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A Castellinaldo d’Alba e Magliano Alfieri due giorni di “Open day” sul “Sentiero dei Frescanti”

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Il 12 e 13 Giugno 2021 OPEN DAY a Castellinaldo d’Alba e Magliano Alfieri: due beni appartenenti al progetto “Sentieri dei Frescanti” LIBERAMENTE VISITABILI dalle ore 10.30 alle 18.30: si tratta della CAPPELLA GENTILIZIA DEL SS. CROCIFISSO a Magliano Alfieri (la cappella preferita dalla madre di Vittorio Alfieri, fra maestosi trompe l’oeil e vertiginosi Angeli in cielo) e della CAPPELLA DI SAN SERVASIO a Castellinaldo d’Alba, con due deliziosi cicli di affreschi cinquecenteschi in una cappella sulla sommità di una collina da cui si può godere un magnifico panorama.

A partire dalle ore 16 il prof. Accigliaro consigliere dei Italia Nostra sezione di Alba, grande esperto di storia artistica locale, accompagnerà i visitatori in una bellissima visita guidata agli affreschi, della Cappella di San Servasio per scoprire i segreti e le curiosità di questo bellissimo edificio che svetta sulle colline roerine. E’ una grande soddisfazione per gli organizzatori avere la disponibilità del Prof. Accigliaro considerato uno dei maggiori conoscenti del patrimonio storico locale, questo sarà un contributo di altissimo livello che permetterà di valorizzare ancora di più il circuito dei Sentieri dei Frescanti.

*INGRESSO LIBERO*

Open Day – tra Magliano Alfieri e Castellinaldo d’Alba

Informazioni sugli affreschi che troverai durante l’Open Day, visita il sito

https://www.sentierideifrescanti.it/

Per Informazioni Ecomuseo delle Rocche del Roero +39 0173976181

Dichiarazione del prof. Walter Accigliaro consigliere di Italia Nostra sezione di Alba

«Su una collina panoramica (un peculiare “luogo alto”, cultuale e strategico del Roero), prospiciente un antico percorso viario, s’erge la cappella campestre di S. Servasio (o, meglio, di S. Servazio). A tale cappella campestre, dedicata a questo Santo antieretico, forse non è estranea un’ipotesi di fondazione altomedievale in riferimento agli insediamenti franco-alamanni tra Canale, Castellinaldo, Vezza e Monteu Roero. Gli Alamanni (popolazione germanica, già stanziata in territori francesi e svizzeri) si affiancarono ai Franchi vincitori dei Longobardi, che nel corso del IX secolo si stabilizzarono in varie zone dell’Italia settentrionale. Però il sacro edificio è citato per la prima volta in un legato testamentario del 1399 di Margherita, vedova del nobile Antonio Malabaila, alla chiesa di «Sanctus Salvatius». In effetti, i fregi a dentelli che coronano i prospetti laterali della costruzione ne attestano una fase costruttiva tardo-trecentesca o all’inizio del Quattrocento. L’abside poligonale è a cinque lati, con volta a costoloni.    

Almeno due cicli cinquecenteschi di immagini devozionali risultano affrescati nel sacro edificio. Sono stati restaurati, dopo i danni alluvionali, nel 1997-1999. Sulle pareti verso la navata si notano immagini devozionali che risalgono alla prima metà del XVI secolo. Invece il ciclo affrescato nelle cinque pareti arcuate dell’abside è datato 1581. Per entrambi non sono noti i rispettivi artefici».