Riaperti bar e ristoranti, un nostro lettore torinese ci racconta la “gentilezza d’asporto”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviataci nella serata di ieri (14 dicembre) in cui un nostro utente, affezionato cliente del Querio di Torino, sottolinea la gentilezza e la voglia di ritornare a lavorare

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Buonasera,
Mi permetto di scrivere alla Vostra Redazione per raccontarvi la storia di un Caffè che mi ha davvero scaldato il cuore.
Trovandomi a passare in via Cernaia a Torino qualche settimana or sono mi è capitato di imbattermi in uno dei Caffè Storici della mia città: Querio.
A causa dell’emergenza Covid non era più possibile entrare a riscaldarsi ma sono stato ugualmente accolto con la gentilezza e l’accoglienza di chi ci lavora.
A volte basta proprio una parola e un sorriso per farci stare meglio e questa pasticceria aveva deciso di rimanere aperta (seppure chiusa) con il loro servizio d’asporto (o come mi verrebbe da chiamarla “gentilezza d’asporto”).
E per celebrare il loro legame con la città di Torino mi avevano mostrato con orgoglio le scatole d’autore firmate Guariniello (un cognome importante per la mia Città) che hanno realizzato per presentare la nuova produzione di gianduiotti.
Oggi (lunedì 14 dicembre) il Caffè Querio ha riaperto al pubblico essendo il Piemonte diventato zona gialla.  Così per curiosità sono andato vedere se anche oggi mi avrebbero riservato la medesima accoglienza. Ho ritrovato la stessa gentilezza  ma soprattutto persone FELICI DI LAVORARE.
Nei loro occhi e nelle loro parole non ho visto solo dei bravi camerieri ma lo specchio di un’Italia che ha voglia di rialzarsi e di rivincita. Oggi a Torino splende il sole non fa più freddo. Perché vi racconto questa storia?
Forse perché alla mia età si apprezzano maggiormente le “piccole cose” della vita e si ha più tempo e più voglia di condividerle.
Un caro saluto.
Emanuele Colombo