Crescita record dell’export della provincia di Cuneo

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Le esportazioni cuneesi di merci nel primo trimestre del 2023 ripartono con grande slancio rispetto all’analogo periodo del 2022.

Le vendite all’estero dei prodotti made in Cuneo nel trimestre gennaio-marzo 2023 hanno superato i 2,6 miliardi di euro, registrando un aumento del 15,9% rispetto allo stesso periodo del 2022, mentre il valore delle importazioni ha raggiunto oltre 1,4 miliardi di euro (con un calo del 10,1%). Il saldo della bilancia commerciale si è attestato a 1.224 milioni di euro ed è quasi raddoppiato rispetto ai 704 milioni di gennaio-marzo 2022.

Malgrado il perdurare dell’inflazione e le ripercussioni economiche determinate dal conflitto russo-ucraino, l’export continua a essere uno dei motori della crescita economica del nostro Paese.

Cuneo si conferma la seconda provincia esportatrice del Piemonte con il 16,7% delle vendite regionali fuori confine, che rappresentano l’1,6% a livello nazionale. La dinamica esibita dalle esportazioni di merci cuneesi nel periodo gennaio-marzo 2023 è di poco inferiore rispetto a quella evidenziata a livello piemontese (+16,8%), ma molto superiore rispetto alla media nazionale (+9,8%).

 

Fonte: elaborazione Camera commercio Cuneo su dati Istat

“Ho accolto con grande soddisfazione i dati dell’export cuneese del I trimestre – afferma il
presidente della Camera di commercio Mauro Gola -. Le esportazioni sono
aumentate in quasi tutti i Paesi con una crescita molto elevata in Francia, Germania e
Spagna, principali mercati di riferimento per i settori di eccellenza del nostro comparto produttivo. L’aumento a doppia cifra dell’export ha consentito al sistema imprenditoriale di superare le criticità del mercato interno, dove i consumi sono rallentati dall’inflazione e gli investimenti dal costo del credito.”

 

Allo sviluppo complessivo delle vendite all’estero ha contribuito l’incremento registrato in quasi tutti i principali settori dell’export provinciale, con l’eccezione per i metalli di base (-6,6%) e comparti meno rilevanti quali i prodotti dell’estrazione di minerali (-13,7%) e i Prodotti delle altre attività (-8,2%).

I prodotti delle attività manifatturiere, pari al 95,5% dell’export totale, segnano un +16,8%. Il settore trainante dell’export manifatturiero made in Cuneo continua a essere il comparto alimentare e bevande (+6,5% rispetto al 2022) che rappresenta il 33,5% delle vendite estere, sebbene questo trimestre la performance migliore sia stata registrata dagli articoli in gomma e materie plastiche (+63,3%) seguita da chimica e farmaceutica (+22,8%), macchinari e apparecchi (+19,3%), mezzi di trasporto (+18,8%), legno e derivati (+15,4%) e apparecchi elettronici ed elettrici (+10,4%).

Il bacino dell’Ue-27 post Brexit ha attratto il 64,8% delle esportazioni provinciali, contro il 35,2% dei mercati situati al di fuori dell’area comunitaria. La performance delle vendite oltre confine verso i Paesi dell’Ue-27 ha raggiunto il +19,5 %, valore quasi doppio rispetto a quello verso i partner commerciali extra Ue-27 post Brexit (+9,9%).

I più importanti mercati dell’area Ue-27 si confermano quello francese e tedesco, con quote rispettivamente pari al 19,7% e 15,7 %. Le vendite verso la Francia sono salite del 19,0% mentre quelle verso la Germania del 27,8%. L’export verso la Spagna, che rappresenta il terzo mercato di sbocco per la nostra provincia, ha invece riportato un buon +26,6%, seguito da Polonia (+24,3%), Paesi Bassi (+23,9%) e Austria (+23,7%).

Nel bacino Extra Ue-27 i mercati di maggior rilievo si confermano Stati Uniti e Regno Unito, che rappresentano rispettivamente il 5,7% e il 5,1% dell’export complessivo. Gli Stati Uniti hanno fatto segnare un aumento del +9,8%, mentre il Regno Unito dell’8,1%.

Sorprende il risultato del Messico che, con una quota parte del +1,5%, riporta un ottimo +68,0%, seguito da Australia (+41,3%), Cina (+35,2%), Turchia (+22,2%), Arabia Saudita (+13,0%) e Svizzera (+4,0%). È significativo il ritorno al segno più da parte della Cina dopo 5 trimestri consecutivi caratterizzati dal calo del nostro export in quel Paese.

L’unico Paese di rilievo ad aver riportato il segno meno è il Canada (-1,9%) che, con una quota parte del 2,0%, si conferma il terzo mercato di sbocco extra UE per la nostra provincia.