«La nostra mission? Le stelle per tutti pure per chi non vede»

Alberto Andreis, presidente Astrofili Bisalta di Chiusa Pesio: «Un successo il congresso nazionale a Cuneo»

0
1

«Le stelle per tutti»: è questa la filosofia che ani­ma da sempre l’Associazione locale Astrofili Bisalta di Chiusa Pesio che conta ormai 60 soci. Una realtà in crescita, un successo suggellato da un recente appuntamento: l’associazione ha organizzato lo scorso fine settimana il 56° Congresso dell’Unione Astro­fi­li Italiani nel Parco fluviale Gesso e Stura alla Casa del Fiume con il patrocinio del Comune di Cuneo.
Alberto An­dreis, presidente dell’associazione, è stato il fautore di questo avvenimento: «Faccio parte da alcuni an­ni dell’Unione Astrofili Ita­liani – racconta – così ho accolto con entusiasmo la proposta di creare l’evento nelle nostre zone. Ed è stato un successo. Sono arrivati partecipanti da tutta Italia e si sono innamorati dei nostri luoghi. Con­tinuavano a ripetermi: “A Cuneo si sta proprio bene”».
E in apertura dei lavori è stato presentato quello che è il cavallo di battaglia dell’associazione, “Le stelle per tutti”: «I ragazzi delle classi quinte dell’Istituto Comprensivo di Cervasca – racconta Andreis -hanno consegnato il loro Sistema solare interattivo per la divulgazione inclusiva alla nostra associazione che porta avanti, dal 2009, il progetto “Le stelle per tutti” organizzando corsi di astronomia dedicati ai non vedenti. Abbiamo tutti esperienza di come, specialmente durante lo studio di particolari fenomeni astronomici, un’azzeccata immagine riesca a chiarire rapidamente ed in modo efficace ciò che lunghi giri di parole provano a trasmettere. Ad un certo punto però ci siamo chiesti: e chi ha la forte passione per l’astronomia ma non ha occhi funzionanti, come fa? Da questa domanda, nel 2009, è nata l’idea di organizzare corsi di astronomia per ciechi ed ipovedenti. Corsi basati sull’uso di strumenti unici nel loro genere utili per visualizzare fenomeni nelle quattro dimensioni (3 spaziali e 1 temporale). Oggi con questo progetto vogliamo trasmettere il know-how acquisito in sette anni di attività per cercare di diffondere su tutto il territorio Italiano la possibilità di far comprendere ed osservare i più affascinanti fenomeni astronomici a chi, fino a pochi anni fa, sembrava quasi per natura impossibilitato a farlo».
Ma non solo: «Il nostro progetto vuole arrivare a coinvolgere ogni forma di disabilità – aggiunge Andreis -: vogliamo rimuovere le barriere architettoniche dall’astronomia. Pensiamo a telescopi creati apposta per disabili motori che non possono, in sedia a rotelle, raggiungere posti im­pervi e bui per le osservazioni. E poi curare l’accessibilità agli osservatori astronomici».
Andreis con la sua associazione lavora da anni a questi progetti. Da quando, ormai un bel po’ di anni fa, ha scoperto l’astronomia per caso: «Io faccio l’elettricista, il mio capo è un grande appassionato di astronomia e ogni giorno arrivava al lavoro e raccontava di aver visto Giove, piuttosto che Marte “Uno spettacolo incredibile”. Alla fine mi sono incuriosito e ho chiesto di poter andare una sera con lui ad osservare. È stato un colpo di fulmine e non ho più smesso».
Poco dopo ha scoperto un gruppo di Latina che realizzava osservazioni inclusive per persone con disabilità: «Ho preso il treno e sono andato a vedere che cosa proponevano. Un lavoro meraviglioso e ho deciso che dovevamo provare anche noi. Coinvol­gendo le scuole. Sono gli studenti degli istituti con cui collaboriamo che ogni anno lavorano con noi a creare strumenti interattivi».
Senza dimenticare che l’utilizzo ad esempio di una carta celeste tattile rende l’astronomia più immediata e divertente per tutti: «Anche per chi vede è di comprensione im­mediata un concetto utilizzando questi strumenti – dice Andreis -. Se io dico Giove è un pianeta gassoso, il concetto rimane così, difficile avere una comprensione reale. Se invece contemporaneamente si tocca un Giove realizzato con i pezzi dell’interno di un materasso si capirà immediatamente di che tipo di consistenza stiamo parlando. La nostra missione è prima di tutto divulgare in modo comprensibile, divertente ed efficace».

A Bra “i satelliti artificiali” a cura di Edoardo Marelli

Il 20 e 27 maggio l’Associazione Amici dei Musei di Bra, in collaborazione con il Museo Civico Craveri di Storia Naturale, organizza un breve ciclo di conferenze dal titolo “I satelliti artificiali: uno sguardo da e verso il cielo” a cura di Edoardo Marelli. Si parlerà, nei due incontri, in particolare di esplorazione dello spazio, storia e curiosità “dietro le quinte”.
E poi anche dell’impatto che i satelliti possono avere nella nostra vita di tutti i giorni. Le conferenze si svolgeranno alle 16 presso l’Auditorium Bper in via Principe di Piemonte (entrata da via Sarti) con ingresso libero.
Edoardo Marelli, ingegnere elettronico specializzato nel settore dei satelliti, ha lavorato per oltre trent’anni all’Agenzia Spaziale Europea (Esa) nel centro tecnologico di Noordwijk (Paesi Bassi).