Il tema stadi chiusi fa discutere, Vercellone (Olmo): “Pronti ad un confronto con le istituzioni”

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Tra le ottime notizie dell’infrasettimanale di Eccellenza per le squadre cuneesi c’è stato sicuramente il successo dell’Olmo contro il Cbs Scuola Calcio, al termine di un’ottima prestazione.

Una vittoria che ha dato gioia a tutta la società grigiorossa come sottolinea il Dg Valter Vercellone ai nostri microfoni: “A parte il risultato, mi è piaciuto come lo abbiamo ottenuto. Abbiamo giocato benissimo contro una squadra che a fine gara ci ha fatto i complimenti. Chiaramente la vittoria è importante, ma è stato fondamentale il modo in cui abbiamo giocato. Abbiamo disputato 90′ in cui siamo arrivati sempre prima sulla palla, abbiamo creato tanto e li abbiamo schiacciati a lungo. Siamo molto soddisfatti come società”.

Il tema clou su cui Vercellone vuole però spendere parole precise è quello legato all’accesso dei tifosi negli stadi di calcio regionale, ravvivato dalle parole del presidente della Pro Dronero Beccacini e dal Ds del Benarzole Dogliani: “Condivido pienamente le loro parole. Già dall’inizio noi lo dicevamo: non è logico che nelle amichevoli entrano i tifosi e poi durante la partite, che sono fondamentali per noi società, il loro ingresso è vietato. Noi con 20 persone ci pagheremmo il campo di San Rocco Castagnaretta e davvero non capiamo il perchè di una scelta di questo tipo. Ha ragione Dogliani nel dire che quando se ne accorgeranno le istituzioni sarà già troppo tardi: il nostro è volontariato sportivo, ma quando poi la liquidità per il sostentamento di queste realtà sarà finita, sarà impossibile proseguire”.

Tra le soluzioni, Vercellone valuta alcune ipotesi: “In primis, secondo me, occorre fare un appunto a partire dai settori giovanili: è assurdo che i genitori non possano entrare nello stadio, spesso oltretutto accalcandosi all’esterno, anche considerato tutto ciò che fanno per le società. Per quanto riguarda i “grandi”, invece, noi siamo disposti a dialogare con le istituzioni in un incontro aperto, in cui far valere le nostre ragioni. Non chiediamo 500 tifosi nello stadio, ma anche un numero simbolico, purchè sufficiente ad “aiutare” le società nel rispetto delle regole”.

In ultimo, una chiosa sul movimento: “Sarebbe importante che a parlare fossero tutti e non sempre i soliti dirigenti. Le realtà sportive devono avere una vera unione d’intenti per far valere le loro più che legittime ragioni”.