L’Avis Madonna del Pilone festeggia i 55 anni dalla sua fondazione

Con 200 partecipanti tra donatori e invitati, la Sezione Avis ha celebrato l’anniversario della sua Fondazione con una messa dedicata e il tradizionale pranzo

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Si sono svolti domenica 17 settembre i festeggiamenti per i 55 anni dell’Avis Madonna del Pilone (Cn), con la partecipazione di circa 200 persone tra donatori e invitati da parte delle 45 Avis della provincia di Cuneo. Hanno partecipato in veste di rappresentanti istituzionali Davide Sannazzaro, sindaco di Cavallermaggiore, Raimondo Testa, consigliere comunale di Bra, e Sergio Barbero, consigliere comunale di Cherasco. Oltre alla rappresentanza istituzionale, alla celebrazione hanno preso parte anche Flavio Zunino, Presidente Provinciale Avis, Valentino Piacenza, Consigliere Regionale Avis, e la Dottoressa Silvia Tavera, responsabile del Servizio di Medicina Trasfusionale di Savigliano, insieme a Don Bernardo, stimata guida della comunità di Madonna del Pilone.

 

La messa è stata celebrata presso il Santuario di Cussanio dal rettore Don Pierangelo, che ha accolto l’Associazione affermando che “l’Avis di Madonna del Pilone può considerare il santuario come una seconda casa”. A seguire, l’Avis e le autorità presenti hanno consegnato ai partecipanti un riconoscimento per l’impegno dimostrato in qualità di donatori. Le donazioni dei presenti hanno infatti raggiunto numeri considerevoli che oscillano tra le 8 e le 120 donazioni. Un compenso extra è stato riconosciuto al donatore della Veglia di Cherasco Pier Giorgio Oliveroche nel corso della sua vita da donatore ha effettuato oltre 150 donazioni e al quale è stato consegnato un orologio in segno di gratitudine. A seguire si è tenuto il tradizionale pranzo sociale presso il Ristorante Giardino dei Tigli a Fossano.

 

«È un grande onore celebrare davanti a tutti i partecipanti i 55 anni della Fondazione della nostra Sezione Avis» ha affermato Claudio Testa, presidente Avis Madonna del Pilone. «Come presidente il mio obiettivo è quello di onorare la lunga storia della Sezione e fare in modo che il nostro sodalizio continui a crescere. Vorrei esprimere un sentimento di riconoscenza ai donatori e alle donatrici che in modo gratuito e anonimo portano al prossimo il loro dono e garantiscono ai nostri malati il sangue e i suoi derivati. Oggi più che mai abbiamo bisogno di  diffondere la cultura del dono e della condivisione, soprattutto tra i giovani».