Il Roero si prepara ad accogliere la prima mostra diffusa e “slow”

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Si moltiplicano le attività legate al progetto “Sentieri dei Frescanti”. In particolare, oltre al concorso che si rivolge alle Accademie, si sta procedendo con l’organizzazione del progetto “Earth and fire: da Picasso a Jeff Koons, da Marina Abramovic a Zhang Hong Mei”. La mostra, curata da Achille Bonito Oliva (insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui, nel 1991, il Valentino d’Oro, premio internazionale per la critica d’arte) e Vincenzo Sanfo, sulla ceramica dei grandi maestri, si svilupperà nell’ambito di nove comuni: Monticello d’Alba (capofila del progetto), Canale, Castellinaldo d’Alba, Ca­stagnito, Ceresole d’Alba, Magliano Alfieri, Montà, Vezza d’Alba, Sommariva Perno. Si intende creare un percorso nel territorio che guidi alla scoperta delle opere dei grandi protagonisti dell’arte contemporanea, ma anche di un patrimonio storico, naturalistico, ed enogastronomico di grande eccellenza. Nata a seguito del progetto “Sentieri dei Frescanti”, la mostra è incentrata su un aspetto meno noto del lavoro di alcuni grandi artisti i quali si sono cimentati, a volte in maniera occasionale e a volte in maniera più costante e continuativa, con l’uso della ceramica, della terracotta e della porcellana. Le opere porteranno in evidenza sia la creazione vera e propria di forme originali scultoree sia la decorazione di oggetti preesistenti, come piatti, vassoi, ca­raffe e vasi che, di fatto, diventano la tela o il supporto, per scatenare la fantasia degli artisti. Uno degli esempi più eclatanti è formato da piatti e vassoi realizzati da Marina Abramovic, accompagnati da un video esplicativo della filosofia del pensiero che è stata alla base della loro realizzazione da parte dell’artista. Così come i piatti e le brocche di Picasso che racconteranno la sua scoperta dei laboratori di Madoura ma, soprattutto, del “coupe de foudre” (colpo di fulmine) del grande maestro, per Jacqueline Roque che fu la sua ultima compagna. Anche il mondo della Pop Art internazionale avrà una rappresentanza di spicco, passando dall’icona di Andy Warhol con le sue deliziose formelle realizzate per Rosenthal (a lato), sino a Jeff Koons, presente con vasi e piatti frutto della sua visione dissacrante e ludica, che ben si accomuna al mondo, a lui parallelo, di Maurizio Cattelan, per arrivare sino a Jean Michel Basquiat, Keith Haring e molti altri. Oltre a un percorso nell’arte del XX e XXI secolo, la mostra è anche un percorso nei materiali e nelle tecniche, dalla ceramica alla porcellana, sino all’uso della terracotta usata con maestria dai messicani Javier Marin e Gustavo Aceves. La mostra sarà anche un percorso attraverso mondi e culture diverse, che dall’Europa spazierà agli Stati Uniti, ai paesi latino-americani sino alle esperienze orientali di artisti giapponesi, indiani e con la importante presenza di artisti provenienti dalla Cina. Tra questi il celeberrimo Ai Wei Wei, presente con i semi di girasole presentati alla Tate Modern di Londra, accanto a Son Yon Ping, uno degli eroi delle contestazioni di piazza Tienanmen. Accanto a loro, alcune delle personalità più importanti del mondo artistico cinese contemporaneo, come Pan Lusheng, Ma Yuan, Zhang Hongmei Xu De Qi, i quali, figli del nuovo corso, trovano nella ufficialità di un paese in grande espansione la loro fonte ispiratrice. Tra le scoperte vi sarà la straordinaria installazione di uno dei più grandi maestri dell’arte contemporanea francese, Jean Pierre Raynaud che presenterà la sua installazione composta da 64 vasche chirurgiche riempite dei detriti della sua casa da lui demolita e che avrà come contraltare una installazione di Mimmo Pa­ladino realizzata appositamente per il luogo. La mostra che coinvolgerà buo­na parte del Roero sarà un esempio di un nuovo modo di concepire le strategie turistiche legate al mondo dell’arte e della cultura in una mostra che si potrebbe definire come la prima “slow exhibition”, la prima esposizione dalla fruizione “lenta”, più attenta.