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Scarnafigi: 1.000 euro per la casa di riposo

Utente anonimo insulta Franco Biraghi. Minacciato di querela, “rimedia” con una donazione

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Cantava De André che “dai diamanti non nasce niente/ dal letame nascono i fior”. Continua ad essere vero, anche in senso traslato, visto che dal letame metaforico sparso tramite social è derivata una donazione che permetterà di portare un aiuto concreto.
Franco Biraghi, infatti, ha consegnato alla Casa di riposo “Regina della pace” di Scar­nafigi un assegno di 1000 euro, risarcimento che un anonimo lombardo, dopo aver insultato sui social il Pre­sidente della Val­grana Spa con parole che gli sono valse una querela, ha voluto devolvere alla struttura scarnafigese.
«L’utente, prontamente identificato, mi ha domandato di rimettere la querela», commenta il “patron” del noto caseificio «incaricandomi personalmente di portare il suo contributo alla Rsa cittadina. Sono stato ben lieto di farlo e, nel frattempo, gli ho domandato di venire fisicamente a porgermi le sue scuse, in modo che potesse conoscermi e confrontarsi di­rettamente con la persona che aveva insultato». È la seconda volta che Franco Biraghi ritira una querela (sempre ricevuta sui social tramite utenti fasulli) ed è la seconda volta che una struttura locale riceve un contributo, conseguenza di un atto di pentimento, come era già successo due anni fa con l’asilo.
Il maldestro anonimato di una rete utilizzata in modo controproducente rende molte persone leoni da tastiera il cui comportamento «è davvero impossibile da comprendere. Oltre alle scuse sono arrivati, però, anche i ringraziamenti di questo signore: l’occasione gli ha fatto comprendere che a 50 anni è meglio concentrarsi sul lavoro anziché insultare le persone sui social. Speriamo che gli serva da lezione».
Di tutt’altro tenore i ringraziamenti ricevuti dalla casa di riposo, il cui presidente Lu­ciano Solavaggione, insieme al vicepresidente Silvio Rabbia, ha parlato di un «atto di generosità importante, che dimostra sensibilità nei confronti della nostra struttura e che utilizzeremo per acquistare un carrello porta farmaci di cui necessitavamo». L’anonimo donatore è stato ringraziato «da parte di tutto il Consiglio di Amministrazione. Ci dispiace per il modo in cui questa donazione è avvenuta e ci auguriamo che episodi simili non si ripetano più».
Un gesto significativo che dimostra come le buone intenzioni possano trasformare un episodio negativo in un’opportunità in più da offrire a chi ne ha maggiormente bisogno.