Dal matrimonio alla passione per lo sport il lato umano di un imprenditore di valore

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Pietro Ferrero ha saputo lasciare un segno indelebile in tutti i contesti in cui si è trovato a operare e in tutte le persone, dalle istituzioni ai colleghi imprenditori, con cui ha collaborato. Questo perché, come gli viene riconosciuto da più parti, era dotato di talento e di spiccata intelligenza, a cui univa uno stile riservato e la sobrietà. Dal padre Michele aveva poi ereditato la discrezione e il costante amore per la qualità e l’innovazione. Tutto ciò lo aveva portato a essere un im­prenditore di valore, un manager capace e un uomo di raro spessore e lungimiranza. Anche nella gestione della vita privata, ha sempre messo in primo piano la riservatezza. Nel 2003, come documentato all’epoca dalla Rivista IDEA, ha sposato Luisa Strumia, che gli ha re­ga­lato Michael (2006), Marie Eder (2007) e John (2009). Pietro Fer­rero è stato anche un grande sportivo. Buon golfista e surfista, ha disputato prove di motocross, ha guidato Ferrari e ha partecipato a gare motoristiche amatoriali. Ha inoltre praticato podismo e ciclismo, scalando nel 2004, con il ciclista Ivan Gotti, l’iconico Mortirolo, una delle salite più dure del Giro d’Italia. Si è confrontato anche con il tennis, disciplina che se­guiva con grande passione. Nell’intervista concessa al giornalista e scrittore Gigi Padovani nel 2004, confermò la sua predilezione per lo sport della racchetta, raccontando che d’estate, quando non c’era la scuola, andava «a vedere in tv il Torneo di Wimbledon a casa di un amico, e sua mamma ci preparava i panini… alla Nutella». La sua passione per lo sport è divenuta anche impegno aziendale, a sostegno della promozione sportiva giovanile.