese per rendersi conto che vi siano molti “vecchi” alberi sia nel parco storico che intorno e a ridosso degli edifici storici e recenti:
piante che già si parla di abbattere per realizzare parcheggi.
La Giunta aggiunge che * “Tra le prescrizioni previste è stata inserita la piantumazione di alberi nell’area sud del lotto (lato verso Cherasco) che pertanto andrà ad implementare l’attuale patrimonio arboreo esistente.”
Peccato che da quel versante (come ci hanno testimoniato diversi vicini e le foto attuali in nostro possesso) diversi alberi, anche molto vecchi, siano stati tagliati dai proprietari o sono caduti o sono in evidente degrado.
Sull’edificio da costruire la Giunta afferma che * “Al fine di rendere sostenibile l’intervento proposto e di raggiungere il numero minimo di posti letto è stato richiesto dalla proprietà un incremento del 30% della superficie utile lorda (SUL) attualmente prevista dal Piano Regolatore Generale Comunale, incremento che è stato accolto nella minor misura del 25%; ” ~.
Però dalla documentazione ufficiale a noi risulta che l’area T5/p n. 2323 – Tessuto urbano con impianto aperto o libero in pianura (art. 30 N.T.A.) ora ha i seguenti parametri:
– 2.836 mq. con Indice fondiario 0,5 mc./mq., quindi 1.418 mc. edificabili (oltre il grande edificio storico inizio ‘900 che viene fatto salvo)
– Rapporto copertura: 30% (cioè meno di 1/3 dell’area)
– Altezza: 3 piani fuori terra (max 10,5 m.)
Con la Variante invece la nuova area SP/b n. 3077 – Aree per servizi di livello comunale
d’interesse comune (art. 48 N.T.A.) di 6.620 mq. (che sostituisce, sommandole, le precedenti due aree T5/P e VP) possiede invece i seguenti parametri:
– 2.950 mq. però con Indice fondiario 1,25 mc./mq., quindi 3.687,5 mc. edificabili (oltre il grande edificio storico inizio ‘900 che viene fatto salvo)
– Rapporto copertura: 50% lotto libero, quindi 20% in più pari a metà area!
– Altezza massima: non indicata (di fatto “libera progettazione anche in altezza”, senza alcun limite se non quello della capacità edificatoria massima)
Quindi in base alla Variante in questione, se ne deduce che in detta area si potrà
costruire molto di più e molto più alto di quanto attualmente è già edificato (o era edificabile), questo anche a discapito di una parte del parco storico ora verde privato vincolato.
Sul fatto poi che con questa variante si crei “… sia un nuovo servizio sanitario riabilitativo in città che posti di lavoro.” ci permettiamo una considerazione: L’Amministrazione comunale sta approvando con la Variante n. 7 il progetto di trasformazione dell’ex Ospedale S. Spirito in “Casa della Salute” con un investimento della Regione (quindi con soldi pubblici) pari, per ora, a 20 milioni e 505 mila euro, tutto finalizzato al potenziamento delle prestazioni sanitarie pubbliche.

L’obiettivo è rendere il più possibile efficiente l’integrazione con il nuovo Ospedale di Verduno (già costato circa 250 milioni e con spese annue di gestione intorno ai 10 milioni) ma in cui vi sono interi padiglioni vuoti.
Ma se è necessario (come ha scritto qualche politico della maggioranza a proposito di Villa Augusta) avere nel Braidese servizi ospedalieri riabilitativi come quelli di Rodello o Boves perché l’Amministrazione non ha chiesto con forza che questi vengano previsti in queste due strutture pubbliche in cui c’è spazio per decine e decine di posti letto? Le sirene della sanità privata sono forse più affascinanti della difesa e potenziamento della sanità pubblica pagata ogni mese fior di quattrini dai cittadini sempre più costretti ad attendere mesi e mesi (a volte un anno!!) visite specialistiche molto importanti, salvo sempre più spesso poterle effettuare in pochi giorni a pagamento in strutture private (a volte dagli stessi medici che lavorano nelle strutture pubbliche)?
Insomma, oltre al danno la beffa!
Noi credevamo che i nostri amministratori “di centro-sinistra” difendessero innanzi tutto la Sanità Pubblica, non che tirassero la volata ai privati partecipando con entusiasmo a quello che ormai anche a Bra è un vero e proprio assalto alla diligenza del Servizio Sanitario Nazionale. Noi non siamo contrari a che i proprietari aprano strutture mediche private affidandosi al “libero mercato”. Non con la prospettiva però che, grazie a qualche “aiutino politico”, arrivino poi convenzioni e relativi soldi pubblici. Il personale sanitario pubblico ha denunciato in questi giorni (con uno sciopero che ha visto un’altissima adesione) che nel 2023 in Italia ben 600 milioni di euro sono stati versati dallo Stato ai privati!
Lasciando al Comitato di Quartiere S. Giovanni Lontano la puntuale denuncia delle varie
problematiche di quell’area (caos urbanistico e di traffico, inquinamento, ecc.) fatta recentemente con una lettera all’Amministrazione, concludiamo chiedendoci: perché, semplicemente, non si lascia il parco storico a Verde Privato (com’è ora individuato dal PRGC)? Al posto di una piccola, parziale e poco sensata cessione della parte nord del citato parco chiediamo invece una modifica che punti a un uso pubblico di tutto l’attuale parco storico, (ovviamente mantenendolo anche a disposizione della struttura sanitaria privata), affinché tutti gli abitanti del quartiere e della città possano beneficiare di questo vero e proprio “polmone verde” ricco di biodiversità.
Nell’interesse della nostra Città questo è sicuramente il modo più giusto di “compensare” un eventuale abnorme aumento della capacità edificatoria concessa ai privati.
Per questo seguiremo con attenzione l’evolversi e ne daremo ampia informazione. Nel
frattempo proseguiremo la raccolta firme per una petizione che spinga l’Amministrazione a rivedere le proprie posizioni per il Bene Comune del Verde e dell’Ambiente.

ITALIA NOSTRA DEL BRAIDESE
LEGAMBIENTE LANGHE E ROERO