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“Sortilegi”

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di Bianca Pitzorno

Bianca Pitzorno ci stupisce con un nuovo romanzo marchiato Bompiani. La scrittrice e traduttrice sarda, conosciuta soprattutto per i suoi libri per ragazzi, ci incanta con una nuova opera apparentemente “fantasy”, ma storicamente fedele nella quale emerge la suggestionabilità e, allo stesso tempo, la potenza della mente umana. Come ci suggerisce il titolo, “Sortilegi”, il libro narra di una serie di eventi apparentemente influenzati da una maledizione.
La storia si svolge nel ’600, durante la peste. Due genitori, a malincuore, sono costretti a separarsi dalla figlia Caterina e abbandonarla nel bosco, ma la piccola ha un’incredibile forza d’animo e, nonostante non sappia né leggere né scrivere, è perfettamente in grado di cavarsela in quel contesto, grazie agli insegnamenti della famiglia. Gli anni passano e Caterina diventa bellissima, talmente bella da risultare quasi innaturale, demoniaca. Lorenzo, lo scrivano, la scorge vicino al fiume e si innamora di lei, ma in paese gli abitanti rimangono tutti indignati e, dopo averla vista, addossano alla ragazza tutte le colpe delle loro disgrazie.
Questo è solo uno dei tre racconti racchiusi in queste pagine pregne di superstizione, un trittico di storie legate da un sortilegio, quello di parole e pratiche ormai lontane nel tempo e nello spazio. I personaggi di quest’opera vanno oltre le convenzioni del loro tempo e sono pronti ad affrontare le conseguenze della loro unicità, portando il lettore a riflettere sulle proprie azioni, sulle proprie paure e sulla magia delle parole.