Cuneo: le pietre di Monterosso Grana in mostra a Palazzo Santa Croce (FOTO)

Da sabato 4 dicembre 2021 a domenica 9 gennaio 2022, sarà possibile visitare la mostra "Pèire que prèiquen", pietre che parlano in lingua occitana, allestita presso le sale di Palazzo Santa Croce (ingresso dalla Biblioteca civica)

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Sasso, carta, forbice. Il sasso sono le pietre, le grandi pietre estratte dalle montagne della Valle Grana e portate in città a dorso di mulo. La carta sono le splendide fotocromie con soggetto le cave e gli scorci di Monterosso Grana in mostra nelle sale di Palazzo Santa Croce; mentre le forbici rappresentano gli strumenti dei “cavatori” utilizzate per estrarre e lavorare le grandi lastre di pietra destinati ai tetti in losa della valle o per lastricare i marciapiedi. La metafora ludica ci indica perfettamente gli ingredienti che caratterizzano la mostra dal titolo occitano: Pèire que prèiquen (le pietre che parlano).

Sì perché queste fotografie con protagoniste le rocce della Valle Grana, la valle che porta al santuario di Castel Magno, raccontano per immagini la storia di un popolo, i suoi protagonisti, le sue tradizioni, la lingua, l’asprezza domata (non senza fatica) del suo territorio. Una valle da riscoprire con i suoi suoi colori e con le sue “pietre vive” diverse da tutte le altre. Infatti, proprio durante l’inaugurazione di questa sera, è stato dedicato ampio spazio alle caratteristiche della roccia, agli utilizzi che ne veniva fatto, ai colori, alla durezza. La stessa durezza che richiedeva l’estrazione, la lavorazione e il trasporto a dorso di mulo. “Quando percorriamo i marciapiedi di Cuneo con le grandi lastre di pietra dai bordi irregolari – è stato raccomandato dai relatori – dovremmo pensare al duro lavoro dei cavatori di pietre della Valle Grana e di Monterosso in particolare, che estraevano lose per la costruzione dei tetti e grandi lastroni per le strade e i marciapiedi delle nostre città”.

La mostra fotografica, curata dal presidente di progetto HAR, Ober Bondi, si snoda in tre sezioni: la prima, dal titolo ‘Ieri, CIÒ CHE RESTA’, è dedicata alla memoria, con quindici scatti in bianco e nero che riportano il visitatore al tempo in cui le cave erano attive; la seconda, ‘Oggi, I COLORI DEL BUIO’, propone sedici fotografie a colori che permettono di compiere un viaggio tra i colori delle cave. La terza, infine, intitolata ‘Domani, IL RITORNO’, racconta la residenza d’artista ‘Pèire que préiquen’ attraverso nove scatti in bianco e nero.

Le opere fotografiche sono state realizzate da: Roberta Barale, Monica Barbero, Ober Bondi, Ugo Canavese, Alice Faletto, Silvia Fea e Roberto Olivero. I contenuti dell’allestimento di Pèire que préiquen | Pietre che parlano sono il risultato del lavoro di squadra di Ecomuseo Terra del Castelmagno, Progetto HAR, noau | officina culturale e Chambra d’Òc per la parte di ideazione e organizzativa, al patrocinio di Comune di Cuneo e Provincia di Cuneo e al supporto economico di Fondazione CRC e Regione Piemonte.

Da sabato 4 dicembre, sarà possibile visitare la mostra nei seguenti giorni e orari: sabato 11, 18 dicembre e 8 gennaio, domenica 5, 12 e 19 dicembre e 2, 9 gennaio, mercoledì 8 dicembre e giovedì 6 gennaio ore 10-12:30 e 16-19, lunedì 27, martedì 28 e mercoledì 29 dicembre ore 16-19 (ingresso dalla Biblioteca civica di Cuneo, via Santa Croce 6).