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MAGLIANO ALFIERI – La storia dell’ultimo crociato roerino, con “Terra Ritrovata”

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Sarà presentato giovedì 23 febbraio. alle 21 nella biblioteca di Magliano Alfieri, il numero 17 di “Roero, Terra ritrovata”: storica pubblicazione che, dal 2008, grazie all’impegno dell’associazione “Spirito Roero”, alla direzione del giornalista Gian Mario Ricciardi e al coordinamento editoriale di Andrea Cane, racconta la storia e le storie del Roero. Con questo numero, la pubblicazione ha superato le 2mila pagine: dietro, tanta passione per la nostra terra, tanta costanza e anche fiducia nei lettori che sono andati sempre crescendo.

La rivista, disponibile in tutti i paesi del Roero, si apre con una sezione molto importante sulla lenta presa di coscienza ecologica del territorio. Dai primi “no”, che si trasformano in lotte anche dure (nel 1982 si comincia Monteu, poi a Ceresole d’Alba e Pocapaglia) il “verde sapiente del Roero” diventa “Sì” sofferto, ma ragionato alla discarica del Mago, diventa il Consorzio Roero Verde e il parco forestale a Sommariva Perno, l’oasi di San Nicolao a Canale, l’area di Asfodelo a Pocapaglia: polmoni di verde e di natura che ormai ci invidiano tutti.

La sezione generale gode, in particolare, di un argomento affrontato da quello che è una sorta di “genius loci” per Magliano Alfieri: l’appassionato ricercatore Mauro Grasso, il quale ha compiuto una sensazionale disamina sulla figura dell’ultimo crociato, originario di Govone. Tra gli altri motivi di interesse, tra quelli che vanno scandagliare storie che partono dal Medioevo per venire quasi ai giorni nostri, cè anche l’epopea del “castello scomparso” di Castellinaldo, la storia di un copista montatese con la “musica nel sangue”, la “conquista” di Pocapaglia e Sanfrè da parte di Bra nel 1928, la civiltà di osteria del Roero, fonte di cultura e tradizioni trasmesse ancora oggi.

Nel centenario della nascita di Beppe Fenoglio, non si potevano dimenticare la sua linea materna roerina, delineata nella figura della madre Margherita Faccenda, e i riferimenti al paesaggio del Roero in alcune opere del grande scrittore albese.

L’ultima sezione, dedicata alle “rubriche”, si apre con un omaggio a Renato Bordone, il primo studioso del Roero che trovò nel Medioevo le radici di un territorio unico. Prosegue poi con l’arte, nel lungo e articolato pezzo sulla Confraternita di San Bernardino a Monteu Roero, e si conclude con la storia di Tommaso Villa, deputato di Canale, uomo dell’800 che proveniva dalle nostre terre, e portò in Parlamento il senso profondo dello Stato che ci ha sempre distinti.

Tante fotografie, molte delle quali inedite, arricchiscono poi tutti gli articoli e rappresentano sicuramente un valore aggiunto ad un lavoro serio, puntiglioso, proiettato verso la ricerca vera delle radici profonde del nostro territorio.

Ingresso libero -e consigliato- per tutti.

BaNNER
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